Overdose

Eccomi qua, a rendervi partecipe del mio delirio. Come detto nel precedente post, non sono uno stinco di santo. Oggi sono molto triste.
Ho una nipote che compie il suo debutto nell’alta società. Strano, direte fra voi e voi. E’ vero. Appartengo a una famiglia che sia da parte paterna che materna è tra quelle che contano. Io, purtroppo, sono divenuto un delinquente, un tossico e molte altre cose, ma la mia gioventù la passavo con persone importanti. Frequentavo l’alta società, i salotti buoni, soprattutto quando andavo a Posillipo. Mia zia, prima scarpetta alla Scala di Napoli, di titolo nobiliare, con la madre esimio notaio e il padre grande uomo d’armi. Quando mi collocavo tra loro non c’era nulla che mi diventava impossibile ottenere.
La vita è strana. E’ un passaggio, lo dico con cognizione di causa.
Dovrei essere con mia nipote. Le promisi di non mancare. Questo strappo al cuore si cauterizza, come tante altre volte mi è già capitato, ma la cicatrice me la dovrò portare come la croce di Cristo finche morte non giunga.
Ho avuto quattro overdosi. Le ricordo tutte. L’ultima è del precedente novembre. Mi ero smaterializzato, ero in aria, il mio corpo era circondato da un’aurea luminosissima. Ero cosciente di non trovarmi nel mio corpo, e lottavo con i soccorritori per riuscire a tornare indietro. Anche se, nell’altra dimensione, mi sentivo potentissimo. La dottoressa dell’unità coronarica mi aveva già iniettato la terza fiala di adrenalina e aspettava che i catodi del defribillatore passassero dal segnale rosso al verde. Io ero steso lì in terra. Giubbotto, maglione, camicia e T-shirt lacerate dal taglio delle forbici. Pantaloni abbassati alla base dell’inguine. Non avendo una vena da prendere, mi infilavano la farfalla nella vena femorale. Io mi vedevo…
Ebbi uno spasmo, un occhio si era rovesciato, l’altro mi fissava. Mi trovavo in uno scantinato sul freddo marmo, con le braccia completamente divaricate. Un altro infermiere mi aiutava con l’autoventilazione. Stavo morendo, per loro, ma io sapevo di esserlo già.
L’ingresso in vena dell’adropina mi congelò completamente il corpo. Di colpo, un caldo arrivò alle mie meningi. Detti un tenue segno di vita, fu quello il momento del ritorno. La scossa altissima del defribillatore mi fece tornare uomo, con tutto il suo carico di dolore, quel dolore che io ogni volta cerco di togliermi, ma che mi condanna inesorabilmente a continuare a vivere questa mera vita.
Quante volte sarei dovuto morire, anche oggi dovrei morire. La lontananza da mia nipote è veramente più dolorosa della morte in sé.

Bama

23 thoughts on “Overdose

  • Mi sveglio con la frenesia di leggere se avete postato qualcosa di nuovo…
    E anche oggi trovo uno scritto di Bama, è sua la prima lettera che ho letto ed ora questo racconto, un’overdose, la delusione per non essere vicino alla nipote che ama.
    Niente capita per caso.

    Caro Bama, Maurizio, vero?
    Ti voglio, per ora, dire solamente che mi piace come scrivi.

    Buona lettura
    Carla

  • per diversi minuti sono stata a fissare lo schermo bianco di questa parte del blog…cioè dove si lascia un commento.
    ho sofferto per te nel leggere la storia della tua ultima overdose…
    soffro adesso nel percepire questa malinconia….
    tua nipote è comunque fortunata, anche se non sei al suo fianco stasera…

    non mi rimane che mandarti un’abbraccio sincero….
    Marcella.

  • Leggo il tuo scritto con profondo disagio, immedesimandomi con il cuore e la mente in quello che dici. Credo che le risposte al tuo dolore, e al dolore del mondo, sinceramente non ci siano. L’uomo è fatto così, commette continuamente errori su errori, spesso non imparando niente, spesso imparando qualcosa ma dimenticandolo poco dopo. L’eterna infelicità che distingue il nostro tempo, nonostante quello che ci vogliono far credere, è sicuramente da attribuire alla completa mancanza di valori veri in cui credere. L’egoismo, l’invidia, l’odio, il rancore, il denaro, etc…, sono mostri che piano piano ci consumano illudendoci di raggiungere un’oasi di felicità, mostrata in lontananza, che invece di avvicinarsi si separa sempre più da noi. Ne abbiamo esempi ogni giorno. La felicità è possibile e non solo utopica ma dev’ essere conquistata ogni giorno. A livello personale la fede e l’amicizia sincera di persone fidate mi aiutano ad andare avanti. Purtroppo i nemici sono sempre in agguato e l’infelicità dietro l’angolo, ma non bisogna abbattersi. Sono veramente le piccole cose a farci diversi e a renderci felici, quindi non abbatterti prendi carta e penna e scrivile una lettera. Starete entrambi meglio…

    Un saluto sincero

    Mattia

  • ..tante pensieri, parole, opere, e omissioni. tante “cose scontate”, in senso buono, cioè che non possono mancare. una in più.

    sono uno studente universitario, confesso che ho una vita facile, studio alla facoltà di legge. sono anche fortunato perchè mi piace quello che studio. ma come quasi tutti i miei coetanei…il futuro mi lascia perplesso. sono luoghi comuni, la generazione senza certezze, il clima, l’economia, la flessibilità, la gioventù iperprotetta, l’iniziazione. ma sulla pelle.
    sono nel momento in cui si passa dallo studio alla vita vera. eppure mi trovo ad affrontare pensieri che so essere viziati…ovvero mi sento più appagato e soddisfatto e felice della vita che ho vissuto fin ora. ma ho 24 anni, e se non ho voglia e coraggio per il domani ora, quando? ed ecco che leggo i giornali, voglio partecipare alla mia realtà, comodo espediente per non impormi scelte coraggiose, e leggendo scopro questo sito, leggo un post, poi un altro. il tuo. ovedose. leggo, rifletto, penso, metabolizzo. cerco di capire cosa sento veramente. e sento gratitudine per quei minuti di coraggio che il post mi ha trasmesso. il dovere, il dovere, il dover far di tutto per vivere e andare avanti. almeno fino a domani sera con questa spinta riuscirò ad andare avanti. poi magari leggo il prossimo post e si riparte. sono un 24enne, che ha fatto solo semplici bravate, mai nulla di grave. sono un ottimista, sorrido sempre. ma diamine, se la mia quotidianeità mi trasmette meno energia e meno fiducia di quanto non facciano le tue parole, allora forse io sono il piccolo sintomo di una società malata. e tu, caro Bama, con la tua storia, la tua condivisione, arricchisci questo mondo. e anche me.

  • Leggendo queste righe sento un forte dolore.
    Un dolore acuto per tanta gente che soffre e che ha bisogna di tanta solidarieta’.
    Dai forza alle capacita’ che un uomo ha perche’ ogni giorno sia un giorno giusto per vivere la storia.
    Un abbraccio sincero.
    El diablo

  • Bama, hai avuto un’esperienza di NDE, Neard Death Experience. Migliaia di persone in tutto il mondo l’hanno avuta. Gli amici che ti portano i commenti forse hanno voglia di esplorare un po’ questo sito, http://www.nderf.org/ dove persone da tutti il mondo riportano quanto è loro accaduto. Ci sono molte testimonianze in italiano (qui: http://www.nderf.org/Italian/index.htm ).
    Io non sono una persona religiosa, nè particolarmente spirituale. Ma chi si interessa a fondo di queste esperienze sostiene che ciò che ti è successo significa che “ti è stata data un’altra chance”, ovvero che non era giusto, per te, morire in quel momento. Molti cambiano completamente il loro approccio all’esistenza dopo aver vissuto una NDE.
    Quel che penso io, molto modestamente, è questo: sei sopravvissuto perchè, forse, devi stare ancora vicino a tua nipote e non lasciarla definitivamente. Ti è stato esaudito un desiderio, Bama, proprio al contrario di quel che pensi!
    La tua vita ha probabilmente un senso, uno scopo molto più importante di quello di molti di noi. Tu ne hai avuto un’eccezionale dimostrazione. Ora non ti resta che scoprirlo… 😉

    un abbraccio
    Barbara

  • Non tarpa le ali una gabbia
    non cancella i profumi dei fiori
    non stempera la rabbia
    della vita non gustare i colori.
    Di nostra nascita siamo liberi
    per sempre il nostro pensare e amare
    duole a chi ci vuole effimeri
    nel navigare del tumultuoso mare.
    Possano queste poche parole
    essere di modesto conforto
    per chi non vede la luce del sole.
    per chi sa che non è ancora sorto,
    ma certo che sorgerà
    il mondo privo di prigioni
    ove la perfetta libertà
    non sia solo per sogno e conforto,
    ma nel progredire delle stagioni.

  • Ciao. E’ il primo giorno che leggo questo blog. Mio padre e’ stato in prigione tre volte, quindi e’ una situazione che mi riguarda da vicino.

    Mi sono sposato, e’ nata mia figlia, e sono andato a vivere da un altra parte perche’ era l’unico modo per tirare avanti, mio padre durante tutto questo era dentro. Mia madre e’ morta 10 anni fa ed io mi sono sposato da solo, senza i miei genitori, non avevo scelta.

    Se per quattro volte ci sei andato vicino, ma non ci sei arrivato, vuol dire che non e’ il tuo destino. A volte si puo’ essere prigionieri anche da liberi. Se dai uno sguardo fuori la gente e’ prigioniera delle loro auto, schiavi delle banche, qualcuno prigioniero del datore di lavoro, qualcuno prigioniero di una religione sbagliata.

    Tutto puo’ cambiare, devi pensare in modo positivo, devi guardare al futuro, ad esempio puoi imparare l’inglese per poi insegnarlo a tua nipote. Devi sempre guardare al futuro. Potresti essere la persona che un giorno cambiera’ il mondo.

    Ciao a presto. Tigre.

  • Ciao

    conosci uno scrittore che si chiama Edward Bunker?
    Leggendoti mi e’ venuto in mente.

    Se ti interessa – e se hai difficolta’ a procurarti suoi scritti- saro’ felice di aiutarti ad averne

    Pietro

  • Caro Bama e cari tutti,
    sono arrivata qui per caso e ho letto tutti i post e i tutti i commenti. Aggiungo il mio commento a quello di Maurizio senza un motivo particolare però non so come siete organizzati, se tutti avete la stampa di tutti i commenti a prescindere dall’autore del post. Ho letto che ci chiedete perchè non facciamo domande sulla vostra vita e nel leggere questa domanda, sapete cosa mi è venuto in mente? Il concerto dei Genesis ieri sera, al Circo Massimo di Roma. Non pensate che sia malvagità, la mia. Non lo è. E’ piuttosto che, pensando al vostro essere chiusi, mi sono chiesta se avete la possibilità di sapere quello che succede fuori. Ieri è stata una serata veramente bella, io mi sono portata dietro l’intuizione che la musica unisce davvero. Nel mio lavoro, uno dei discorsi più ricorrenti è a quale partito o fede politica si appartiene. Si spara a zero contro chi la pensa diversamente, si etichetta la gente e devi fare una fatica immane per dimostrare che le persone hanno valore in quanto persone, non perchè sono di sinistra, di destra o di centro. Però ci sono momenti in cui la diversità non esiste, il concerto di ieri è stato uno di quelli. Allora, quello che mi chiedo è che rapporto avete voi con la musica. E’ una domanda stupida? Forse si, ma volevo lasciarvi un primo commento! Perdonatemi se quello che ho scritto vi ha dato fastidio.
    La Stefi

  • caro bama, io non sono mai stata in carcere, non so neanche come sia fatto, vivo nella realtà di napoli dove si sentono tante cose, ma mai ho avuto questa (almeno credo) terribile esperienza. Ti dico solo una cosa, sono una ragazza fortunata per il mondo, nata in una modesta famiglia che ogni giorno fa sacrifici per farmi avere tutto ciò che io desideri, ho un ragazzo che mi ama e vuole sposarmi..ma non ero felice.
    Non ho ancora trovato un senso alla mia vita, ho sempre fatto tutto cio che gli altri si aspettassero da me.
    Ho anche provato la cocaina,con la speranza di trovare qualcosa.. ma non mi è piaciuta.. non mi ha dato nulla.
    Il 24 dicembre, la sera della vigilia mi sono avvelenata.
    Ho avuto una forte emorragia ed ero sola, totalmente.
    Sono stata 5 giorni in una pozza di sangue sdraiata per terra senza nessuno che mi aiutasse,che mi capisse. La mia famiglia era fuori napoli.
    Avrei voluto morire, ma ho riscoperto la gioia di vivere, di sorridere..
    quei giorni in cui ero agonizzante mi è passata tutta la vita davanti, mi sono vista anche io fuori dal mio corpo, ed ho desiderato di vivere!
    le esperienze della vita non sono sempre negative, ed anche se tutt’oggi,non so ancora cosa voglio, anche se mi sento sola. quel desiderio di vita che ho provato quella sera mi da la speranza di andare avanti.. non ti arrendere, vedrai che tutto andrà per il meglio.
    anna

  • Ciao Bama!
    Vorrei dire qualcosa di intelligente ma non so bene cosa. In questo breve post si vede benissimo l’affetto che provi per tua nipote. Probabilmente potrebbe o dovrebbe esserne felice.
    Intanto sappi che ti leggerò e leggerò gli altri. Siete tra i miei link preferiti.
    Ti mando un saluto e i migliori auguri che posso mandare.
    Greta

  • Caro Bama,

    Grazie per il tuo messaggio. E’ una drammatica esperienza di vita raccontata in modo molto lucido.

    Hai ragione, la vita è un passaggio… è tanti passaggi… tante fasi, alcune belle, alcune brutte. Tieni duro. Spero proprio che presto o tardi tu possa avere la possibilita’ di ricominciare, un’altra volta e aprire una nuova fase, un nuovo passaggio, lottando affinche’ questa sia la volta buona. Sia fuori, sia dentro ci sono ancora tante possibilita’ per ricominciare e lasciare che quello che hai vissuto rimanga solo un ricordo, un brutto ricordo…

    Aspetto con grande interesse i tuoi prossimi messaggi.

    Un abbaraccio sincero.

    Igor

  • hola Bama, mi chiamo cinzia ho 24 anni e vivo all’estero da quattro anni..sono originaria di milano..citta’ che mi fa solo del male al cuore per la sua superficialita’..comunque sia..le tue parole mi hanno fatto venire in mente una frase che mi e’ rimasta impressa perche’ mi ci sono ritrovata pienamente..cosi’ vorrei condividerla con te..non per aiutarti o farti sentire meglio…(a parte questo episodio non so assolutamente nulla di te) ma solo perche’ e’ quello che sento di fare.

    E ti appare chiaro, tutto in un’istante,
    che non c’e’ salvezza, non c’è difesa contro l’errore.
    E sempre sarà così, continuerai a dire la frase sbagliata
    nel momento sbagliato, a non fare l’unica cosa che sai dovresti fare,
    a cadere nelle trappole che hai imparato a memoria,
    a non capire quello che per mille volte ti sei spiegato,
    e a far del male anche se già sai che lo farai.
    L’errore annulla qualsiasi passato
    nell’istante in cui arriva a bruciarti qualsiasi futuro.
    L’errore azzera il tempo.
    Qulsiasi tempo.

    un abbraccio profumato Bama..

  • Una vecchia canzone degli 883 diceva..
    “il vuoto credo che non si riempia mai
    per tutti è così
    Si perché è un po’ il vuoto di tutti noi
    ci sbattiamo tanto per chiuderlo
    ci proviamo e non ci riusciamo mai
    allora tanto vale conviverci…”
    Prima e dopo la droga, prima e dopo il carcere, è comunque cosi’.
    Kiss

  • Caro Bama,
    leggerti mi ha fatto provare delle forti sensazioni, hai questo stupendo potere con cui trasmettere le tue emozioni, non smettere mai di comunicarle, soprattutto a chi ami…Ciao Alice

  • Quanti errori, quante perplessità lascia questa società, una società, un mondo, una italia sbagliata! Bama, potevi avere tutto, ma alla fine hai avuto il meno, bravo Bama, continua a scrivere le tue esperienze, è giusto che i giovani di oggi come me abbiano chiaro dove stanno andando…
    Illuminali e persuadili!
    Ciao Raffaele

  • Ciao Bama…
    Mi trovo per la prima volta in questo sito perchè hanno trasmesso un servizio sul tg3… Le tue parole mi hanno colpita… Non so nemmeno io cosa scrivere…perchè ho un mix di emozioni che non riesco a spiegare…
    Però…vorrei sapere, anche se tu non puoi rispondermi e forse nessuno, perchè….perchè se mai si finisce in un giro di droga…perchè poi uno non riesce ad uscirne.. Sono preoccupata per il presente, sono preoccupata per il futuro… La droga è un cancro in questa nostra già disastrata società… Dovremmo avere tutti quanti più coscienza… La vita è una sola…

    Ti faccio un grande in bocca al lupo…
    Spero di leggerti ancora!
    Un abbraccio, Eli

  • Buongiorno Bama, forte e dura la lucida analisi del tuo ieri, ti porterà a nuovi stimoli per il domani, c’è sempre un’altra via, un’altra possibilità, magari al fianco dell’energia e del candore di tua nipote. Per mano, a piccoli passi. A presto. Stella

  • …Quanta sofferenza nel mondo…Tu soffri di più ora, domani toccherà a me e poi ad un’altra persona e poi ancora….e poi tutti
    mi ha colpito la tua frase “Quando mi collocavo tra loro non c’era nulla che mi diventava impossibile ottenere” ma ottenere che cosa?
    La serenità “dentro” è la cosa più dificile da ottenere e nessuno può dartecela perchè dobbiamo guadagnarcela con fatiche immani a volte disumane.
    Tu chiuso io libera ….ma sono libera io?
    cos’è la libertà se non cercare con i denti di aumentare la propria autostima, non superbia, senza soggiacere agli stupidi stereotipi di una società che vede come unico bene il denaro.
    Deve essere terribile uscire dalla dipendenza della droga ma TU puoi farcela ..cerca tutti i mezzi …RIUSCIRAI e piano piano anche in carcere ti sentirai libero.
    La sensibilità è indice di intelligenza…..cerca la pace dentro …ci vorrà tempo ma se hai pazienza la troverai e quando l’avrai trovata sarai una persona fantastica.
    BUONA GIORNATA e BUONA VITA

  • L’Amato, che scappò da non si sa quante over, all’ospedale ebbe un crollo: definitivo senza defribillatore, così, lo riportarono di qua.

    Ci restò, forse un’altra quindicina di giorni di sofferenza, di paura, ma non solo.

    A cosa servì, quell’intervento, dato che non fece altro che rinviare ciò che in definitiva non possiamo? A nulla, diresti, e a nulla, mi dissi all’epoca.

    Mi ci sono voluti anni di pensieri e di ricerca, per accettare l’idea, che per capire la nostra vita ( e la vita ) può esser necessario, bere dal nostro calice, sino in fondo.

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