Sei mesi

Quindicesima puntata. Leggi le altre puntate.

Ventuno agosto 2002. Roby viene catturato e rinchiuso in carcere ad Aosta. Any è sola. Cade con la droga, si scaglia con violenza contro le persone che avrebbero dovuto aiutarci (il Comune e la Caritas), dicendo: è colpa vostra se l’hanno arrestato, avete contribuito alla nostra fine. Per amore di Roby, torna umilmente dai suoi genitori.
Scontato che i suoi vedevano in me l’avanzo di galera, ma Any non si fece influenzare e resistette per quattro mesi. Roby doveva scontare ancora due mesi. Quante lettere piene d’amore, sogni, obiettivi, desideri ci siamo scritti.
Al ritorno di Roby, lei ormai era caduta nella disperazione più drastica. Droga e prostituzione… Any si era persa ancora una volta.
Quando telefonandola decidemmo l’incontro, la vidi arrivare alla stazione di Torino, dal suo treno che la portava dai suoi genitori verso di me.
Fu un incontro distaccato, come se tra noi ci fosse solo conoscenza. Le dissi: Any, puoi anche abbracciarmi. Lo feci io all’istante.
Ma era normale il suo atteggiamento, visto che ormai i sogni costruiti insieme erano stati infranti.
Mi disse: non ti arrabbiare, ma devo andare a prendere la droga, mi accompagni? Poi stiamo insieme e ci raccontiamo questi sei mesi di distacco.
Dentro di Roby scattò la rabbia più forte che aveva avuto negli ultimi anni della sua vita, una frustrazione nell’udire ciò che lei gli aveva appena detto.
Non volle arrendersi e accettò con se stesso di poterla ancora una volta salvare.

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