La giornata di un detenuto

Molti di voi mi hanno chiesto di raccontare la giornata tipo di un comune detenuto. Tecnicamente la risposta è semplice e relativamente breve.
Celle da due metri per quattro circa che portano sui muri e sugli arredi i segni della cattiva educazione di alcuni e della rabbia e della disperazione di molti altri. Ogni cella ospita due detenuti e gli spazi sono davvero limitati, se poi consideriamo che, a parte le tre ore d’aria concesse, il resto della giornata la si passa chiusi è facile immaginare quale sia lo stato d’animo.
Ci sono poi sezioni particolari come la Prometeo. Noi siamo decisamente più fortunati. Viviamo in celle singole molto pulite e ben arredate. Ci viene concesso di avere libri in abbondanza, piante e tutti quei piccoli oggetti che servono a trasformare un anonimo cubicolo in qualcosa di più umano e personale. Possiamo frequentare vari corsi, dall’inglese all’informatica e così via. Poi c’è il teatro che, scusatemi se lo dico con un certo orgoglio, sta riscuotendo un discreto successo, al punto che per accontentare tutti coloro che hanno chiesto di entrare per assistere all’ultima recita ci sono state ben sei repliche.
Bene, ora che ho finito di sbrodolarmi, torniamo ai discorsi seri.
In sezione abbiamo una nostra cucina, mangiamo tutti riuniti in una tavolata che supera le venti unità. Abbiamo una palestra ben attrezzata e, a noi buddisti, è stata concessa una cella adibita a luogo di culto dove ci riuniamo due volte al giorno per la pratica religiosa.
Il carcere, visto così, non è poi tanto brutto. In fondo siamo liberi di circolare per la sezione dalle 7 alle 21. Solo a quell’ora le celle vengono richiuse fino al mattino seguente.

Lorenzo

17 thoughts on “La giornata di un detenuto”

  1. Ciao Lorenzo,
    Mi chiedevo infatti se le regole carcerarie permettessero la circolazione dei libri.
    Questo lo ritengo molto importante, perchè i libri sono “evasione”, ma non solo…Insegnano, commuovono…Anche i libri non arrivano mai per caso…
    Hai letto Il piccolo principe?

  2. Buongiorno Lorenzo. Hai descritto una vita piuttosto deprimente e mi è spuntata spontanea una domanda: ma non avete modo di fare un’attività? Intendo un’atttività manuale per esempio: falegnameria, idraulico, muratore….. Secondo me il lavoro servirebbe molto, penso sia una bella gratificazione fare una cosa e alla fine poter dire “questo l’ho fatto io”. Immagino che la mia sia una considerazione piuttosto stupida. Io fo una vita che non mi aggrada: sono troppo di corsa, troppo incalzata da orari e doveri; purtroppo mi accorgo di non riuscire più a curare me stessa e mi mancano piccole gratificazioni come la compagnia degli amici. Ci sono momenti in cui mi sento profondamente sola. Non so se nel tuo ambiente è possibile curare l’amicizia, se gli spazi ristretti e la comunanza di orari favoriscono lo scambio interpersonale. Qua fuori è un vero e proprio disastro da questo punto di vista: siamo tutti molto presi da noi stessi. A volte sogno un mondo diverso, in cui è possibile finalmente ritagliarsi piccoli spazi in cui parlare e ritrovarsi e conoscersi. Imparare di nuovo a stare insieme.

  3. Ciao Lorenzo,
    racconti della Prometeo, che è una sezione particolare: cosa la differenzia dalle altre? Come si diventa “inquilini” proprio della Prometeo?
    Premetto che non ho la minima idea dell’ambiente carcerario, quindi spero la domanda non suoni stupida…
    Grazie della porta che ci apri (e aprite) su questo mondo sconosciuto a chi sta fuori.

  4. Ciao a tutti,mio fratello mi ha scritto che vorrebbe scambiare lettere un po con tutti per passare il tempo,è detenuto nel carcere di Asti,vi lascio l’indirizzo:

    SCARANELLO FABRIZIO
    QUARTO INFERIORE 266,ASTI

  5. Grazie della breve, ma esaustiva descrizione, Lorenzo. Fai capire benissimo che l’effetto più deleterio della mancanza di spazio e della fortissima limitazione del movimento fisico sia l’incarceramento della mente, diretta conseguenza della situazione nella quale tu ed i tuoi compagni di cella vivete. A presto
    Riccardo

  6. Ciao Lorenzo,
    mi pare di capire che voi della sez. Prometeo siete “fortunati” nella sfortuna di essere in carcere… Il padre di un mio carissimo amico era in una cella piccolissima con altre cinque persone… Aveva solo un’ora d’aria al giorno… Mangiava in cella… Non c’era nè la palestra nè un luogo di culto… E non mi ha mai raccontato della possibilità di circolare nella sezione per tre ore… E’ bello sapere che esistono realtà più umane nelle carceri italiane!!
    Ciao
    Lara

  7. Ciao Lorenzo,
    sono una studentessa di sociologia,con la speranza futura di poter lavorare nelle carceri,in modo da conoscere e capire questo mondo che tutti qui fuori denigrano….le tue parole mi trasmettono senso di maturità forzata e voglia di rinnovamento.
    Gradirei caro Lorenzo, un piccolo aiuto da parte tua….che mi servirà x lo studio.
    Potresti darmi il tuo contributo dal punto di vista psicologico…vale a dire descrivermi le tue sensazioni,emozioni,voglia di creare,inventare e se c’è un motivo x il quale sei felice di vivere….Grazie..
    Ti invierò una cartolina …Promesso!
    con affetto Mary

  8. Delle volte il “carcere” è qui fuori: quello di persone prive di affetti importanti e di parole di conforto, persone che “sopravviono” passivamente…voi state scoprendo la forza di una vita piena, quella che manca.
    Qui fuori ci si sente spesso “dentro”, costretti in comportamenti ripetitivi, monotoni…la vostra libertà vi è stata tolta, qui fuori si decide di sprecarla. E’ un’assurdità, non trovi?
    Vorrei farti una domanda Lorenzo: credi che nelle carceri italiane ci si sforzi di dare un senso ri-educativo alla vostra detenzione, si vede in questa “pena” il percorso verso una presa di consapevolezza e verso una ridefinizione della propria identità al di là del reato commesso, un lavoro sulla vostra dignità di persone? Quello spazio fisico che vi manca, riesce a essere colmato da uno spazio ancora più libero e maturo frutto del lavoro di testa, di cuore, frutto della rabbia e della sofferenza, ma anche della luce e del silenzio?
    Un grande abbraccio

  9. Ciao Lorenzo
    buona prospettiva del mondo carcerario
    fermoimmagine veloce
    di una giornata sicuramente di attese
    di conferme

    una pacca sulla spalla

    mano tesa

    Lince

  10. E bellissimo ciò ke scrivi peccato ke nn tutte le sezioni sono così,dunque direi di dare priorità a quelli ke un computer nn lo hanno mai visto nemmeno in vetrina,sono contento ke scrivi come utente del carcere”PRIVILEGIATO” ma kiedo almeno a tè di nn dimenticarti ke nn tutto è così come ci racconti.Io questo lo posso confermare:ho trascorso 6 anni 11 mesi 15 giorni della mia vita da “INCENSURATO” lì dove oggi tù stai al blocco “A” nn alla Prometeo ma in una sezione di paraculi come la vostra esattamente alla 2a dunque tù ke conosci la vera realtà della situazione puoi renderti conto di quello ke ho passato,in questo preciso momento sono in ufficio nel “mio ufficio”ma leggendo ciò ke scrivi penso e ripenso alla vita squallida ke gira li dentro, è nn raccontarmi puttanate ke si stà bene,il carcere è una MERDA,nn è per niente rieducativo, giusto per quelli come noi ke hanno commesso errori verso la società ma invivibile per qualsiasi UMANO.Ancora oggi dobbiamo ringraziare ke il Direttore Pietro Buffa concede moltissimo sbrago tutto nella norma è dunque nel regolamento penitenziario è tu mi capisci. Dunque…. bellissime queste iniziative, ma raccontare la vera vita del carcere nn è una vergogna,quado si esce raccontiamo agli amici ke noi siamo stati bene,anzi benissimo ke avevamo il televisore con il telecomando,con quello è con quell’altro,cazzate il telecomando è”OPTIONAL” se nn conosci qualcuno nn c’è l’hai dunque ti alzi e spegni il tv,vero?Lo sò ke nn puoi sbilanciarti è molto probabilmente i propietari del sito la mia e-mail nn te la porteranno neanke ma fatti coraggio tutto un giorno finirà, almeno quì fuori “I COMUNI”avranno una testimonianza vera di ciò ke passa li
    dentro.E’……Smettiamola di dire ke è tutto rosa è fiori………………….
    Un’ex detenuto oggi felicemente in libertà”NON PER L’INDULTO”

  11. ciao lorenzo sono anna da napoli ho il mio fidanzato che stà nella tua stessa situazione ed è detenuto a lecce con associazione deve scontare 18 anni però deve fare 2 appelli e continuato . vorrei sapere quando devi scontare ciao aspetto una tua risposta

  12. Ciao, mi chiamo Aurora ho 13 anni e sono una studentessa.

    Ho letto il tuo post, é davvero strano ma allo stesso tempo bello per voi detenuti che potete fare varie cose per esempio teatro o il corso di varie lingue. Mi è sembrato dalle tue parole che stai affrontando non dico ma bene ma per lo meno non ti deprimi. Secondo me é davvero importante come un detenuto affronta la sua vita all’interno del carcere, perché se per esempio ti lasci trasportare dalle cose atmosfera brutta del carcere,inizi ad impazzire… invece se l’affronti come la stai affrontando tu, secondo me diventi meno triste e il modo di affrontare la tua vita diventa più serena…Sono contente che ti piaccia il teatro perche anche io lo adoro, per me e’ un modo per non pensare alle cose brutte che ti circondano, e anche perché e molto divertente diventare qualcun altro. Anche per me non sono in carcere, affrontare la mia vita e’ difficile…tra scuola, lo sport e i miei sentimenti non capisco più nulla…però cerco di affrontare tutto con il sorriso e nascondere i miei sentimenti brutti.Secondo me anche le condizioni della cella, sono importanti per me stare da soli alcune volte aiuta a pensare molto e a riflettere anche se delle volte hai proprio bisogno di parlare con qualcuno.
    Ammiro davvero la tua forza di volontà nell’affrontare tutto quello che stai vivendo, ti auguro che quando uscirai riuscirai a rifarti una vita migliore, sicuramente con una mente diversa perché sicuramente avrai capito il tuo sbaglio…

    ora ti saluto a presto e buona fortuna .. 🙂
    AURI

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