Dobermann

Ciao,
il mio nome è Roberto Roberti, difficile da dimenticare.
Ho finalmente capito la mia missione in questa vita.
Anche se mi trovo privato della libertà, sono felice di essere arrivato a quarant’anni sorridendo con ottimismo alla bellezza e all’unicità della vita.
Grazie a questa ennesima esperienza ho ritrovato i valori, la gioia di non essere solo un numero, ma una persona ricca di sentimenti.
Mi sono catapultato in una parte di uno spettacolo dove il mio personaggio interpreta la storia della mia vita.
Non credevo che dopo tutto quello che ho fatto in passato avrei fatto anche l’attore. L’emozione, che non trovo le parole.
Non solo: ho sfruttato le mie risorse e qualità per scrivere anche un minilibro dove parlo di me e della donna che ho amato di più nella mia vita. Anche se quest’ultima mi ha tradito come Giuda.
Può sembrare strano agli occhi degli altri, ma per quanto mi riguarda il carcere mi ha ridato la voglia di continuare una missione lasciata per un fortissimo dolore affettivo. Però sono ancora vivo per combattere e raggiungere i miei attuali obiettivi, concretizzando un sogno: unire serenità e amore.
Bé, non so chi o che cosa devo ancora ringraziare per avermi creato così, ma lo dico lo stesso: grazie.
La mia forza interiore non mi ha mai abbandonato.
Ecco perché in tanti mi chiamano Dobermann: perché sono fedele e protettivo verso chi mi accetta con lealtà.
Ho un desiderio nel mio cuore: realizzare il futuro senza provare più dolore e amare ancora per essere amato davvero.

Roby

21 thoughts on “Dobermann”

  1. Difficile da dimenticare Roberto Roberti.Non solo per il nome.Presumo che ogni persona che scriverà qui avrà talmente tante cose significative da dire che diventerà un personaggio unico. Bel soprannome Dobermann.

  2. è bello questo messaggio pieno di speranza, soprattutto perchè viene da chi ha sofferto duramente… potresti dare qualche consiglio, Roberto, a chi si sente perduto, sia dentro che fuori dal carcere? credo che ogni tanto sia importante parlare di cose importanti (viva i sinonimi 🙂 e mettere in comune le propie esperienze, altrimenti come si fa a progredire? e oltrettutto la consapevolezza che da situazioni difficili si può uscire, anche se con tanta fatica, aiuta molto, no?
    grazie per aver condiviso con noi il tuo slancio verso il futuro! 🙂
    a risetirsi!

  3. Ciao Roby, da quello che scrivi posso dire solo che te la meriti tutta, la felicità che cerchi, senza il dolore come “accessorio”. Persisti persisti e non mollare, vedrai che ce la farai. Ognuno intorno a te dovrebbe fare la sua parte, non per “aiutarti” (solo tu puoi aiutarti) ma per sostenere il tuo sforzo ed il tuo impegno, centuplicandolo. In fondo mi piace da pazzi pensare a questa cosa che chiamiamo “comunità” come ad una cosa concreta, tutta intorno a noi, sentirla forte e viva. Per me sei parte della MIA comunità, ma proprio parte integrante, sei in un altro posto, ma questo non ti fa perdere neanche un pò la qualifica di CITTADINO. Beh, io sono fiero di avere un concittadino come te, che sta pagando per un errore ma che non ha perso la voglia di rimettersi in gioco, emotivamente a non solo.
    In bocca al lupo.
    Luca

  4. Provo davvero tantissima ammirazione per te e per la grande forza interiore che traspare dalle tue parole. Credo che mi servirà da esempio per tutte quelle volte che durante la mia vita di tutti i giorni mi faccio prendere dallo sconforto, perdo la speranza e i pensieri negativi mi assalgono. Grazie davvero Roberto, sono sicura che non ti sarà difficile essere amato come meriti.

  5. E’ un blog che merita attenzione, lo linko subito.
    Continuate ragazzi e fatelo senza remore. Solo attraverso il coraggio del pensiero che osa si è veramente liberi.
    Con affetto, Achille.

  6. ciao roby! mi affascina la tua pacatezza nel descrivere la tua anima e il suo dolore.. e mi affascina ancora di più la forza e la determinazione con cui sai che affronterai la vita, una volta fuori.. buona fortuna, dunque! un abbraccio,elisa

  7. Grazie Roberto del tuo passaggio nel mio blog.
    Sono davvero felice di aver incontrato il blog di alcuni detenuti.
    Da ragazza ho fatto l’assistente volontaria nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso a Roma.
    E’ stata una delle esperienze più forti della mia vita (ne trovi qualche traccia nell’archivio del mio blog).
    Il mondo carcerario è cambiato, non so dire se in meglio,
    Trovo però davvero importante che si possano fare questi esperimenti di comunicazione e di scrittura.
    Grazie ancora.

  8. Caro Roberto c’è sempre una chance e tu lo stai dimostrando. Scrivere, recitare, curare le relazioni con le persone… fa scorrere in noi stessi e fra le persone nuove energie, scoprire nuovi mondi… come Cristoforo Colombo.
    Buon viaggio Roberto, a te e alle tue amiche e amici… raccontaci, Leda

  9. Ricordo con affetto un Dobermann, qualche anno fa, nella ditta dove lavoravo. Era il cane dei “padroni”, ringhiava a tutti, ma veniva da me e un collega a farsi grattare la testa, si avvicinava lui, e non se ne andava finchè non era soddisfatto…vorrei regalarti un sorriso, certa che anche tu, come Dobermann, sotto la corazza che comunque la vita, nostro malgrado, ci fa formare (a tutti!), potrai conservare un pò di dolcezza e speranza, nonostante tutto. Porta il mio saluto a tutti i tuoi compagni, passerò a rileggervi.

  10. Caro Roberto, perfetto sconosciuto.
    Mi fa piacere leggere e apprendere che il teatro e la scrittura ti abbiano acceso quest’entusiasmo e riempito la vita li DENTRO tra quattro mura.
    In un certo senso la dimensione del carcere credo che sia l’ideale per rimettere a posto le idee, come dire, ti costringe. tutto quel tempo libero, tutto quell’ozio che se convetito in riflessionee credo sia illuminante, se speso a rimuginare deve essere terribile.
    Poi credo ci sia sempre una gran voglia di uscire FUORI, ma che ne so io? non mi hanno neanche mai arrestato (e con la mano faccio un gesto di scongiuro).

    A leggere quello che scrivete (mi riferisco anche al blog precedente) c’è da ben sperare per le carceri italiane, almeno per la sezione prometeo del carcere di torino. si perchè il luogo comune (e non so se sia la realtà) dice che il carcere è quel posto che se ci vai DENTRO e non sei tossico, lo diventi. se ci entri e non sei “un vero delinquente” lo diventi, per tutto quello che ti fanno passare DENTRO, per tutta la noia di non aver niente da fare, per quanto ci guadagnano le solite persone a far entrare in gabbia tutta la droga del mondo, per le offese subite dai carcerieri, per la voglia di stare FUORI.

    Sono contento di sapere che almeno lì, le cose funzionano per il verso “giusto”.
    Se non si può fare a meno di negare la libertà ad alcuni di noi, se molti devono per forza passare attraverso questa prova orribile che è star DENTRO, almeno spero che come te, quel tempo gli sia utile per trovare il senso alla propria esistenza, che è già molto difficile quando si è FUORI.

  11. Ciao Roberto,
    quello che scrivi è davvero… TUO, non trovo altri termini.
    Leggendoti verrebbero in mente tante domande, come mai sei in carcere, cosa è successo, che ne è stato di quella donna meschina… credo però che questo spazio sia inteso come sfogo dell’animo, come luogo di riflessione su noi stessi a prescindere dalle nostre azioni.
    E tu un animo ce l’hai eccome, e anche parecchio ingombrante. Un animo che ha voglia di vivere, non sopito, bensì libero, libero di urlare chi sei veramente.

    Perciò coraggio, avanti, forza.

  12. La tua speranza di serenità è quella di tutti, sia che siamo dentro che fuori – ma non provare più dolore è impossibile, ed intimamente dovresti saperlo. Ti auguro però di continuare a riconsocerlo sempre – il dolore – dominarlo, coprirlo con cose belle.

    Alice

  13. Caro Roberto,molte volte il carcere è dentro di noi,persone “libere”,e non in chi, come te, sta pagando un errore commesso. la Tua lettera lo dimostra a tutti. Auguroni e un abbraccio di cuore. Marilena

  14. carissimo roberto,
    che bello ,che bello che bello, è davvero bello leggere le tue parole è davvero bello vedere che tante persone sono sensibili alla fatica ,al dolore degli altri, ma sono capaci di gioire di essere felici per la bellezza delle tue parole dei tuoi sentimenti del tuo coraggio della tua forza .. da dentro sei luce per chi stà fuori.. non aggiungo altro , altrimenti ti monti la testa..(scherzo) Come ha gia detto qualcuno evitare la sofferenza non è possibile, ma è possibile non essergli complici.
    Io vorrei tanto che nella mia vita non ci fosse più sofferenza , e che quella appena superata fosse l’ultima .. ma sono realista .. e pur augurandomelo,so che se signora sofferenza dovesse tornare mi troverà ancora una volta pronta a combatterla per uscirne fuori e per tornare a sperare alla grande con tutta la mia forza..
    Ora va meglo e il desiderio di vivere con intensità è tornato.. e cosi come auguro ogni bene a me ,AUGURO OGNI BENE POSSIBILE A TE.
    Hai una certezza: NON SEI SOLO , e come hai visto un mucchio di persone fanno il tifo per te!
    Io ti voglio già bene, NON MOLLARE MAI!
    un abbraccione
    pina

  15. è bellissimo il modo in cui hai deciso di aprirti.
    ho letto prima le tue risposte ai commenti già avuti e poi questa prima lettera di “presentazione” che ti ha permesso di affacciarti qui.

    Comunicare crea la possibilità di avere gli stimoli necessari al pensiero, alle considerazioni, alle condivisioni e credo sia splendido poterlo fare tramite questo blog, con chi non (ti) vi conosce e non può fare altro che ascoltare per quello che ora siete per quello che ora date, senza nessun condizionamento o pregiudizio.

    spero il minilibro arrivi in fretta guerriero.
    Tutti hanno sempre almeno una buona storia da raccontare.

    un saluto.

  16. Tanti anni fa avevo un amico tra le sbarre. Dopo 2 anni d’intensa corrispondenza, il silenzio. Spero di poter rivivere le stesse emozioni grazie a chi scriverà su questo blog. In gamba Dobermann!

  17. Ciao mi sono imbattuto casualmente qui in questo sito….sono in crisi a seguito di una delusione sentimentale, ma che adesso passa in secondo piano divenendo spunto di un lungo e sofferto travaglio interiore che mi porterà ad essere più uomo e meno bembino…..e cercando risposte e spunti ho trovato la tua storia. Ebbene sappi che sè è legittimo parlare di perdenti e vincenti….te sicuramente rientri in quest’ultimi….vincente è chi scende all’inferno e nè risale le scoscesi pareti…e non chi ti sbeffeggia dall’alto del suo orlo…giacchè non porta rispetto al dolore altrui, in quanto incapace di comprenderlo. Ammiro chi cade e si rialza come un gatto…….dai forza siamo sempre di più a pensarla cosi Roberto.

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