Il criceto

Alle volte penso che la mia condizione attuale di persona “non-libera” sia molto simile a quella di un criceto.
Ora vi spiego perché.
Un criceto vive in una gabbia e passa la maggior parte del tempo a dormire, mangiare o a fare un po’ di moto girando nella ruota. Poi, ogni tanto, una mano caritatevole gli apre la porta della gabbia e lui esce, pensando di essere libero. Mentre invece è solo cambiata la dimensione della gabbia. La gabbia ora si chiama stanza e, quando scade il tempo della sua fittizia libertà, la stessa mano che gli ha aperto la gabbia diventa molto meno caritatevole e la richiude con il criceto dentro.
Anche io devo cercare di fare passare il tempo. Per farlo escogito una serie di espedienti, tipo dormire il più possibile, guardare dei programmi osceni alla televisione, metterci più tempo possibile per fare qualsiasi cosa. E anche a me viene aperta la porta della “gabbia”, e mi trovo in uno spazio più ampio, che si chiami corridoio, socialità, aria o sala colloqui, e anch’io come un criceto non sono mai libero.
Né nel tempo, né nello spazio.
C’è solo una sostanziale differenza tra me e un criceto, che lui molto probabilmente è nato e cresciuto in una gabbia, mentre io conosco la vera libertà di andare quando e dove voglio, conosco gli ampi spazi, gli sterminati orizzonti, senza vedere solo sbarre e muri.
Ma il criceto non ha potuto scegliere, io invece sì, quindi che dire?
Sono proprio un pirla!

Carlo

15 thoughts on “Il criceto

  • forse si…chi rinuncia alla propria libertà potrebbe esserlo. ma a volte non si tratta di una scelta vera e propria.
    la cosa che, penso, aiuta molto chi sta vivendo una condizione particolare come quella detentiva è proprio l’ironia..quella che tu dimostri di avere
    un caro saluto

  • E SI , QUANDO SI HA LA CAPACITA’ E POSSIBBILITA DI SCEGLIERE SI E PIRLA A SCEGLIERE LA STRADA PEGGIORE , MAGRA CONSOLAZIONE E’ IL NON SAPERE COM’E NON SOLO PERDERE LA LIBERTA’ MA CONSEGNARLA IN MANI COME BENEVOLMENTE DEFINISCI TU MANI CARICATEVOLI E NON
    pero devo darti ragione anche io ho sempre sospettato che la vita di un detenuto fosse come un criceto in gabbia ma in verita un gruppo di criceti in gabbia con piu possibbilita d’impazzire o di modificarsi da criceto in altro
    se non trova la forza dentro di spezzare le catene non quelle della liberta’ legale ma di quella interiore
    e l’ironia e una forte maglia di congiunzione con quella catena interna
    un saluto a tutti

  • scusa la risata…ma il finale del tuo post…in una parola racchiude tutto il suo senso….
    e pensare che ci sono persone che potrebbero spaziare tra immensi orizzonti ed invece si rinchiudono tra quattro mura…mah…!!!

    ciao Carlo… tutto sta a riuscire a capire…
    e domani sara’ un giorno migliore ^_^

  • Penso sia la migliore descrizione della vita da carcerato che io abbia mai letto in vita mia! 😉
    Però un appunto….forse che la Terra non è una progione anch’essa, solo più grande ancora?? 8)
    Ciao!!

  • la vita si articola di scelte. ogni giorno, in ogni istante. certo è che ne esistono di giuste, sbagliate, accidenatte, fortunate.. purtroppo la nostra libertà ,essendo di principio un entità infinita può portare alla distruzione dei nostri spazi.
    ma l’uomo, a differenza degli animali, possiede la grandissima capacità di reinventarsi, di pensare ad un cambiamento possibile,anche se estremamente diluito nel tempo..
    spero che le nostre parole ti aiutino ad evitare di pensare di essere un p…a!!! a presto,
    un sorriso,elisa

  • per elisa non e una brutta cosa di per se essere pirla lo siamo in tanti tanti di noi anche nel giusto fanno scelte sbagliate la cosa positiva e come dici tu che siamo a differenza degli animali ( a volte con un’istinto piu nobile del cosidetto umano) sappiamo reinventarci quindi onore al vero considerarsi un pirla che ha fatto delle scelte sbagliate compreco ovviamento quando l’errore e stato gia fatto se no saremo tutti dei santi l’importante diceve essere un consapevole pirla che dei propri errori ne fa tesoro e invece di rigirarsi come un criceto s’inventi una nuova vita quando la liberta’ gli verra’ restituita
    e io credo che persone che sanno analizzarsi cosi a fondo mettendo a nudo le proprie vite bhe si credo abbiano il diritto di crederci che ci riusciranno
    (magari anche con l’aiuto di chi li accettera incondizionatamente una volta fuori)

  • è tutta salute sorridere di se e degli altri, rappresentarsi, ironizzare anche nelle situazioni più ostiche.
    Ciao Carlo, anche un criceto può essere una tenerissima presenza, Leda

  • ci sono tanti momenti della vita in cui non importa essere veramente dentro ad una cella per sentirsi in gabbia. La condizione di recluscione va vissuta e considerata sotto due aspetti: quello fisico e quello psichicho. Ti assicuro che ho solo vent’anni ma la condizione di reclusa psichica l’ho vissuta molte volte. Si, è brutto essere rinchiuso in qualche metro quadro, ma dalla tua, hai un cervello che non potrà mai essere imprigionato, anzi e può vivere questa reclusione solo come motivo di accrescimento .
    Di certo, ti viene da pensare….ma per crescere devo stare dentro ad una prigione??beh ovviamente ci si augura di no. Io però vorrei vivere dentro alla prigione del mio io, per cercare almeno una volta nella vita di potermi concentrare su me stessa e per poter capire cosa di sbagliato c’è in me.
    Hai la fortuna di poter decidere se continuare i tuoi giorni in carcere con la massima superficialità, oppure di viverli consapevole del fatto che un giorno sarai fuori di li e dovrai vermante combinare qualcosa nella tua vita. Giorni in cui ti è concesso di redirmerti da ciò che hai fatto e nel tempo stesso di crescere come persona. Non sei un criceto, non sei un gatto, tu sei un uomo che ha bisogno di cambiare la propria vita. Apri gli occhi oppure chiudili, per sognare, l’importante è che tu lo faccia.
    PS: a volte il mio discorso ti può sembrare incostante….diciamo che è l’insieme delle mie riflessioni….ti mando un bacio e non ti auguro nulla, perchè si augura quando si crede che quella persona non possa farcela. Io so che tu se vuoi, puoi. Vale

  • penso a me che son libera e non me ne rendo conto….
    io a volte mi ingabbio in stanza pensando che solo i miei pensieri possano regalarmi la libertà. Penso che verro’ spesso a trovarvi

  • Certo che una persona che vive la gabbia in una maniera tanti restrittiva come la tua è già diverso magari da noi. Forse, però, se pensi che anche noi che siamo fuori siamo nella gabbia del mondo capirai che libero non è mai nessuno, in realtà: siamo tutti obbligati in orari, decisioni, pagamenti… la tua gabbia è solo più piccola della nostra e per questo aumenta la tua percezione di essere rinchiuso, che invece noi non sentiamo. Speriamo che un giorno venga la mano caritatevole del Signore a tirarci fuori…
    Baciuz. Simona

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