Non sono le sbarre

Ciao, sono Giancarlo. Sono un detenuto delle Vallette a Torino.
Quando mi è stato chiesto di scrivere qualcosa per questo blog non ero sicuro di volerlo fare. Poi, pensandoci, mi sono detto perché no, in fondo quello che ti sta succedendo merita di essere raccontato.
Così ho deciso di scrivere. Fatta questa premessa, passo a raccontare.
Appena mi hanno arrestato ho pensato che questa volta non riuscivo a vedere come sarebbe finita questa storia. Riuscivo a vedere solo il negativo. Fino a quando il medico del blocco mi ha detto di provare a fare la domanda per andare in una sezione attenuata, per sieropositivi. Dopo un paio di colloqui con le operatrici sono arrivato qui, alla Prometeo, e l’ho capito subito che avevo fatto la scelta giusta.
Qui ho trovato un’atmosfera molto goliardica. Ho ricominciato a ridere e scherzare come non facevo da tanto tempo.
Questa cosa mi ha aiutato a fare una riflessione. Che non sono le sbarre a limitare la nostra libertà, ma forse è l’approccio mentale che conta. Io ora sto dietro queste sbarre, ma mi sento libero.
La prossima volta vi spiegherò il perché.

Giancarlo

12 thoughts on “Non sono le sbarre

  • Ciao Giancarlo, sono contenta che hai deciso di scrivere in questo blog, si e’ vero non sono le sbarre a limitare la tua liberta’, un piccolo sorriso per te! ciao Maria Virginia…

  • E’ bello leggere interventi dei nuovi della sezione… sono contenta che tu abbia deciso di scrivere alla fine. Aspetto la continuazione della tua storia! Le sbarre limitano un certo tipo di libertà, ma hai perfettamente ragione nel dire che non limitano tutta la libertà di un uomo, tanto più che tu sei qui a raccontarcelo.
    Sono contenta che anche tu, come altri, sfruttiate questo mezzo perchè per noi – che stiamo al di là di quelle sbarre forse davvero più fisiche che mentali – è molto importante sentire la voce di chi invece vi sta dietro.
    Un abbraccio

  • bisognerebbe trovare un compromesso per il libero accesso dei detenuti ad internet. almeno monitorato, che so.
    quello sarebbe un altro bel passo avanti per sentirsi liberi nonostante quelle scomode barriere architettoniche, le sbarre.

  • ciao gincarlo!
    benvenuto, innanzitutto.
    sono fiera della tua testimonianza, perchè può aiutare chi ancora non è convinto a migliorare la sua opinione rispetto alle sezioni attenuate del carcere.
    credo che li dentro non ci siano numeri e criminali, ma UOMINI.
    uomini VERI E DEBOLI COME TUTTI NOI, MA ANCHE FORTI E SPERANZOSI.
    UOMINI CHE CREDONO ANCORA ALLA LIBERTà,PUR VEDENDOSELA NEGATA.
    NON TI SEMBRA UNA GRAN COSA? a me si..
    un sorriso,
    elisa

  • Benvenuto Giancarlo!

    E’ la prima volta che scrivi qualcosa..ma aspetto già un secondo pezzo.. Menomale che hai deciso di scrivere..!

    Penso che sia tutt’altro che scontato fare la riflessione sulla libertà,che hai fatto tu,da parte di chi vive in carcere.. Non penso che sia facile per voi andare al di là delle (non poche) cose negative che vi limitano. Probabilmente ciò che può aiutarvi a farlo è l’incontro con una persona interessante,che vale,capace di colpirvi (un medico,un’educatrice,un’operatrice,un detenuto).. No?!

    A presto

    Ciao ciao

    Anna

  • spero che tu possa trovare un pò di serenità in un posto che pur limitandoti fisicamente, può aiutare la tua vita. Di certo non si va in carcere per aver mangiato noccioline, ma questo si sà, quello che più importa è che tu faccia tesoro, quanto più possibile di tutto ciò che succederà.
    Dalle amicizie che farai, dalle storie di vita che ti verranno raccontate e dagli stati d’animo che accompagneranno il tuo percorso.
    Attraverserai momenti sereni, ed altri in cui ti sembrerà impossibile uscirne, ma credimi, che prima o poi tutto passa.
    Può sembrare una frase banale, ma secondo me non lo è affatto.
    Tutto passa, anche questo tuo momento.
    spero di ricevere presto una risposta
    ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao

    valentina

  • Ciao a tutti! Siamo i membri del cineclub “Fratelli Marx” di Bologna, e abbiamo conosciuto “Teatro per evadere” grazie a un commento lasciato nel nostro blog. Che dire? Tutte le testimonianze che abbiamo letto (a partire da quella di Giancarlo) meritano di essere lette con la massima attenzione. In passato abbiamo proiettato un bel documentario sui detenuti-attori della Fortezza di Volterra, e siamo stati contattati per organizzare una rassegna all’interno della Dozza (il carcere di Bologna), ma ci rendiamo conto che ben altra rilevanza hanno i racconti di chi vive sulla propria pelle l’esperienza dietro le sbarre. A volte, però, proprio il carcere fa capire quanto sia importante il cinema più “leggero” e popolare (forse è una citazione troppo cinefila, ma qualcuno ricorda il finale di “I dimenticati” di Preston Sturges?).

  • Si hai ragione, l’approccio con le sbarre deve essere il primo contatto diverso che si ha con il mondo…. è sicuramente difficile sentirsri liberi, ma il carcere deve essere visto più come un aiuto che come una punizione. Altrimenti diventa dura rimanerci per quanto bisogna rimanere….
    L’accesso ad Internet per i detenuti è comunque una cosa importante per non emarginarli, per non tenerli lontano dal mondo. E’ importante questa opportunità che viene offerta….
    Baciuz. Simona

  • benvenuto giancarlo..io leggo sempre tutto cio che scrivete sei il prmo pero a cui commento…volevo complimentarmi per la frase sulla libertà…ammiro davvero le profonde rilessioni sulla vita e le esperienze che vengono scritte…anche io ho commesso degli errori…e leggere che si puo sperare ancora mi fa stare meglio…aspetto il perchè (il continuo della tua storia)un bacio laura

  • “..Che non sono le sbarre a limitare la nostra libertà, ma forse è l’approccio mentale che conta. Io ora sto dietro queste sbarre, ma mi sento libero..”

    E’ molto che non sorrido..Eppure ..al di là del muro..Ma la mia mente ed il mio cuore sono imprigionati da molti anni..

    A volte va meglio..Altre volte peggio..
    Luce e buio si alternano..

    Credo che nella ristrettezza e nel dolore emergano la solidarietà, la fratellanza e l’uomo si stringe maggiormente ai suoi simili, per non sentire freddo..

    Un abbraccio, grazie per avermi fatto pensare e riflettere..

    Elena

  • Ciao Giancarlo, volevo solo darti un saluto e dirti, che spero di leggere al piu’ presto un’ altro tuo post Baci MARIA VIRGINIA….

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