Mio padre

Che strana la vita qui dentro. Per quanto può sembrare strano, tutto va molto a rilento, ma per quante ore si hanno a disposizione non riesco ad avere del tempo per me stesso. Ora è esattamente mezzanotte e dieci, e non sono stato un attimo fermo.
Del resto qui è così.
Una semplice banalità che in un contesto normale dura solo cinque minuti, qui dietro le sbarre ti porta via un’ora, e altro non è che uno stratagemma per ingannare il tempo che scorre inesorabile e silenzioso.
Sto osservando le stelle, il mio pensiero vola indietro nel tempo, nelle notti d’estate che passavo su un peschereccio col mio defunto padre. Avevo quindici anni e lui, con ammirevole e perfetta conoscenza, mi insegnava come navigare nella notte, notti nere inchiostro e l’unica luce quella delle stelle. Fu l’ultima estate che passai insieme a lui, mi imbarcai su un grosso mercantile e iniziai a girare il mondo.
Ero giovane, forte e determinato, ma anche incosciente. Già facevo uso di sostanze e una notte senza stelle e interminabile era calata dentro di me.

AgSa

12 thoughts on “Mio padre

  • Incredibile guardarsi indietro: com’era allora, a 15 anni sulla barca con il babbo? Come sarebbe stata la vita se avessi fatto delle scelte diverse? Lancinante…perchè non fermare il mondo e tornare indietro? Scappa via tutto veloce veloce e poi perdiamo il controllo, non troviamo più le stelle in cielo che ci guidano e magari ci ritroviamo soli.
    Beh, rimanessero anche solo pochi anni, o mesi, dobbiamo cercare di tornare a guardare il cielo, indicare una stella a qualcuno, noi che sugli errori abbiamo creato una corazza di esperienza, e fare in modo che almeno lui non si perda. Solo così avrà avuto un senso.
    In bocca al lupo

  • ciao salvo!
    sono felice di rileggere le tue parole. mi accompagno in questa sera tutta torinese di pioggia e ricordi..
    un sorriso, grazie di tutto ciò..
    elisa!

  • mi sono commossa all’immagine bellissima di te e tuo padre ed anche a quella vitalità cieca che spinge un ragazzino a fare esperienze non sostenibili, ma evidentemente quando le cose non si riescono a fermare hanno un loro significato, da imparare, magari potessimo almeno evitare le discese agli altri, ma a volte succede, tutto quello che siamo, anche nel bene lo dobbiamo a tutta la nostra vita, alle discese spesso inevitabili, non ne avevamo la forza. Le risalite invece sono tutte nostre. Ciao Salvo, ciao a tutti, anche a Roberto-Doberman, Leda

  • Leggendoti Salvo…. la prima cosa che ho pensato, è che la tua nostalgia probabilmente sarebbe la stessa anche se fossi fuori…
    perche’ credo che faccia parte del carattere, e ti lega al passato inesorabilmente…
    Ti dico questo perche’ succede anche a me…spesso e volentieri…
    Non so se sia un bene o un male…ma che importa…
    Solo alle volte vorrei rimanerci in quel passato, senza dover tornare alla realta’ di oggi…
    forse succede anche a te…
    Ti abbraccio 🙂

    Leda…grazie per avermi risposto, e grazie anche per avermi spiegato cose che non sapevo….
    Alla fine credo valga anche per me quello che hai scritto te….^_*
    i miei nonni erano sardi…io sono nata a Torino…e purtroppo in sardegna neanche ci sono ancora stata! vergogna ehehehehehe 🙂
    ciao Donatella

  • Purtroppo la nostalgia è una di quelle percezioni che ci prendono nei momenti più impensabili e ci portano indietro anche di parecchi anni…
    è sempre una di quelle poche sensazioni che però ci mantiene in vita nei momenti più sbagliati in qui vorremmo mollare tutto…..
    bellissimo scritto….
    Baciuz. Simona

  • esistono tante prigioni nella vita, tante…la mia prigione-dipendenza, si chiama cibo….odio rimanere intrappolata in essa, ma allo stesso tempo la mia vita mi sembra vuota se non pensando ininterrottamente, specialmente nei momenti tristi al cibo….credimi caro amico (posso chiamarti così? oppure ti da fastidio??), sono molte le prigioni della nostra vita. Alcune esplicite, altre che riesci a nascondere molto bene, così bene che tutti credono che sei felice e che tutto trascorre serenamente….meglio o peggio? il cibo è una droga per me, come le sostanze lo erano per te e credimi che entrambe le dipendenze fanno male al cuore e al corpo. Se hai voglia, ma solo se ti va, rispondimi, dammi un consiglio. Forse proprio tu che non mi conosci e che sei lontano fisicamente da me, puoi darmi un consiglio sincero e oggettivo.
    Nel frattempo ti saluto immensamente, un grande bacione Vale!

  • Sì Simona,
    si sceglie per guardare avanti ora, per poter vedere meglio dopo, e si sceglie di guardare anche dietro, sguardi fugaci da impressionare ben bene per non dimenticare mai da dove si viene, non per filosofeggiare, ma per aumentare il coraggio di accettarsi per migliorarsi sempre. Un bacio anche a te!

    Cara Nebula,
    anche la nostalgia è scelta, ma il mio carattere mi impone questi ricordi che evito di tenere legati, ma che di tanto in tanto vado a visitare solo per non ripetermi magari domani, non solo perché la realtà è dura, ma visto che posso scegliere bene scelgo una realtà dura ma più accettabile.
    Ps. Voi sardi siete le persone più straordinarie che io conosca, cinque volte sono stato nella Valle della Luna, in meditazione… meravigliosa isola!

    Caro Achille,
    Che dice il tallone? Sono lieto di risentirti, il ‘bellissimo scritto’ è uno dei pochi sfocati ricordi di un’adolescenza mai avuta. Un abbraccio.

    Salvatore Aglianò

  • Carissimo Salvatore, il tallone inizia a sentire quei classici fastidi frutto dell’ennesimo cambio di stagione. Almeno così voglio credere. Mi farebbe piacere che qualcuno ti recapitasse qualche mio scritto, preso dal blog. Io arrivo a qualcosa di tuo, e mi piacerebbe ricambiare con qualcosa di mio.

    Aspetto tue notizie, un forte abbraccio.

    Achille.

  • Caro Salvatore, il fatto di guardarsi indietro e ricordare la strada che ci aiutato ad arrivare sin qui è un bene…. ma mai perdersi nel passato: da vivere c’è il presente… 🙂
    Baciuz. Simona

  • Ciao Salvo,
    leggendo il tuo post oltre a commuovermi ricordo anche io, qualcosa di simile…
    Avevo appena 8 anni, il mio Papa’ era un pescatore, la notte andava in barca e tornava l’indomani di giorno lo vedevo poco e niente, arrivava stanco allora mangiava e andava a letto, un giorno gli chiesi se mi poteva portare in barca con lui… stento’ a darmi una risposta, ma all’indomani mi porto con se’… ricordo il cielo nero colmo di stelle osservavo tutto, osservavo ogni suo movimento, amava il suo lavoro ed io amavo osservarlo… morì molto giovane, io ero ancora una bimba, e questo ricordo lo porto dentro e lo custodisco gelosamente…

    I vostri racconti, le vostre storie entrano nel mio cuore. Non fermatevi mai, vi confesso che la mattina appena mi sveglio arrivo a lavoro accendo il pc ed entro nel vostro meraviglioso blog. Ciao a tutti, Ciao a te Salvo Rispondimi se ti va’….

    MARIA VIRGINIA…

  • Io non ho esperienza della sensazione di mancanza verso il padre di cui tu ci racconti, per cui mi viene difficile scriverti qualcosa. Grazie però per aver condiviso con noi questi tuoi pensieri: leggerli mi ha aiutata a superare un po’ i pregiudizi che ho verso i detenuti. Tornerò sul blog per leggere ancora! Alina.

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