Mi chiamo Ottavio

Ciao, mi chiamo Ottavio e sono uno dei quattordici detenuti che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo teatrale “Tagliare la corda” diretto da Claudio Montagna. Abbiamo lavorato a fianco degli attori di C.A.S.T. ed è stata una esperienza bellissima. Abbiamo allacciato un rapporto di amicizia intenso, sono ragazzi e ragazze bravissimi, non è stato facile salutarli l’ultima sera senza piangere; ci hanno lanciato una fune che con tutte le nostre forze e la nostra volontà abbiamo afferrato. Penso spesso a loro e mi chiedo se mai ci rivedremo e se sarà possibile corrispondere con loro.
Io mi sono convertito e leggo la Bibbia, ogni lunedì vengono a farmi visita alcuni fratelli Evangelisti e con loro leggo la Bibbia e prego anche per i ragazzi di C.A.S.T.
Sto cambiando e sento giorno dopo giorno il grande amore che c’è nel dare e nel fare del bene al mio prossimo.
La presenza di Dio è musica nel cuore.
Ciao con la Pace del Signore.
Ottavio

4 thoughts on “Mi chiamo Ottavio”

  1. Ciao ottavio!!
    Mi fa piacere che anche i più timidi abbiano preso la penna in mano per scrivere sul blog! Sono sempre più convinta che lo spettacolo che abbiamo fatto insieme sia stato un grande successo, non solo per l’apprezzamento da parte del pubblico ma anche per quello che ci ha lasciato dentro.
    Un saluto a te e a tutta la sezione.
    sara

  2. Ciao Ottavio, apprezzo molto le tue parole semplici e sincere. Io ci sono da questa parte della fune, e vi penso spesso.

    Un caro saluto Erika

  3. Ciao Ottavio! Ho letto con attenzione tutti gli interventi di chi è dentro e di chi è fuori dal carcere e questo moltiplicarsi di saluti e riflessioni, questo desiderio di condivisione e di sostegno reciproco mi fa pensare sempre più che l’obiettivo più immediato del nostro spettacolo non è un’utopia; esiste un’umanità vera, palpitante che agisce, s’impegna, a volte sbaglia, ma sa chiedere perdono e costruire oltre i propri errori, un’umanità che è felice di dire “grazie” con semplicità e gioia, che sa emozionarsi, che, addirittura, sa pregare per il bene degli altri… un’umanità che non vive suddivisa in compartimenti stagni (i buoni, i cattivi, gli indecisi), ma è come un fiume che scorre sinuoso fra le pieghe del mondo e ogni tanto lo ritrovi, magari quando o dove meno te lo aspetteresti.
    Hai scritto che stai cambiando, ma ti dico che tutti stiamo cambiando, non possiamo più essere quelli di prima perché abbiamo deciso di non rimanere indifferenti l’uno all’altro, abbiamo scelto di fermarci, di ascoltarci, di comprenderci e confrontarci. Non so cosa ne nascerà…. lo scopriremo insieme. Un affettuoso saluto a te e a tutta la sezione. Cristina.

  4. Caro Ottavio,
    ero presente all’ultima serata di tagliar la corda. anche per me è stata una emozione e alla fine della serata ho faticato a trattenere qualche lacrima:Complimenti a tutti e permettimi di dire che esco sempre dagli incontri (già sono stata da voi altre volte) con il cuore che non sa più dove sta!
    dentro o….fuori?
    Mi viene sempre da pensareanche leggendo i vostri scritti, che forse siamo noi quelli che stanno dietro a delle sbarre…..
    Un caro saluto.,a te e a tutti della sezione.
    Marilena

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