La scelta

Ciao Valentina.
Cara amica (anche io ti chiamerò così), mi chiedi un consiglio che naturalmente ti darò, ma tieni presente che ogni riferimento è a dove mi muovo quotidianamente.
E’ vero che nella vita ci sono molteplici tipi di prigionia, ma non è necessario “evadere” per uscirne. Ti è mai capitato di chiederti perché l’essere liberi, ma anche cose più banali come la bellezza, la ricchezza e il potere impongono delle scelte?
Hai mai notato che, una volta scelto, dietro c’è ancora una moltitudine di altre scelte più o meno simili e forse un po’ più sconvenienti?
Cara amica, la vita ci impone sempre di fare delle scelte, alcune condizionate, alcune no, e quando io iniziavo a odiare di restarci intrappolato scelsi di far prevalere la mia volontà, di varcare quella soglia tra buio e luce e di capire perché ciò che odiavo prevaleva. Ma se non aprivo e varcavo io per primo quella soglia neanche un terapeuta vi sarebbe riuscito!
Ora, il mio più che un consiglio è un invito. Apri ed entra con calma, razionalità, senza fretta e senza sensi di colpa per ciò che è passato e non ritornerà. E’ una fatica, è doloroso, ma ogni ferita lo è, e vuole il suo tempo per rimarginarsi. Una volta entrato il sole, la luce, il calore, non resterai più intrappolata perché lo hai scelto in libertà, senza condizionamenti altrui, e non ci credo che un giorno lo potresti rimpiangere. Valentina, sei una donna sensibile e a mio avviso le persone sensibili sono persone speciali.
E tu lo sei.
Ti abbraccio e ti ricambio il bacione.
Salvatore Aglianò

3 thoughts on “La scelta”

  1. Come sempre ciò che dici scatena la mia voglia di riflettere.
    E, come sempre, ti cito: “Hai mai notato che, una volta scelto, dietro c’è ancora una moltitudine di altre scelte più o meno simili e forse un po’ più sconvenienti?” sì, è così. Si può scegliere credendo di agire per il meglio, magari anche facendo del bene a qualcun’altro, oltre a noi stessi; ma dietro, quasi sempre, si lasciano delle briciole che possono impolverare la serenità di qualcuno.
    Quindi?
    Quindi si può decidere di fermarsi a riflettere, ponderare, pensare, valutare, per arrecare al mondo il male minore con la propria scelta.
    Oppure si decide di scegliere e basta, senza soffermarsi troppo sulle conseguenze “a scoppio ritardato”.
    Potrei rispondere a questo dilemma con un semplice “DIPENDE”.
    Ma, forse, non sarebbe di grande aiuto a chi, come Valentina, si trova a dover decidere.

    … e se seguissimo il nostro cuore?

  2. grazie e grazie, ancora, il fatto che tu sia tanto distante da me (solo fisicamente) ti ha permesso di capire, di cogliere in fretta le cose essenziali che mi tormentano. Ti ringrazio per i mille complimenti, mi hai fatto sentire tanto tanto vicino a te. Per un attimo, mi è sembrato di vederti davanti a me con in mano un caffè e con tanta voglia di parlare….
    A questo mondo non è facile trovare persone che ti ascoltino e tanto meno che sappiano darti un consiglio.
    Tu l’hai fatto, di conseguenza penso che la persona speciale tra i due forse non sono io.
    A proposito della lettera e di ciò che mi hai scritto…..beh penso che il mio percorso per far entrare luce nella mia vita sia ancora lungo e forse , deve ancora iniziare. Purtroppo mi sento così condizionata da così tante cose, che finisco col non essere più io, ma solo una copia di quello che gli altri vogliono vedere. Una maschera, questa che mi protegge dallo stare male.
    Sono stata troppo male così tante volte che ora preferisco in un certo senso non provare emozioni e sensazioni. Quando scrivo di cose spiacevoli di certo non mi riferisco a banalità…..sono cose che hanno toccato e condizionato la mia vita.
    Non so se da questa mia lettera tu abbia capito un pò più di me e la mia insicurezza mi fa pensare che forse non avrai nemmeno più voglia di rispondermi…..perdona queste mie parole, non sono di sfiducia nei tuoi confronti, bensì nei miei.
    Stai sicuro però che le tue parole hanno fatto centro. Non leggerò la tua lettera una sola volta, risulterebbe troppo banale, la rileggerò più spesso di quanto immagini per poter cogliere ogni volta nelle tue parole un sigificato che mi possa dare speranza.
    Non ti preoccupare so che ora starai pensando che sono una matta, il punto è che voglio provare come dici tu, a fermarmi e fare tutto con calma e razionalità!!!

    Per adesso ti mando un enorme bacio, grande grande!!!
    Valentina
    se ti va rispondimi
    baci

  3. poco più di un anno fa ero prigioniera di me stessa, mi sono ritrovata chiusa, senza via d’uscita. il confine da superare x decidere di farla finita era molto vicino, ma poi sono riuscita ad uscirne…quando pensavo certe brutte cose mi sono vergognata, vergognata di me stessa, mi sono sentita ipocrita ed egoista.
    sono una volontaria all’interno di un istituto penitenziario italiano, ed è proprio grazie a questa attività che ho ritrovato la voglia di vivere… ho incontrato l’essenza dell’essere umano, quell’essenza di vita che aiuta a riscoprire la voglia di andare avanti e di capire che cosa c’è dietro l’angolo… parole, parole e ancora parole cariche di emozioni e vissuti… un’esperienza impagabile, forse la più azzeccata della mia vita. quando mi sento ringraziare per qualche piccola cosa, sento ancora quel vecchio senso di egoismo che provavo quando stavo male… ma è diverso… sento di aver intrapreso una strada a doppio senso… la strada che ti fa scoprire l’enorme privilegio derivante dell’ascolto di se stessi e degli altri.
    Dada

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