L’importanza di scrivere

Ciao, sono sempre io, Giancarlo.
Come ho già detto non so se e come potrò avere delle risposte a ciò che continuerò a scrivere, ma la cosa importante è che sia tornato a farlo con più entusiasmo e con più voglia, perché questo è l’unico modo per potermi confrontare e relazionare con l’esterno.
Alcuni giorni fa parlando con l’operatrice è venuto fuori un disagio che mi ha fatto riflettere: a volte uno dice e fa determinate cose per soddisfare la propria parte narcisistica, e quale modo migliore c’è se le conferme vengono da altri (non so se sono riuscito a spiegarmi), quindi mi sono chiesto se io facevo ciò con il mio scrivere sul blog. La risposta non mi interessa perché scrivere è una cosa che mi fa stare bene e finchè ciò avverrà io continuerò a farlo senza farmi troppi giri di testa.
Ora vorrei dare un paio di risposte ad alcuni interventi che ho ricevuto su ciò che ho scritto.
A te, Virginia, ho letto e riletto ciò che hai scritto e comunque non condivido assolutamente ciò che pensi; se qualcuno che tu ami ti chiede di aiutarlo a morire perché soffre e nemmeno la morfina lo aiuta, bisogna cercare di fargli comprendere che anche la sofferenza ha un senso. E non pensare:
“E’ facile dirlo!”, se io lo dico è perché a ciò sto dando un senso; prima di entrare in carcere assumevo 3 ½ di morfina (come terapia del dolore) al giorno. Non credere che io non abbia più dolori , è solo una scelta, la malattia che ho è degenerativa quindi non può migliorare, di conseguenza trovo più dignitoso essere lucido nel dolore anziché annebbiare la mia mente, perché non trovo il senso a ciò.
Scusa ma su questo la penso così e non cambio il mio punto di vista, perché per arrivare a questo ho dovuto totalmente cambiare il mio approccio alla vita e ora trovo il senso di viverla nonostante tutto; poi tu pensala come vuoi ma per me eutanasia e suicidio sono sinonimi di non coraggio a vivere la vita. Attenzione! Non ho usato volutamente la parola vigliaccheria perché avrei giudicato qualcuno che non la pensa come me, e giudicare è l’ultima cosa che voglio fare.
A te, Mari, per essere liberi basta avere il coraggio di cominciare a cambiare perché se non ti senti libera tu che sei lì fuori (come è giusto che sia) vuol dire che c’è qualcosa che non va.
E lo stesso vale per te, Nina, non so da cosa ti senti imprigionata e non voglio saperlo ma le cause a questi effetti le hai messe tu quindi agisci con azioni positive e avrai effetti positivi.
E a te, Jessica, vorrei anch’io un contatto umano ma purtroppo sono ancora carcerato anche se con il mio cuore sono con tutti voi; non immaginate quanto mi state dando ed è per questo che vi voglio bene.
Giancarlo

2 thoughts on “L’importanza di scrivere”

  1. ” … ma per me eutanasia e suicidio sono sinonimi di non coraggio a vivere la vita. Attenzione! Non ho usato volutamente la parola vigliaccheria perché avrei giudicato qualcuno che non la pensa come me, e giudicare è l’ultima cosa che voglio fare.”

    Potresti dirmi dove trovi diverso il senso di non coraggio, e quello di vigliaccheria?

    A mio avviso, Giancarlo, il problema non è eutanasia si, o eutanasia no. Il problema è che ognuno dovrebbe avere il diritto di gestire in proprio il grado di dolore che può sopportare. E se per qualcuno la vita gli diventa un massimo dolore, gli si dovrebbe dare massima scelta.

    E’ giusto? E’ sbagliato? Prima o poi lo saprò. In attesa di questo, “ognuno da quello che può!” Facci caso: non l’ho mica detto io. Ciao

  2. caro giancarlo ognuno di noi ha le idee che il suo percorso esperienzale di vita lo porta ad’avere ed’e giusto che sia cosi quindi il rispetto per il tuo pensare sulle difficili scelte di vita ti va a prescindere da come o per cosa le hai maturate detto questo
    ho distinto le due cose per una ragione il suicidio e una libera scelta dovuto a non voler piu proseguire la vita il piu delle volte legato a fatti della vita che se nache al momento sembrano irrisolvibili ma nel tempo possono forse diventarlo
    il secondo la famigerata eutanasia non ho detto che sia giusto ammazzare un congiunto per non farlo soffrire ma trovo normale che la eprsona malata terminale stiamo parlando di chi ha lucido solo il cervello stiamo parlando di persone che di questo nome hanno solo il fatto anagrafico ma in realta’ sono vegetali con licenza di solo soffrire e le sofferenze come ben dicevi tu non vengono piu alleviate nemmeno dalla morfina
    ribadisco non ho detto sia giusto ma diventa umana una richiesta di smettere di vivere per il solo fatto di essere elgati ad’una macchina io avendo assistito sia mia madre sia una parente ti so dire che se fossi
    stata al loro posto forse avrei preferito non esserci che essere in qulle condizioni e quando parlo non parlo per sentito dire ma per aver vissuto esperienze che hanno maturato questo pensiero
    dici giusto tu preferisci provare il dolore che annebbiare la tua mente e questo ti fa onore ma non tutti i dolori danno un senso alla vita
    tutto questo senza giustificare il suicidio che e una forma di disagio psichico di persone ( non vigliacche)non forti per affrontare la vita con le sue batoste ne l’eutanasia solo per non provare il dolore della malattia
    ma andavo un po piu in la senza citare persone rese famose per le loro battaglie contro la vita credo che bisoggnera pensare bene sul testamento biologico perche io non i terrei a vivere da vegetale per ventanni in balia della carita altrui per poi finire miseramente lo stesso piu o meno coscente morto piu per disperazione e dolore
    spero di aver chiarito meglio iol mio concetto che none legato ne ad’un fatto religioso ne riconducibile al laicismo
    ti aguro ogni bene
    virginia

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