Voglia di quotidiano, paura di uscire

Ciao carissime e carissimi.
Finalmente un po’ di relax mi permette di potermi dedicare alla scrittura. Tra le tante cose mi sono chiesto più e più volte su quanto mi faceva notare Valentina, che riassumo semplicemente in “voglia di vivere il quotidiano e paura di uscire”.
Cara Valentina, l’unica mia vera paura è quella di restare ancora qui… oltre le sbarre. Anche se è vero che le cose da fare sono molteplici durante la giornata, è anche vero che questo è il regno della monotonia statica, ed è proprio questa che non solo mi fa paura, ma mi terrorizza. E’ utile ciò che mi hai fatto notare, pensieri, riflessioni, che a ognuno di noi “credo” vengano fuori nei momenti in cui siamo tristi o euforici. E non è mai semplicemente rispondersi, vuoi per non sentire dolore, vuoi perché mai nessuno ti chiede, e i problemi iniziano proprio dal non chiedere mai all’altro. Sento sempre ripetere a una buona parte di persone “Io ho già i miei da pensare, e non ho tempo”.
Io sono convinto che spesso non vogliamo chiedere e tantomeno stare a sentire l’altro, in quanto le problematiche sono quasi sempre simili alle nostre, il che comporta mettersi in gioco, scoprirsi, affrontarsi. Detto così sembra la cosa più semplice del mondo, poi quando ci si ritrova a tu per tu prevale il silenzio e spesso anche l’imbarazzo.
A prestissimo. Un bacione a tutti.
Aglianò Salvatore

PS Anche se accade che non posso far pervenire in tempo i miei scritti e le mie risposte vi invito vivamente a scrivere voi tutti. Ancora un abbraccio, sempre io, più intrepido che mai.

4 thoughts on “Voglia di quotidiano, paura di uscire”

  1. Ciao Salvo, non avere paura, tutto finira’ prima o poi…
    nonostante tutto, io vi voglio fare gli auguri di buon Natale a tutti voi…

    Ciao VIRGINIA…

  2. Ciao, hai proprio ragione, abbiamo paura di metterci in gioco. Io, ad esempio, seguo da tempo questo blog con simpatia e partecipazione emotiva però non ho mai lasciato commenti forse per pudore o forse proprio per non espormi; lo faccio oggi perchè le tue considerazioni mi hanno veramente toccato, non è il tempo che mi manca e non penso che i miei problemi siano più importanti di quelli degli altri, le tue parole mi hanno fatto capire che qualche volta si deve avere il coraggio di uscire allo scoperto, anche nelle piccole cose, come ad esempio lasciare un commento. Grazie Salvatore, continuerò a leggerti e chissà che magari io diventi un po’ meno orso e ti scriva ancora.
    un saluto e una pacca sulla spalla da Lorenzo

  3. si e vero cio’ che dice lorenza a volte il pudore il non saper cosa dire forse per il non saper cosa voglia dire stare dentro bhe il mio non e pudore ma cognizione e ti giuro le parole mi muoiono in gola ogni volta che entro in questo blog ogni volta che elggo parole di speranza non dette da chi entra aleggere le vostre emozioni ma speranza per un futuro che vi nasce dal cuore dal sapere cosa voglia davvero significare assaporare la liberta’ fosse anche quella dei gesti quotidiani
    a te sal ai tuoi compagni di avventura ai vostri educatori a chi vi sostiene in questo percorso ad’ostacoli che e la detenzione chiamata rieducazione ai tuoi compagni che sono usciti a quelli che davvero son riusciti ad’avercela fatta vi auguro ogni bene un buon sereno natale che forse a la sola cosa che conviene e che e giusto augurarsi lo auguro anche a me stessa e a chi in questa vita mi ha dato modo di capire le vostre parole
    si ritornero forse in modo silenzioso a rileggervi come ho fatto da qualche mese a questa parte ma il mio pensiero per chi e dietro una sbarra e chi e dentro ad’un tunnel ci sara’ sempre
    virginia

  4. Ciao Salvatore,
    conosco bene che cosa significa sentirsi ed esser immobili. Fermi. Mentre il tempo fuori scorre inesorabilmente. credo che il periodo natalizio sia quello più crudele da vivere in carcere, almeno per me lo è stato. con il passar degli anni però, sono riuscita a crearmi un’atmosfera che sapeva di Natale, anche se in carcere.
    Auguro a te, a tutti un buon periodo di festività, nonostante tutto.
    ciao Patrizia

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