Bussai alla porta

Quinta puntata. Leggi le altre puntate.

Any abitava in una mansarda a Torino, io con mia madre a Settimo. Un giorno finito il lavoro andai a trovarla. Mi ero accorto che il telefono la dava irraggiungibile e questo mi preoccupò non poco, vista la vita turbolenta che faceva.
Nel salire le scale incrociai un suo amico, in compagnia di un’altra persona.
Il primo aveva già avuto l’esperienza di conoscermi a suon di botte, ed era finito all’ospedale.
Mi disse che non aveva visto né sentito Any. Ma mi sembrava sospetto e volli verificare di persona la verità.
Bussai alla porta e trovai solo silenzio. La chiamai ad alta voce. Lei aprì la porta, era spaventata e più bella che mai.
Rispose turbata e confusa, ma si sciolse alle mie parole sincere e piene di amore. Ci lasciammo andare a un unico sentimento chiamato amore.
Si stava bene insieme, ma c’era il dolore di Roby nel vedere che lei era ancora schiava della droga.

7 thoughts on “Bussai alla porta”

  1. in certi momenti mi chiedo …perchè… perchè.. perchè..?
    e poi piano piano mi rendo conto … non sempre possiamo o riusciamo a rispondere.. e allora si impara anche ad accettare di non riuscire a capire tutto.. o forse chissà .. un giorno capiremo..
    ciao roby e un forte abbraccio
    pina

  2. Non riuscire a capire ci logora.
    Certe cose si capiscono col tempo, con gli anni, magari per caso, proprio quando hai smesso di cercare una spiegazione.
    Infischiarsene e andare avanti forse sarebbe il modo giusto per tenersi stretto chi amiamo, ma l’ombra del dubbio sarebbe sempre lì… quindi sbattiamo la testa contro al muro, fino ad incrinare tutto.
    Ma come farne a meno?
    E’ nella natura dell’uomo.

  3. io penso che…. se non hai provato, non sai cosa vuol dire essere in queste situazioni…
    è un po’ come la depressione…. bisogna averla vissuta per poter capire bene gli altri….

    ed allora leggo attentamente e cerco di immedesimarmi, ma so che non è facile capire queste situazioni…

    ti lascio un sorriso e………..attendo!

  4. vedere la persona che si ama buttare tutta la sua vita dietro illusori sogni di benessere è la cosa più triste che può capitare.
    ti senti impotente perchè te non hai nessun potere contro “lei”…vincerà sempre. E tu sei lì che vorresti gridare, fargli aprire gli occhi, portarlo lontano da tutti e tutte ma soprattutto da “lei”…ma non è facile
    così cammini per la stada chiusa nei tuoi pensieri sperando che forse un giorno, forse, lui sceglierà di tornare a vivere
    Un caldo sorriso pieno di luce e di sole…Sabrina

  5. caro roby! l’amore non ha spazio, non ha tempo e nemmeno limiti. l’amore, a differenza della vita, non è fatto di scelte,perlomeno non tutte consapevoli..l’amore può essere un brivido, caldo ,pungente, avvolgente, come,può essere un brivido freddo. senza luce ,che inspiegabilmente continuiamo a voler sentire..
    la tua storia, credimi, è appassionante, perchè appassionanti sono i ritmi delle passioni,in ogni dove.
    credo, più di tutto, che ricordarla, in queste calde gionate, porti al tuo animo un po’ di fatica in più..
    ti lascio un abbraccio e una” smorfietta” del viso, dato che i sorrisi, spopolano come figli..( miei!! ah!ah!ah!)

    elisa

  6. Caro Doberman nell’ultima frase l’io narrante diventa Roby. Capisco male o sono la stessa persona? Se lo sono, nell’ultima frase il protagonista dovrebbe dire… c’era il mio dolore…. Ciao, a rileggerti, Leda

  7. Si, credo anch’io che ricordare sia una fatica in più ma credo anche che sia il modo per non rimuovere , per accettare ciò che ci ha fatto soffrire tanto.. fino a quando arriverà il momento in cui ricordare non farà più male. Spero, che per te Roby, sia già un pò cosi!.. che la speranza che hai dentro faccia l’effetto che nel pomeriggio il temporale ha fatto al caldo.
    un bacione
    pina

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