Malinconia

Non so perché questa sera, appena chiusa la cella, mi è venuta voglia di scrivere.
Forse è il bisogno del contatto con l’esterno, forse è questa mia mania di mettere su carta pensieri ed emozioni.
E’ come una sottile malinconia che, per una volta, non voglio tenere solo per me.

Buona notte amici. Lorenzo

32 thoughts on “Malinconia”

  1. Ciao Lorenzo, oggi, dalla stampa ho scoperto la novità.
    Vedo che, questo nuovo mondo che si sta aprendo, sta arrivando in ogni dove. Ho pensato di racchiudere i miei pensieri in questi due doni.
    Io scrivo fiabe ed anche articoli sulla Rete.
    Puoi trovarmi, se ti sarà possibile sul sito ove scribacchio, ai miei 3 account, ove tra un articolo, qualche emozione ed una fiaba si parla del mondo che verrà!
    Roberto Aldo – il mago delle fiabe – Fratelli Mangiaterra

    http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=13

    http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=101

    E che la voglia di scrivere sia sempre nell’animo delle persone di buona volontà…
    Un saluto da Roberto

  2. amala questa tua malinconia, è una compagna dolce e fedele…

    “E figlia, figlia,
    figlia, sei bella come il sole,
    come la terra,
    come la rabbia, come il pane,
    e so che t’innamorerari senza pensare,
    e scusa,
    scusa se ci vedremo poco e male:
    lontano mi porta il sogno
    ho un fiore qui dentro il pugno.”

  3. Ciao Lorenzo (é uno dei nomi che preferisco) la malinconia non è una cosa tanto brutta, certo meglio dei rimpianti. Ho scoperto oggi, per caso, su repubblica.it l’indirizzo di questo blog, ogni tanto darò una sbirciatina per un saluto. A ri-leggerci

  4. Ci acchiappa tutti la malinconia, immagino che essere costretti a stare qui, mentre vorresti andare là, sia uno dei motivi che la scatena facilmente. E’ anche sorella della nostalgia. E si cura con un pò di buona compagnia.
    Quindi, grazie per aver partecipato a diminuire la mia malinconia.
    Un abbraccio

  5. Capitato qui da “Repubblica”. Il tuo è il primo messaggio che leggo su questo sito….Valeva la pena di visitarlo.

  6. Caro Lorenzo, non vorrei sembrarti inutilmente consolatoria ma, nella società iperattiva del “fuori”, la malinconia (come bisogno di rivolgere l’attenzione “dentro”) è letta come un inutile esercizio letterario. Per quanto mi riguarda, posso dirti di averla sperimentata di frequente e non solo nei momenti di “pausa”: alimento la mia malinconia di pensieri intimi, quelli più a contatto con le ragioni del cuore. Ti abbraccio. Maria

  7. Ciao Lorenzo,

    la tua malinconia è anche quella di tanti altri.

    A volte mi viene voglia di fuggire da tutto.

    Partire.

    Ricominciare.

    Un saluto!

    Domenico

  8. Ciao Ragazzi della sezione prometeo,ciao Lorenzo oltre a canoscere te e altri della sezione prometeo di persona ti conosco anche come #scrittore# grazie,xche’ come mi incorraggiate quando vengo a trovarvi mi incoraggiate anche qui(Quando si avanza,e’ normale incontrare una certa resistenza,si tratta, quindi,di come risponderea quella sfida.E’fondamentale avere un intrepido spirito combattivo.(PREGO PER LA FELICITA’DEI COMPAGNI DI FEDE ITALIANI PERCHE’ L’ESSENZA DELLA VOSTRA VITA E’ LA VITA DEL BUDDA ) DAISAKU IKEDA.Ciao Lorenzo e c. a presto Tony

  9. Caro Lorenzo (è un bel nome, fiorentino come me),
    ti scrive un ragazzo che di recente ha seguito un seminario all’università sul tema “carcere e globalizzazione”, svolgendo però un tema specifico più inerente il controllo sociale che alla vita del carcere. M’interessa conoscere di più su la tua realtà, ed in questo senso vorrei sapere da te quali sensazioni esistono e si calcificano quando si è costretti a sentirsi esclusi dalla società civile. Voglio dire, la tua malinconia da quali più profondi sentimenti ed istinti muove?
    Ti ringrazio e ti saluto

  10. Ciao anche io arrivo qui da Repubblica.it. Che dire? Siete forti, continuate così. La scrittura è evasione. Da una gabbia certo, ma anche da una vita che non va come vorresti. Anche qua fuori.
    Tornerò, ciao
    😉

  11. Ciao Lorenzo,

    Grazie del tuo messaggio. Condividiamola la malinconia, sara’ meno dura. Ci aspettano giorni migliori …

    Anche io tornero’ sicuramente.

    Un caro saluto.

    Igor

  12. Ciao Lorenzo,
    come vedi anche l’esterno ha bisogno del contatto con l’interno. Sono capitata per caso sul tuo pensiero, e volevo mandarti un saluto…che non ha spazio , che non ha tempo. La malinconia di cui parli è virus che si è diffuso in ogni luogo, anche noi ne siamo affetti…perchè certe volte non basta “stare fuori” per sentirsi veramente liberi, ma l’unico antidoto e non lasciarsi divorare.
    Tornerò sicuramente su queste pagine.
    Un caro saluto. Vale

  13. Buongiorno Lorenzo. Sono capitata in questo blog per caso leggendo repubblica on line. Non mi ci sento a mio agio: avere la libertà di movimento mi fa sentire strana in confronto a te che vivi rinchiuso, come se in qualche modo io potessi avere tutto e te no. Non riesco ad immaginare come si viva in prigione, le trasmissioni alla tele e le varie tavole rotonde non ne danno un’idea. E’ un mondo a parte all’interno del mondo di tutti che noi dall’esterno non conosciamo. Tutti ci portiamo dentro prigioni di sbarre invisibili eppure il fatto di non vederle quelle sbarre ci fa sentire liberi. Anche se in fondo la vera libertà sta solo nel pensiero, nel riuscire a trasmettere quello che abbiamo dentro. Ho un po’ paura di voi là dentro: forse perchè so che avete sbagliato (eppure anch’io ho fatto tanti errori), forse perchè vivete come non so immaginare (eppure anch’io vivo), forse perchè chi sta in prigione deve per forza essere cattivo (eppure anch’io tante volte lo sono stata). Non so neanche se ti verrà trasmesso questo messaggio: è senza senso, sconclusionato. Non riesco a trasmetterti solidarietà ma solo vicinanza perchè anch’io, come te, quando la testa scoppia ho la mania di mettere su carta pensieri ed emozioni. Mi collegherò di nuovo qua dentro, magari per trovare un altro tuo commento (dove magari mi avrai mandata a quel paese). Sabrina
    P. S. Il figlioletto di mia cugina si chiama Lorenzo: è un bel bambino di due mesi poco più, lungo paffuto e sgambettante.

  14. ciao lorenzo,
    anche io sento spesso la voglia di scrivere,una volta rientrata nella mia stanza..che troppe volte sento come una cella.
    Scrivere è un “antidolorifico”…non toglie la malattia,ma la fa sentire meno dolorosa.
    🙂
    Questo è il sorriso che ti dedico..Buona giornata!

  15. anch’io come paolo sono “capitata” qui dal sito di repubblica…
    ciao lorenzo, spero che la malinconia vada via ma che la forza di scrivere rimanga…è importante.

  16. Buongiorno Lorenzo! Anche io amo scrivere le mie ansie, le tristezze, le malinconie, mi aiuta ad analizzarle meglio. e sopratutto a conviverci meglio. Tornero’ a salutarti, e grazie a Repubblica che ci ha fatto conoscere questo bolg!

  17. Buongiorno Lorenzo! Anche io amo scrivere le mie ansie, le tristezze, le malinconie, mi aiuta ad analizzarle meglio. e sopratutto a conviverci meglio. Tornero’ a salutarti, e grazie a Repubblica che ci ha fatto conoscere questo blog!

  18. Ciao Lorenzo e un saluto a tutti quelli che sono piombati qui quest’oggi leggendo repubblica.it, come me. Forse dovremmo ringraziare maggiormente chi ci ha fatto scoprire questo blog dal quale credo mi scollerò molto difficilmente. Il mondo qui fuori ci fa dimenticare che esiste un altro mendo li dentro, è vero, non lo nego, credo nessuno possa farlo. Gli unici che davvero si ricordano tutti i giorni dell’esistenza del vostro mondo sono gli operatori del settore, quelli che lavorono con e per i detenuti. Forse dovremmo far si che i 2 mondi possano mescolarsi un pochino di più, forse dovremmo tutti volerlo davvero. Come mettere in pratica tutto ciò? Attualmente non ne ho idea…Suggerimenti?

  19. Premessa; non sono ne un prete, ne un’incensurato, ne un buonista, ne un giustizialista e tantomeno un moralista. Sono soltanto un ex delinquente che “nel mezzo del cammin di sua vita riuscí ad uscire dalla selva oscura ritrovando la via retta c’hebbe un dí smarrita”.

    Caro amico, la malinconia fa parte di noi e ci prende quando la solitudine bussa alla porta. Ma é un falso sentimento soltanto quando ti trovi in determinate situazioni, per esempio in carcere. In carcere si ha modo e molto tempo di pensare e, per esperienza galeotta diretta, posso dirti che a volte pensiamo che sarebbe stato meglio non fare questo e non fare quell’altro. Ci proponiamo che una volta liberi cambieremo modo di vivere, peró una volta fuori se non si alzano i tacchi dalle vecchie amicizie, dalle vecchie idee “ma chi me lo fa fare a lavorare quando tutti i miei amici hanno soldi e macchinoni”, se non si cambia totalmente ambiente e pretese di ricchezza, si ritornerá sempre in prigione. Per reinserirsi ci vuole volontá e ci vorrebbe anche l’aiuto dello stato, ma questo nostro stato é sempre assente, quindi dobbiamo affidarci alle nostre braccia e negare pericolosi pensieri quando questi si affacciano nella nostra mente perché delusi dall’andazzo giornaliero.
    Se si vuol restare delinquenti é facile, basta pensare all’ “ultimo colpo e poi mi sistemo” (difficilissimo perché la vita non é finzione cinematografica). Eppoi se l’ultimo colpo, inseguito facendo prima piccoli colpi, quindi entrando e uscendo dal carcere, non si avverasse? Ti ritroverai sempre in galera o ammazzato. Generalmente l’ “ultimo colpo” non si realizza mai e tu ti ritroverai un misero vecchio senza pensione e sempre con gli occhi puntati addosso dalla giustizia.
    Eppure non é facile iniziare una nuova vita, ma si dovrebbe avere la costanza di farcela, comunque non é neanche cosí difficile. Basta vedere ció che si sa fare anche se non si hanno studi specializzati o lauree universitarie. Si puó sempre iniziare dai lavori piú umili (io a quaranta anni ho iniziato a lavorare come lavapiatti e per una misera paga settimanale, dopo due anni circa avevo il mio ristorante perché nel frattempo davo un’occhiata ai fornelli e alla pizzeria).

    Caro amico, con questo non voglio dirti che sia tutto rose e fiori, anzi, ma con il lavoro non si muore, non si va in carcere. Con il lavoro onesto si é, innazi tutto, padroni di se stessi (a oggi sono riabilitato, padrone di un rinomato ristorante e di una casa ed ho una grande macchina, il tutto lavorato onestamente) e non si cammina svelti quando davanti a noi c’é un posto di blocco.

    Non prendere questo mio commento come parole dette perché non ho nulla da fare. Ció che ti ho scritto é quello in cui credo; se vuoi ce la farai.

    Ciao.

  20. Sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
    In verità sarete liberi quando i vostri giorni NON saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
    Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.
    Gibran

  21. sono una psicoterapeuta e ogni volta che incontro persone che mi raccontanto storie di vita terribili, provo una profonda ammirazione e un enorme rispetto. le persone che arrivano al limite, ai confini del sopportabile, e poi hanno il coraggio e la forza di raccontartelo, trovo siano di un livello superiore. Sono i veri Vincenti nella vita.

    il coraggio di passare attraverso la morte e il dolore e uscirne. e da lì trarre forza per andare avanti.

    la mitica frase del grande De Andrè è pura Verità:

    DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE
    DAL LETAME NASCONO I FIOR

    “il dolore concima la vita”….

    un sincero e ammirato saluto

  22. Ciao Lorenzo, sono tornata solo per un saluto, spero ti faccia piacere.
    Apperò, ti hanno scritto in tanti…credo 25+1.. me 🙂 e qualcuno ti ha scritto:
    dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
    Credo sia vero anzi, E’ VERO. Tu, cosa ne pensi?
    Un piccolo segreto: nel lontano 1978, ahimè ho “visitato” un penitenziario per vedere una persona a me tanto cara. Dopo un po’ di anni, esattamente 5 sono dovuta tornare (questa volta non aveva nessuna colpa se non quella della recidività). Descrivere il mio stato d’animo è ancora adesso impossibile. La cosa più terribile che ricordo e riesco a descrivere con una grande fitta al cuore è stata quella di vedere il dolore dipinto sul viso delle mamme di quei ragazzi rinchiusi dietro le sbarre, il quasi “prostrarsi” a chi controlla che le regole siano rispettate, nel chiedere e far accettare che i pacchi, preparati con tanto amore non fossero tanto manipolati. E poi, mai un sorriso, mai una parola buona verso i parenti che, loro malgrado erano li per portare un po’ di felicità ai loro cari. Ne sono rimasta letteralmente sconvolta tanto che, dopo tanti anni, ancora lo ricordo con angoscia. Preciso che i due penitenziari si trovano uno al nord e l’altro al sud. Questo accadeva tanti anni fa, adesso non so se le cose sono “migliorate”, lo spero di cuore. Mi sto chiedendo (e forse pure tu) del perchè io abbia sentito il bisogno di scriverti questo messaggio. La risposta è….. NON LO SO. So per certo che i ricordi sono tornati vvidi alla mente dopo aver letto i vostri messaggi su questo sito. Un caro saluto, Sara.

  23. Ciao Lorenzo, credo che succeda a tutti di provare ogni tanto un pò di malinconia, talvolta non si riesce nemmeno a comprendere verso che cosa, o verso chi.. è una sensazione che ci induce a far volare i nostri pensieri lontano, poi torna la serenità. Un caro saluto. ps. Vi seguo ormai da tempo, sono davvero felice che il Vostro blog inizi ad essere visitato e commentato ! ^_^

  24. Ciao Lorenzo,
    oggi per caso mi sono imbattuta nel vostro blog e ho visto il tuo nome. Ti chiami Lorenzo come il mio secondo figlio. Maliconia il tuo post. La tua vita si svolge dentro delle mura, tutta la tua vita è rinchiusa tra mura di cemento, dove fuori ci siamo noi, quelli in “libertà”. Credimi Lorenzo la malinconia è un male che tocca anche noi. C’è chi dice che serva per riflettere, c’è chi ti consola dicendoti che anche fuori esiste. La mia di malinconia mi ha portata a tentare il suicidio. Eh si come vedi sono in gabbia anche io, non ho mura che delimitano la mia libertà, ma ho persone e fatti che mi mettono in gabbia. Non so cosa ti sia successo, non ho letto ogni tuo post, ma mi hai fatto riflettere. Quello che a me spetta in futuro è la stessa cosa che ho adesso, non posso cambiare le cose, non posso cambiare la testa delle persone che mi sono accanto. Ma tu aspiri alla tua libertà, quella libertà che non so quando arriverà per te, ma che dovrebbe farti pensare che fuori anche se c’è un mondo di merda, behh ti aspetta. Pensa a questo, sogna…sogna e cambia. Se hai sbagliato hai ora la possibilità di rifarti. Io non so quello che ho sbagliato nella vita. Se avessi fatto qualcosa di tanto grave sarei forse nella tua stessa situazione, ma sono fuori e mi si attribuiscono cose che non mi competono…fino alla follia, fino ad avere come mio obiettivo quello di uccidermi e di lasciare i miei figli, i miei due figli, la cosa più bella che la vita potesse regalarmi, ma non sono una buona madre, almeno c’è chi pensa questo.
    Malinconia…eh si malinconia. Servono amici per superare le cose, quelli che poi potrebbero starti vicino anche nei momenti belli.
    Ciao Lorenzo spero di essere forse una blogger-amica, sai mi è più facile.
    Uscirai e la vita potrà essere come nei tuoi sogni e desideri, dicono di mettercela tutta per riuscirci, io le ho provate tutte, ora metto la parola fine.
    In bocca al lupo per tutto.

    LIFE

  25. CIAO LORENZO,
    CIAO A TUTTI
    TI HO RISPOSTO NEL POST KE MI HAI “DEDICATO”
    LA MALINCONIA? SO COS’è… IN QUESTO PERIODO NE HO A SECCHIATE MA CREDO DI SAPERE CHE PER VOI è PIù DURA…………
    SE è POSSIBILE, SE TI VA, TI POSSO LASCIARE LA MIA MAIL
    UN ABBRACCIO

  26. un abbraccio Mauro; Ti lascio due rie ciao….
    funziona…provare per credere !!!

    Canto perche’ cantare mi fa bene
    canto per allontanare le mie ansie
    canto finche’ c’e’ vita nel mio cuore
    nel tuo cuore per amore
    canto perche’ la mia donna mi vuol bene.
    Canto per te che sei partito ieri
    canto perche’ a volte piango per i dispiaceri
    canto per la cattiveria che ti ho fatto ieri
    ma per Dio quanti pensieri
    canto perche’ diventiamo troppo seri.
    Canta la tua canzone
    cantala con la tua bella
    non importa s’e’ stonata: cantera’.
    Scrivile una canzone
    cantala sotto il sole
    manda a farsi fottere il mondo per un’ora.
    Canta perche’ cantare ci fa bene
    sapessi che cos’e’ cantare insieme
    canta forte se qualcuno non ti sente
    e fa orecchie da mercante
    canta anche se poi non cambia niente.
    Canta perche’ cantare ci fa bene
    sapessi cos’e’ cantare insieme
    canta forte se qualcuno non ti sente
    e fa orecchie da mercante
    canta anche se poi non cambia niente.
    Canta la tua canzone
    cantala con la tua bella
    non importa s’e’ stonata: cantera’.
    Scrivile una canzone
    cantala sotto il sole
    manda a farsi fottere il mondo per un’ora

    F.Concato 1982

    De Chirico – ” Canto d’amore”.

  27. CIAO LORENZO, MI HA MOLTO COLPITO IL TUO MODO DI ESPRIMERTI, VORREI POTER CAPIRE LE SENSAZIONI CHE PROVI, E APPROFONDIRE CERTI ARGOMENTI INERENTI AL CARCERE,MI PIACEREBBE MOLTO INTRATTENERE UNA CORRISPONDENZA, SE POTREBBE FARTI PIACERE OVVIAMENTE.
    IN MODO MOLTO DIVERSO, ANCH’IO HO SOFFERTO, MA CREDO NON SIA COME SENTIRSI RELEGATI IN UN LUOGO CHE CREDIMI MI FAREBBE MANCARE L’ARIA…VERO ANCHE CHE LA SPERANZA AIUTA A SCONFIGGERE LA PAURA E CHI SBAGLIA HA DIRITTO AD UN’ALTRA POSSIBILITA’.
    PER ORA TI MANDO UN AFFETTUOSO SALUTO E UN ABBRACCIO.
    MARINA

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