Beppe

Ciao, sono nuovamente Giancarlo. Questa sera ho deciso di dedicare ciò che sto scrivendo a una persona, Beppe, se qualcuno si chiede chi è Beppe gli rispondo subito. Beppe è un mio amico, un amico con la A maiuscola, che ho avuto la fortuna di conoscere undici anni fa e da lì abbiamo cominciato a conoscerci e rispettarci, e vi assicuro che sono pochi i tossici che si rispettano e rispettano gli altri.
Io e Beppe abbiamo una caratteristica comune: dove andiamo lasciamo qualcosa di nostro. Per esempio, abbiamo fatto la comunità insieme e dico fatto intendendo che, oltre a aver convissuto in un posto con altri, l’abbiamo fatta a livello materiale, cioè costruita, e per i ragazzi eravamo dei punti di riferimento. Un anno fa ci siamo ritrovati qui alla Prometeo e anche qui in carcere stiamo lasciando qualcosa di noi. Lui domani esce e nella borsa che porterà via con sé ci sarà dentro un pochino di me, io questo a lui non l’ho detto perché tra di noi le parole non servono. Ci conosciamo profondamente eppure siamo così diversi ma allo stesso momento così simili che siamo unici. Sono sicuro che dopo questa ennesima esperienza fatta insieme l’avventura della vita ci riserverà cose belle perché lo meritiamo, ma soprattutto lo vogliamo, per questo gli auguro che oltrepassate le sbarre lui ottenga ciò che desidera. Purtroppo fuori di qui è facile rompere gli equilibri che uno a fatica costruisce.
Al contrario di me, qui non ha trovato ciò che a me fa avere una marcia in più: la fede nel buddismo, per questo sarò io a pregar per lui.
Grazie Beppe, ti voglio bene.
Scusate se ho usato il blog per scrivere e fare un augurio ad un amico che non leggerà mai ciò che ho scritto ma questo non è importante. Lui “sa” e le parole non servono tra di noi.
E’ a voi che lo dico.
Con affetto
Giancarlo.

2 thoughts on “Beppe

  • Caro Giancarlo come stai?
    Sono felice di essere in contatto con te e per questo ringrazio Dio.
    Sono 7 anni che attendevo il momento per dire una parola di conforto ai miei fratelli carcerati.
    Non sei solo fratello, non so come hai fatto a trovare la mia mail o chi te l’ha data… GRAZIE MIO DIO.

    Ti invio questa lettera, se vuoi approfondire http://www.conchiglia.net e vai alla sezione “LE LETTERE”. Auguri per il tuo amico, anche io mi unisco a te per pregare per lui.

    Ecco Giancarlo,
    Questa lettera è rivolta a tutti i miei fratelli e sorelle carcerati.
    Molti sono i carcerati che nel dolore e nelle tribolazioni cercano Gesù ed invocano il Suo aiuto.
    Desidero aiutarli spiritualmente con tutte le mie forze contro le ingiustizie tutte.
    Desidero parlare per chi non ha voce ed è chiuso tra le mura senza poter far nulla, poiché sono molti gli innocenti che servono Gesù nel silenzio del loro dolore .

    VORREI TANTO CHE QUESTA LETTERA GIUNGESSE ALLE CARCERI MALSANE.

    Vorrei entrare lì per parlare ai carcerati, per far conoscere loro tutto l’Amore che Gesù ha per loro, poiché Gesù mai dimentica nessuno.
    TRA DI VOI C’È QUALCUNO CHE PUÒ AIUTARMI?
    Vorrei portare pace nel cuore a questa gente che sta perdendo la speranza.
    Ben vedranno i malfattori quelli veri, quelli impenitenti e dal cuore sporco, rovesciarsi i loro ruoli
    a cui tenevano così tanto. Vorrei dire ai miei fratelli carcerati che non sono soli!
    Che Gesù è con tutti i Suoi figli e fratelli ma con i sofferenti in particolare, con quelli che non hanno nessun conforto e specie quello spirituale.
    Molti carcerati hanno il cuore indurito dal troppo dolore. Dentro il carcere non si insegna l’Amore di Dio come si deve. Lì, dentro al carcere, c’è un’ « altra prigione » « dentro la prigione », ed è quella della volontà violata!
    Vorrei che tutti i carcerati, leggendo questa lettera, si sentissero liberi nel cuore.
    La loro volontà violata, sta nel fatto che molti convertiti vorrebbero ringraziare e lodare Dio Padre
    in pensieri, parole ed opere. Ed invece possono usare solo il pensiero poiché le opere sono limitate al loro stato e le parole sono controllate, pesate e valutate dal nemico che si nasconde in ogni luogo e in ogni situazione.
    Cari fratelli e sorelle carcerati, siete tanto amati da Dio Padre
    e Gesù non vi ha dimenticati.
    Gioite dentro il cuore per questo.
    Queste parole rivolte a voi carcerati, sono per dimostrare a tutti voi che dopo il peccato, DIO PERDONA E L’UOMO NO.
    Da voi stessi vi legate mani e piedi col peccato, e già quello, vi lacera e vi sbrana, poi arriva la sentenza ed il giudizio che spesso non è equo e giusto, anzi, talvolta è più dannoso del peccato.
    Gioite cari fratelli carcerati, poiché quando verrà Gesù scioglierà lacci e catene.
    Gesù ha già visto i Suoi figli che Lo aspettano con il cuore e trepidanti, ed ha già visto chi persiste nel peccato e chi è pentito per davvero.
    Sono importanti queste parole, poiché sono molti i figli, tra quelli carcerati, che non hanno alcun peccato, ma che sono caduti ingiustamente, nelle reti della giustizia umana.
    La giustizia umana, il più delle volte è peccatrice di superbia e di avarizia con i semplici di cuore, mentre abbonda in benevolenza con la « grande delinquenza ».

    Ancora per poco, figli carcerati, subirete le ingiustizie umane, Gesù è Vivo, Vero e Presente poiché è Veramente Risorto e viene a ristabilire le Sue sante Regole d’Amore.
    MA I CARCERATI… NON SONO SOLO QUELLI DIETRO LE SBARRE.
    Carcerati, sono anche quelli che vengono soggiogati e privati della loro libertà di fare, nel privato e nel sociale.
    Sì, poiché chi desidera seguire gli insegnamenti di Gesù mettendoli in pratica, solitamente vede impedimenti e sbarramenti al loro voler fare e questo accade in ogni ambiente:
    in Famiglia, negli Uffici, nelle Aziende, in Politica e perfino nella Chiesa.
    I CARCERATI, SONO QUELLI CHE VOLENDO FARE NON POSSONO FARE
    E PUR AVENDO MANI E PIEDI LIBERI… IN REALTÀ HANNO MANI E PIEDI LEGATI
    DIVENTANDO COSÌ DEI CROCIFISSI VIVENTI.
    Io conosco bene le sofferenze del cuore, e arrivo a vedere, dove l’uomo non può vedere nel profondo di lui stesso.
    A questi figli carcerati dico:
    SIATE FERMI NELLA VOSTRA FEDE, NON CEDETE, SIATE FORTI, SIATE MANSUETI, MA DECISI A SERVIRE IL VOSTRO DIO.
    NON LASCIATEVI INTIMORIRE DALLE MINACCE E DALLE RITORSIONI MORALI.
    Affidatevi alla Santa Madre Maria, invocatela con il titolo NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE, chiedendo di proteggere e sostenere il vostro giusto fare.
    Imitate Gesù, che tutto ha compiuto nel Suo dovere verso il Padre per la salvezza di chi Lo accoglie, fino alla morte e alla morte di Croce.
    I carcerati, sono quelli che Gesù ama in modo particolare poiché ben conosce la prorompente forza interiore, che soppressa e oppressa, provoca dolore lancinante.
    Dolore che necessariamente deve essere indirizzato e offerto a Dio Padre affinché lo fruttifichi per voi con tanto amore, poiché se ci credete, tutto Lui può fare e dove voi non arrivate, LUI PUÒ.
    Cari fratelli e sorelle carcerati, sappiate che anche io vi voglio bene, e che anche io, per Volere di Dio, in un certo senso sono come carcerata.
    Vi chiedo umilmente di accettare queste parole, che vi porgo attraverso tre sole cose libere che ho: IL CUORE, LA MENTE, LA MANO.

    Dio vi benedica e Maria Santissima, Nostra Signora di Guadalupe vi protegga
    nel Nome del Padre
    della Madre
    del Figlio
    e dello Spirito Santo.
    Amen.

    Conchiglia

  • Chissà che il tuo Beppe non legga quello che hai scritto, così un giorno per caso. Sono cose molto belle e parole di sincera stima e amicizia. Spero tu possa trovare un secondo Beppe, che non sostituisca il primo ma lo eguagli per lo meno… Un abbraccio

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