Come fu tradito Dobermann

Trentaseiesima puntata. Leggi le altre puntate.

Any, d’accordo con il suo tipo, aspettò il passaggio dei soldi per poi dare prova alla polizia la mia estorsione, che iniziò con la sua complicità. Intanto, Roby era pedinato! Quando Roby capì tutto, prima di andar via disse ad Any: sei infame, ti taglierò davvero quella faccia da Giuda!
Corsi verso l’uscita del palazzo, incrociai l’uomo, sarebbe bastato un minuto in meno perché tutto andasse diversamente. Mentre Roby si trovava di fronte all’uomo, insieme girammo l’angolo della via e, fermi per pochi secondi, l’uomo mi disse: non le hai fatto nulla?, dandomi una sigaretta con molta fretta.
Roby rispose di no. Non le avrei mai fatto del male…
L’uomo mi conosceva, e probabilmente mi temeva. Con stima mi fece capire che capiva l’amore che provavo per Any e cercò di trattenersi nel passarmi i soldi, sapendo che all’improvviso i poliziotti mi avrebbero preso.
Any aveva raccontato all’uomo le mille avventure fatte, e lui sapeva che Any provava sentimenti per me. Eh sì, non era stupido. Ma fu tardi, nel passaggio dei soldi mi trovai prigioniero della polizia.
Visto che in quella zona era nato un giro di spacciatori, dissi agli sbirri: avete sbagliato uomo! Io non sono uno spacciatore, questi soldi li avanzavo da lui.
Portato in questura, solo, capii l’inganno. Dopo poco vidi arrivare Any e il suo tipo, ebbi conferma di ciò che non avrei mai voluto credere.
Any mi ha tradito.
Durante la dichiarazione di Any mi sentivo distrutto e ferito.
Disse Any ai poliziotti: oltre all’estorsione, mi dava la colpa dei graffi sul braccio, diceva che ero stato io!
Una brutta cosa, una brutta cosa.
Mi portarono in carcere, entrai tra i cancelli che si aprivano per portarmi lungo i corridoi del dolore.
Amareggiato, confuso, deluso, sfinito e privo di reazione, mi lasciai andare in una crisi depressiva. Volevo morire.
L’imputazione era falsa, ma rischiavo una condanna non inferiore a sei anni.

2 thoughts on “Come fu tradito Dobermann

  • Ho conosciuto il Giorno, ed ho conosciuto la Notte. Non pochi, ho conosciuto, di quelli della Notte.

    Quindi, per questa specie di diploma, ( grande maestra di “vita”, la notte ) consentimi estrema franchezza.

    In quelli della Notte, non esiste amore, se per amore intendiamo la comunione di vita e di vitalità di due esseri.

    E’ ben vero che questo esiste anche fra quelli del Giorno.

    Dove la cartina di tornasole che dice se vi è e quanto vi è amore? Direi, nell’assenza del dolore esistenziale, per la presenza del bene esistenziale.

    La tua testimonianza è un groviglio di inscindibili emozioni di dolore. E, dunque?

    Sia nel Giorno che nella Notte, esiste la passione: anche fortissima, anche assoluta, anche esclusiva. E’ un amore, la passione? No. A mio avviso, è un amare.

    Si basa, sulla comunione di vita, quell’amare? Dipende, appunto, da cosa si intende per vita, e se alla luce del Giorno, o se nei chiaro scuri della Notte.

    Amore, è sentimento per la vita altra. Amare, è l’insieme di atti e di fatti, che strutturano quel sentimento.

    Leggo del tuo crollo. Leggo il tuo disincanto.

    Ci leggo, inoltre, una lezione che la vita sta dando alla tua, dicendoti: le promesse della vita sono nelle premesse.

    Lo stesso vale per le promesse dell’amore: sono nelle premesse. Ciao

  • Ciao Roby,

    mentre leggo la tua storia mi si stringe il cuore. Una vittima dell’umana cattiveria che per amore davvero grande ma ahimè mal riposto ha subito tutto questo.
    E non un aiuto da chi dovrebbe davvero rappresentare la giustizia.

    Non ho davvero parole. Piuttosto che dirti tante cose già magari dette da altri o peggio ancora banali, preferisco mandarti (per quanto serve) un abbraccio forte e davvero sentito.
    E’ solo un peccato non potertelo dare di persona…

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