Non è l’isola felice

Ciao a tutti.
Mi è capitato per le mani il pezzo scritto da Giancarlo, “L’isola che non c’è (esiste)”. Penso che bisognerebbe stare con i piedi per terra a riguardo e finirla di fantasticare facendo credere alla gente che la Promoteo sia veramente come la descrive.
Io ci vivo alla Prometeo. Allora quando si incomincerà a pensare da dove si arriva? La strada: rispettare con più personalità e responsabilità quello che i compagni detenuti di prima ci hanno creato, portare avanti questo progetto con determinazione. Allora sì che l’isola potrebbe esistere veramente.
Mi dispiace essere in contraddizione con il mio compagno Giancarlo, ma questa realtà la conosco da tanti anni e non bisogna mettersi il paraocchi facendo finta di nulla.
Siamo persone molto più sensibili. Emotive. Educate, forse pure più di altre. Ma aver avuto la possibilità di interpretare uno spettacolo notevole non toglie il fatto che dobbiamo lottare più di prima, soprattutto con le problematiche delle altre persone.
Francamente per me è un buon periodo, ma questo mi dà un segnale di avvertimento per un momento più difficile in arrivo.
Volevo ringraziare ancora chi ci ha permesso di lavorare, di fare nuove amicizie, di poter sfarfallare con il cervello. Ogni tanto fa bene.
Saluto ancora tutti. In particolare Cristina, Chiara e Fede.
A presto. Rodolfo

4 thoughts on “Non è l’isola felice

  • Caro Rodolfo, leggo con piacere in questo ultimo commento il tuo profondo e lento cambiamento interiore. Io ti conosco da quasi due anni e mi fa piacere che tu abbia capito che non bisogna adagiarsi ma essere sempre pronti al nuovo attacco negativo che la vita ci può presentare in qualsiasi momento. Quando hai avuto la tua occasione sono stata contenta per te, ma quando sei tornato indiatro ho pensato che non essendo ancora pronto eri tornato dove potevi ricominciare per davvero. Ci sono molte persone che credono in te, in voi, ma sai benissimo che parte tutto da noi stessi con la nostra ferma determinazione possiamo dimostrare a tutti il nostro cambiamento ed usarlo per aiutare le altre persone.Un abbraccio sincero a presto Cinzia.

  • Mi ha colpito il fatto che per una delle prime volte in questo blog si sia fatto un discorso onesto, asciutto e a mio parere sincero sulla vostra condizione e sulla vostra sezione. Non retorico, non intriso di sentimentalismo, non ridondante, il tuo discorso è secco, deciso, più reale di tanti altri. Mi hai colpito davvero, e molto positivamente.
    Un abbraccio

  • Caro Rodolfo, sinceramente non penso che tu e Giancarlo siate in contraddizione fra di voi; la realtà credo sia chiara per entrambi, semplicemente lui si è espresso concedendo spazio al sentimentalismo e forse anche ad un grande desiderio, un po’ sull’onda dell’entusiasmo per la riuscita dello spettacolo. Tu, invece, hai riflettuto inserendo voi in un percorso più ampio, che è quello storico della sezione. Direi che hai contestualizzato meglio. Sono d’accordo con te che c’è ancora molta strada da fare, che non ci si può riposare sugli allori, ma ci deve pur essere un momento per la gioia e la gratificazione.
    Per quanto riguarda la riflessione su coloro che vi hanno preceduti, mi viene in mente che nella vita è proprio così: c’è sempre qualcuno che ci precede e qualcuno che ci succede. Quello che siamo è un po’ frutto di quello che abbiamo trovato e quello che faremo sarà un inizio per chi verrà dopo. E’ illusorio credere di poter fare da soli, è illusorio pensare di non danneggiare nessuno badando solo ai fatti propri, perché, qualunque cosa facciamo, nel bene o nel male, ha sempre delle ricadute sugli altri. Lo dico a te per ricordarlo a me stessa, come figlia, come madre, come moglie e comunque come cittadino.
    Grazie dei saluti personalizzati, spero di vedervi presto. Un abbraccio. Cristina. P.S. 10 e lode per l’espressione “sfarfallare con il cervello”; mi piace moltissimo perché esprime efficacemente il concetto. Spero che tu non voglia chiedere i diritti d’autore, visto che d’ora in poi la userò anch’io!

  • sono Daniele,credo che io e te ci siamo già conosciuti,proprio lì in quel contesto, dove mi sono rotto il culo per una massa di ipocriti bastardi che senza scrupoli mi hanno messo alla gogna,be io sono ancora vivo e libero.
    Libero di rovinare questa lurida associazione a scopo di lucro che sfrutta le braccia e le menti di migliaia di detenuti e sieropositivi,questo è il minimo che posso fare dopo il trattamento che hanno avuto il coraggio di riservarmi. Ho letto tutti i tuoi pensieriì,articoli, che hai publicato e su molti non sono tanto d’accordo,specie quando parli su chi sbaglia deve pagare, se la pensi così tu sei il primo che deve pagare,ma sinceramente questo non lo penso e provo solo molta compassione a riguardo e per te.
    un caro saluto deprimente e compassionevole a tutti voi che nuotate nel fango che altre persone nobili e dignitose hanno creato.
    ora il guerriero è nell’ arena combattetemi!
    AVE CESARE!

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