Monologo di un detenuto con il ferro da stiro

Sempre la stessa storia.
Quello che urla, quelli che giocano sempre a scacchi.
Ed io, sempre con questo ferro, con la mia radio, con i ricordi.
I ricordi di quando ero io che guardavo lei stirare.
Sempre la stessa musica, sono stanco, stufo.
Io qui e lei chissà. Svanita nel nulla.
E pensare che non avevo mai stirato.
Chi l’avrebbe mai detto.
Quello: “mi fai la maglietta?”
Quell’altro: “mi fai le camicie?”
Ma perché non imparano anche loro? E’ troppo comodo così.
Ma sì, non importa.
Tanto prima o poi finirà questa canzone. Un domani sarò fuori allora sarò io a stirarmi.
Stirarmi, come ci si stira la mattina, appena sveglio.
In fondo la cosa non mi dispiace.
Forse ho fatto la piega al contrario.
No, è giusta, non mi ero sbagliato.
Ma sì, continuerò a stirare e viaggiare, volerti bene come è bello e non lo sai.
Il tuo sorriso basta per ricominciare.

Alfredo

6 thoughts on “Monologo di un detenuto con il ferro da stiro”

  1. Quello che urla, quelli che giocano sempre a scacchi.
    Ed io, sempre con questo ferro, con la mia radio, con i ricordi.

    sembra una pillola di un qualsiasi banale quotidiano che potrebbe appartenere a chiunque
    ma aspettare un sorriso per ricominciare non puo’ appartenere a chi e fuori perche solo chi ha perduto queste liberta’ sa’ riassaporare nella liberta’ quello che ad’altri restera’ un banale quotidiano

    tu intanto continua a stirare e a viaggiare assaporando il momento di far tuo quel sorriso che ti fara a tua volta sorridere alla vita

  2. .. alfredo.. un sorriso che basta per ricominciare. una frase speciale che taglia, penetra l’animo di chi come me, in questa mattina mondiale, si ritrova a pensare e ad emozionarsi davanti ad un racconto di chi non è uno scrittore o un giornalista famoso, ma un uomo agguerrito con lavita, e sicuro della sua libertà insostituibile..quella libertà che ci regala ricordi e sogni e che ci permette ,seppure per un attimo, di fare scacco a tutto il mondo, ed uscire ognuno dalle proprie gabbie.. la tua è la più dura. ma quello che scrivi è straoridinario. niente consigli, niente commiserazione. ti lascio un sorrisoi, come sono solita fare, sperando che basti almeno un po’..
    elisa

  3. A volte nella vita un sorriso può essere tutto: un punto di arrivo, un orizzonte raggiunto dopo lunghe strade di attese, altre invece, può essere un bel punto di partenza, un trampolino di lancio per saltare tra i cieli della vita…ti auguro che il sorriso di lei sia per te questo ed anche quello.!

    🙂 🙂 🙂

  4. Oggi, ho letto il tuo post mi ha colpita molto, ti voglio regalare il mio sorriso…… Magari non sara’ il suo ma avra’ lo stesso sapore di sincerita’
    🙂

  5. ma perchè lamentarsi? non puoi aprezzare quelle piccole cose?? non puoi, secondo me, vedere in una richiesta di un favore un obbligo un dovere che ti sta stretto, ma piuttosto un riconoscimento? Ti ricorderenno per quello che stira… è vero, ma ti ricorderannno, ALTRI ivece, là dove sei, sono derisi ignorati e magari anche fantasmi” tu in qualche modo ci sei”! Certo un giorno ti stirerai la schiena.. ma ora pensa al presente e non vedere tutto nero!!
    Come altri commenti sostengono… SORRIDI e tutto cambierà, per te stesso e per gli altri.

    AUGURI DI TUTTO! un abbraccio

  6. Abbiamo letto con attenzione il tuo post, ce lo siamo persino immaginato in teatro. Un piccolo monologo agrodolce su un quotidiano normalissimo eppure atipico.
    Abbiamo pensato a tre tipi di sorriso: il sorriso reale, quello ricordato e quello desiderato. Di certo tu, Alfredo, mentre scrivevi ricordavi e desideravi sorrisi. Un sorriso di certo lo hai regalato tu a noi.
    Sono passati 6 anni dal tuo post, chissà se sei tornato a sorridere alla donna che ti vuole bene.  Chissà se stiri ancora, ma in un altro posto. Chissà se qualcuno stira per te.
    Ti immaginiamo impegnato e sorridente. Ciao! Jasmine e Paola

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