I cinque sensi

Quasi non esistono più, i cinque sensi, dopo anni di carcere. Sebbene siano trascorsi venti anni, ricordo benissimo le mie corse in bicicletta, il contatto con la natura. Mancano molto.
Uno come me non si mette il cuore in pace e pensa sempre al giorno della scarcerazione. Sarà come andare sotto un’auto.
Non sono nemmeno capace di usare un banale telefonino.
In carcere tutto diventa difficile. Solo i ragazzini non ci fanno caso. Ma a me manca quella tranquillità che può avere una persona normale dopo una dura giornata di lavoro. Si può coricare a letto e addormentarsi. Qui ci sono persone che urlano perché sono felici, ma tanti stanno male e a volte sbattono tutta la notte. Chiedono aiuto, ma non ci posso fare nulla.
Di solito, se non si sta in un reparto di definitivi, le celle vengono chiuse. Se si pensa ai bisogni di una persona normale, non si può contare quante volte al giorno aprono e chiudono i cancelli.
Tutta colpa mia, ma penso che a sbagli fatti le pene siano troppo eclatanti.
Io chiedo aiuto con il cuore, ma credo che oramai i miei sensi li recupererò solo una volta scarcerato.

Rodolfo

12 thoughts on “I cinque sensi”

  1. ricordi le corse in bici, dici. magari te la senti proprio l’aria scorrere sulla pelle, sulla faccia, a rinfrescare perfino i pensieri. che i sensi si assopiscono, ma ci sono. non te lo mettere il cuore in pace, fantastica e spera. forza. non sai quanti tra quelli che possono permettersi una girata in bici quando gli pare non sanno più sperare, aspettare un momento importante, resistere con la fantasia e il sogno alla realtà schiacciante. 🙂

  2. un senso quello non elencato non lo devi perdere
    il senso della vita quello che ti fa uscire con la testa oltre quei bisogni oltre quei rumori oltre quelle porte chiuse ogni volta
    il senso della vita che quando uscirai ti fara esaltare tutti gli altri sensi

    mi viene rabbia a leggere le cose che hai scritto perche immagino la leggerezza dei giovani nel fare le cazzate senza nemmeno immaginare che potrebbero desiderare come il pane il solo respirare l’aria di liberta’

    un saluto a tutti voi

    virginia

  3. è proprio vero che non riusciamo ad apprezzare la bellezza e l’importanza delle cose finchè queste non ci vengono negate, tolte, proibite.
    ma questo, forse, non lo sapevamo già prima di farci togliere quelle cose?

  4. alle volte….quando si parla di carcere con amici o anche in famiglia, qualcuno dice: hanno sbagliato…ora paghino!
    senza sfumature…è tutto o nero o bianco…il grigio per loro non esiste…
    e a leggere le tue righe…capisci che cosi’ non puo’ essere…che bisogna dare alle persone la possibilita’ di capire che ha sbagliato…ma soprattutto bisogna provare a sentirle queste sensazioni…
    come le ho sentite io leggendoti….

    se ami la vita…i colori…i profumi… le carezze… le canzoni…vedrai che ce la farai…ne sono convinta!

    so che le parole non possono fare molto…ma quando mi siedo qui, davanti ad un video e so che queste mie righe potranno essere lette da qualcuno che neanche conosco…ecco che allora quando provo a far parlare il cuore, si collegano le dita…come se io fossi li’ a dirtelo in persona…

    ti abbraccio…Donatella:)

  5. Il contatto con la natura è una costante nella mia vita dall’età di 8 anni, poichè ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo che considera fondamentale una vicinanza intima col Creato. Spesso non ci faccio caso, ma trascorrere una giornata all’aria aperta per fare ciò che altrimenti avremmo fatto al chiuso, aiuta a svuotare la testa da tutto ciò che è ingombrante.
    L’erba bagnata, il calore di un fuoco, il cielo stellato che si mostra così limpido solo in montagna; ti auguro queste cose, al momento della tua libertà, ma anche prima, nei sogni.

  6. mi viene da scrivere una cosa molto banale ” ci si accorge dell’importanza di tutto quello che abbiamo quando , per un qualsiasi motivo, ci vengono tolte” . ed è proprio in quei momenti che non sappiamo dove sbattere la testa, sentiamo la rabbia assalirci per tutto ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, continuiamo a ritenerci degli stupidi, inetti, buoni a nulla se non a distruggere le cose più belle che la vita ci regala. Ma una cosa è importante, recuperare con forza , con determinazione ,quasi con disperazione la vita e tu ce la farai. Vedrai che nel momento in cui tutto ti verrà restituito , ti sembrerà di non averlo mai perso ma con la consapevolezza che dovrai tenerlo stretto a te senza mai permettere a nessuno di privartene di nuovo. Un abbraccio

  7. Ho letto con molta partecipazione sia Rodolfo che tutti i commenti di seguito.
    I sensi sono le nostre finestre sul mondo e quando queste finestre evocano per lo più disagio e sofferenza possiamo aprire solo altri sensi interiori più sottili: l’ascolto profondo, filtrare con leggerezza le sensazioni spiacevoli, cercare, trattenere e accogliere solo quelle piacevoli che ti aprono al mondo, un colpo d’aria, un riflesso di luce, un sorriso… ci sono, ci sono, aspettano solo che noi le riconosciamo. Anche le cose belle se non le riconosciamo è come se non esistessero.

    Io trovo la mia libertà nel costruire la speranza ogni giorno nelle cose belle che con ostinazione voglio riconoscere e le ripongo “dentro” di me. Piccole sensazioni, emozioni… faccio la raccoglitrice insomma, ed anche la seminatrice: di sorrisi, piccole memorie, pensieri.
    Quando sto molto male scrivo piccoli pensieri che mando agli amici e dipingo, imbranatissima e incapace come sono, fogli di acquerello: cieli, mari, strisce di terre emerse fra cielo e mare intrisi di violetto, verde, gialli chiari.. e poi me li appendo a portata d’occhio. Piano piano ci si può anche perfezionare… quello che non si riesce a cambiare “fuori” si può costruire “dentro”.
    Siamo noi la grande opera d’arte di noi stessi, la costruiamo su tutto… anche sui nostri errori… come fossero pietre di un’antica città. Da sempre l’uomo costruisce la sua casa su una base di vecchie pietre. Pietre che a volte arrivano da lontano, come i nostri errori, che spesso non sono del tutto nostri.
    Costruiamo la nostra casa soprattutto sul nostro presente, non sul domani, con le pietre che troviamo oggi, come gli uccellini che ogni utilizzano con maestria ogni materiale per fare il nido: fili d’era, pezzetti di carta, di nylon, legnetti.
    Oggi.. oggi… oggi cosa mi porta oggi il giorno? E cosa posso regalare io al giorno, ai miei vicini di casa e di ogni luogo della mia vita? Viaggiatori insieme a me di luoghi a volte inospitali.. luoghi che possono migliorare, cambiando così la vita mia e di quanti la condividono: ospiti, operatori… tutti.
    Ciao Rodolfo, ho sentito molto vicino il tuo dolore, molto simile ad altri ambienti, come quelli degli ammalati ad esempio, che io conosco molto bene, che per fare qualsiasi cosa, anche aprire una finestra hanno bisogno che qualcuno lo faccia per loro.. ma spessissimo sono loro ad aprire ai “sani” mille finestre sul mondo. Ciao

  8. ciao rodolfo!
    mi trovo daccordo con leda quando dice che la libertà e la bellezza delle cose la troviamo dentro di noi. ma credo fermamente che per te, per voi, sia una conquista dura..perciò ti dico, coraggio! non mollare..
    un sorriso,
    elisa

  9. ..son di corsa e non ho avuto tempo di legger gli altri commenti (ad eccezione di Lopel che leggo sempre xkè spesso prova le mie stesse sensazioni)) per cui caro Rodolfo ti chiedo scusa se ripeto qualcosa che han già scritto..
    proprio in questi giorni la Rai ha mandato in onda diversi servizi sulle carceri di tutta italia(chissa perchè torino non c’era) e quello che emergeva è proprio la differenza tra chi sta in carcere e lascia solo scorrere il tempo e chi invece si inserisce in progetti di formazione, recupero.. chi ha un vero e proprio lavore , chi è impegato in attivitè varie scopre o riscopre valori che non conosceva o che aveva dimenticato..
    Coraggio Rodolfo , se puoi non pensare che i tuuoi sensi vadano a riposo fino al giorno della libertè. ma cerca di svillupparli cogliendo anche piccolissime cose approffitta del tuo tempo per assottigliare le tue capacità di percezione e cosi quando uscirai ti troverai con un ricco bagaglio che potrà se vuoi darti una vita che ti piacerà di più
    abbi fiducia in te stesso accetta di fare fatica , di lottare contro lo sconforto e così non rischierai di usire dal carcere a mani vuote
    Forza pazienza e un sorriso
    pina

  10. mai lasciar assopire i cinque sensi. Quando uno perde quelli è un morto che cammina. Nessuno uomo dovrebbe mai essere sottoposto alla tortura di perdere la vita. Perchè se è vero che un uomo dietro alle sbarre è lì perchè deve sconatre una pena è anche vero che per quella pena si perderà troppo tempo della sua vita, senza mai realmente capirne il significato. Lo sbaglio non va punito, ma fatto capire. Non lasciarti scoraggiare. Non lasciarti morire. Vivi ancora per quell giornate in bicicletta.
    Baciuz. Simona

  11. a proposito dei cinque sensi… ho trovato questa rivista in libreria che si occupa di stimolare tutti i sensi.
    si chiama Experience, Premio della Cultura 2004 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    Praticamente ci sono pagine di letteratura e grafica per stimolare la vista, pagine profumate per stimolare l’olfatto, un cd musicale per l’udito, pagine con materiali strani per il tatto e idee cucina per il gusto.
    Tra l’altro è molto curata…
    La trovate online qui: http://www.experience1885.com

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