Vissuti difficili

Cara Virginia, amica mia, psicoterapeuta abituata ad ascoltare storie di ogni tipo, Certamente brava ad analizzare il vissuto di una persona prima di formulare una diagnosi e decidere una terapia. Riesci ad immaginare quanti ragazzi ho visto passare in questo luogo in tanti anni di detenzione? Tante storie,Virginia, uguali o diverse tra loro, ma che portano tutte nello stesso luogo. Il carcere.
Storie di violenza, di droga, di disperazione.
Giovani cresciuti in famiglie disastrate, con un livello di vita ben al di sotto la soglia della povertà.
Ragazzi “educati” con la violenza dal padre o dai fratelli già delinquenti incalliti.
Bambini di dieci, dodici anni costretti a vivere a contatto con la droga, usata e spacciata in casa.
Vado avanti con le citazioni? No, credo di aver reso l’idea.
“Potevate pensarci prima”. Che frase infelice amica mia.
Molti di quei ragazzi non hanno avuto alcuna possibilità di pensare, ora pagano i loro debiti con la giustizia ed è giusto. Purtroppo però devono pagare anche per colpe che non hanno, per una eredità ricevuta a livello educativo e culturale.
Vorrei farveli conoscere questi ragazzi, vorrei farvi ascoltare le loro storie e farvi guardare i loro occhi mentre le raccontano.
Le attenuanti giuridiche possono alleggerire una pena, ma questo non ci riguarda. Le attenuanti morali, la ricerca delle cause scatenanti possono alleggerire un’esistenza altrimenti condannata ad una vita di solitudine ed emarginazione.
Guarda bene che non sto parlando di uno o dieci ragazzi. Sono davvero tanti ad essere in queste condizioni, tantissimi, troppi per fingere di non sapere, sentendosi liberi di sentenziare.
Io invito tutti a riflettere su quel “potevate pensarci prima”.
Ciao splendida amica, un abbraccio.
Lorenzo

12 thoughts on “Vissuti difficili”

  1. caro Lorenzo,
    hai perfettamente ragione. le persone che sono riuscite ad uscire da questo tunnel di droga e delinquenza, pagando e scontando i loro sbagli. sbagli voluti e non, costretti a difendersi da una vita di bambini ed adolescenti abbandonati da una giusta educazione ed amore, difendendosi da una società crudele in quartieri emarginati dove l’unica salvezza agli abusi era la cattiveria. dove per un piccolo furto all’età di 18 anni ti ritrovi chiuso nel carcere dell’Elba con delinquenti incalliti. come ne esci? dove sai che il mondo che ti aspetta è quello terribile di prima? è vero ce la puoi fare, perchè dentro di te c’è una persona buona e ci riesci con dure sofferenze, ma dentro di te il carattere non è più lo stesso, fai fatica a convivere con qualcuno, ad amare veramente, a trovare una serenità dovuta. “potevae pensarci prima” lo esprime chi la vita la vive in superficie, chi ha avuto la fortuna di crescere con qualcuno vicino che gli voleva bene, ma non abbastanza per fargli capire che non si deve giudicare senza sapere, dove il diverso fa paura.
    ciao buona fortuna Tizi

  2. son dovuta andare indietro nei post per capire che non era riferita a me questa frase infelice essendo una persona che guarda alla sostanza e non alla forma non mi permetto di sentenziare questo lasciamolo a chi non sa guardare oltre vuoi per ignoranza vuoi per paura
    tu parli di ragazzi tanti ragazzi che hanno negli occhi una storia da raccontare e che pur con le attenuanti giuridiche la legge non sa andare oltre il fatto commesso ribadisco che dalla mia bocca non uscira mai la parola potevano potevate o dovevi pensarci prima ma a tutti questi ragazzi come vorrei dirlo a chi si perde nella vita dietro un bicchiere una dose o si lascia andare senza lottare che la vita si ci viene donata ma poi bisogna meritarsela bisogna saper andare oltre cio che ci circonda oltre quello che ci viene insegnato bisogna sapersi buttare alle spalle il passato e qualche volta anche il presente e quando questa ci scamazza dobbiamo aggrapparci al coraggio del cuore quello non sa mentire si son parole vacue dette cosi in modo virtuale direte cazzo mica fa male graffiare la vita come nel reale
    si fa male molto male ma qualcuno ha detto che quando ci si vede inchiodati bisogna aggrapparsi alla croce e procedere anche con il sangue che cola non bisogna mai darsi vinti abbandonandosi al tanto lo fan tutti tanto e la vita che mi ha costretto tanto con una famiglia cosi tanto per cio che la vita mi da
    no bisogna sempre pretendere molto dalla vita e da se stessi
    non e uno sproloquio e una ferita sulla pelle che ogni tanto brucia e fa ritornare il sapore delle lotte che pero non mi toglie le forze di dire che la vita e un dono non va mai sprecata
    questo e il solo modo che ho per dire potevate pensarci prima ma e sbagliato perche nessuno sa quale’ il proprio futuro e pensarci prima non serve bisogna pero fare tesoro delle esperienze e lasciarsi aiutare senza vergognarsi o aver paura di stendere la mano
    un ‘abbraccio a te lorenzo a tutti quei ragazzi con occhi pieni di vite da raccontare ai tuoi compagni di questo viaggio e a chi vi permette di farci pervenire queste perle di vita vissuta
    virginia

  3. Penso che sia vero per molti ma non per tutti,io ne sono un caso eclatante.Buona famiglia, alto borghesi, studi compiuti, amicizie….ecco io mi sono fregata con le frequentazioni, I ragazzi “bene” del mio quartiere erano quasi tutti dediti all’uso di ero, io all’inizio non li frequentavo, preferivo i freak ma poi i miei mi hanno dato un aut-aut,A casa mia è sempre stato e lo è ancora,nonostante tutto, il vestito che fà il monaco. E così per ribellione ho iniziato a fare ciò che facevano i bravi ragazzi…. cosa che mi ha portato a spacciare per poi finire, dopo 12 anni in carcere.Anche lì ho conosciuto chi, in 15 anni di tossicodipendenza, non avevo mai avuto modo di incontrare.Poi però per farla breve sono risalita, solo con la mia forza e del Gruppo Abele,ed ora ho una vita pressochè equilibrata. Io non potevo pensarci prima nemmeno arrivando da una famiglia agiata, le cose ti travolgono senza che te ne rendi conto, Un abbraccio a tutti con la speranza che tutti voi ce la facciate a risalire la china

  4. Ciao Lorenzo!! E’ tanto che ti leggo, ma non riesco mia a scrivere. Mette un po’ in soggezione.
    Prima di scoprire questo blog non avevo mai pensato alla questione del carcere. L’ho sempre considerata una cosa lontana che non mi riguardava. Nel mio cervello di bambina, pensavo che nel carcere ci stessero i “cattivi”. Poi sono un po’ cresciuta, non di molto, e ho capito che il mondo non è diviso in buoni o cattivi. Nella mia breve esperienza di vita ho capito che per arrivare a una situazione di degrado non bisogna nascere “cattivi” (scusami se utilizzo questo termine) ma ci sono tanti piccoli e grandi fattori che contribuiscono alla “degenerazione morale.”.
    Ecco, leggendoti mi sono resa conto che non c’è poi tanta differenza tra un tuo blog e quello di molte altre persone.
    Fra poco è novembre. Ho letto che è il tuo mese preferito. Anche il mio. Ti voglio augurare di assaporarlo, di sentirne il vento e il fruscio delle foglie, vederne i colori Non sono granché con le parole, non so se ho reso quello che volevo dire. In ogni caso ti mando un abbraccione grandissimo!!
    Greta

  5. Caro Lorenzo è incredibile come tu riesca a pennellare con le parole piccoli quadri di vita che fanno riflettere e fermano il pensiero. Leggendoti viene voglia di parlare, di scambiare opinioni, di ritrovarsi. Non ho mai conosciuto il mondo che hai descritto, per distrazione certamente e per superficialità probabilmente. Avrei voglia di rannicchiarmi sul divano di casa davanti al caminetto e di parlare ed imparare ad essere meno distratta e più partecipe. Caro Lorenzo ho provato a contattarti; non ho ricevuto risposta e penso quindi di avere sbagliato qualcosa. Posso solo dire che mi dispiace. Dalle mie parti novembre è un mese magico, il mare è fantastico: ne senti il rumore e nelle giornate di pioggia l’odore dei pini si appiccica ai vestiti. E’ un mese in cui è bello passeggiare nel primo pomeriggio, in riva al mare o in pineta; invita alla riflessione alla confidenza e al sorriso. Leggendoti sto scoprendo un mondo che ogni volta mi apre porte nuove. Mi sto accorgendo che ci accomuna tanto sperdimento e voglia di rinascita e amore per la vita. E conta davvero poco che io sia fuori e tu dentro: c’è un filo di lenza che unisce i pensieri, così sottile da poter essere strappato, così tenace da poter essere riavvolto. Caro Lorenzo non sono credente: non ho fedi nè ideali; ne sono cronicamente incapace, ho una mente adatta ai piccoli ragionamenti e non riesco a volare in alto. Anche nei sogni mi mantengo a bassa quota. Nelle mie lunghe passeggiate autunnali, spesso solitarie, quando la tramontanina appiattisce il mare o le lunghe folate di grecale smuovono la sabbia e fanno cadere le pigne secche riesco a fare solo piccoli pensieri guardando affascinata il mondo intorno a me; riesco a pensare solo all’amore, quell’unica forza immensa che muove il mondo anche se non la riconosciamo perchè siamo esseri fallibili e spesso ne abbiamo paura. Un abbraccio che spero ti scaldi il cuore in modo che tu possa portare fra i tuoi compagni di viaggio una fiammella d’amore e un sorriso.

  6. Ho conosciuto non pochi “sperduti senza collare”. Nessun demente fra di loro. Li arguisco, quindi, tutti in grado di “pensarci prima”, ma, tra il pensare e l’attuare, quanti non sono, i mari di mezzo?

    Prima di parlare, c’è chi dovrebbe “pensarci prima”.

  7. caro splendido amico Lorenzo,
    mi ha molto colpito il fatto che tu ti sia rivolto personalmente a me. questo mi lusinga molto perchè ho molta voglia di avere contatti personali con voi “là dentro”. almeno, credo che tu ti sia riferito a me. io sono virginia e sono psicoterapeuta. il problema è che IO NON HO MAI SCRITTO UNA FRASE DEL GENERE!!!!! l’unico post che vi ho mandato risale al 16/7/07 in cui citavo la frase di de andrè “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior” e in cui esprimevo la mia personale stima e ammirazione verso coloro che toccano il fondo e riescono a parlarne pur standoci dentro. vedi quindi che una frase del tipo”potevate pensarci prima” non è decisamente nella direzione dei miei pensieri… sinceramente mi è un po’ dispiaciuto questo tuo attribuirmi questo pensiero… come persona e come terapeuta il mio primo obiettivo è sempre accogliere e MAI E POI MAI GIUDICARE! e non credere che in quanto terapeuta io lavori per incasellare le persone in una diagnosi, cosa che allontana molto dalla reale ed intima comprensione della persona che ho davanti. io spendo ogni minuto del mio lavoro per togliermi dalla testa categorie e pregiudizi che possono allontare la persona da me. e spendo ogni minuto del mio lavoro per cercare di togliere la persona dalle categorie preconcette che GLI ALTRI le hanno sempre cucito addosso.
    quindi vedi caro Lorenzo che non posso essere io ad avere scritto quella frase. non so chi l’abbia scritta e non posso neanche giudicarlo. si vede che la sua strada ora è ancora troppo breve per comprendere.
    scrivimi ancora se ti va che mi fai un immenso piacere…

    grazie 10000

    virginia (quella vera)

  8. una precisazione. visto che ci sono altre virginia in questo blog, aggiungo una D (come il mio mito de andrè….) al mio nome così evitiamo confusione ok???
    ciao virginia D.

  9. in verita’ ora capisco anche io che c’e stato confusione di virginie leggendo il mio commento nei post precedenti ovviamente c’e la parola potevate pensarci prima , usata a mo’ di appoggio del commento precedente al mio
    e poiche il post non era indirizzato a me ma forse alla mia frase non aggiungero altro visto che ho gia espresso il mio pensiero nel commento precedente aggiungo che poiche son virginia vera anche io e non volendoti piu causare confusione con lettere aggiunte mi firmero semplicemente
    una qualsiasi
    buona vita
    per virginia la terapeuta
    a volte non basta una vita intera per capire
    ma puo’ bastare un’esperienza per far capire
    che non basta pensarci prima

  10. ciao ragazzi, leggo sempre il vostro blog, ma non ho mai scritto…so che la finalità di questo blog è creare uno scambio appunto tra dentro e fuori, quindi ho ritenuto oggi, dopo mesi, di farvi sapere che tra i vostri lettori ci sono anche io. complimenti per l’iniziativa, è davvero encomiabile, e soprattutto complimenti a tutti voi ragazzi che riuscite così bene a raccontarvi a chi, come me, non ha nemmeno la più pallida idea di cosa voglia dire affrontare un’esperienza dura come la vostra.
    vale

  11. come si fa a pensarci prima? la vita ci travolge, ci confonde, ci plasma a suo modo giorno per giorno.. lavoro a contatto cn ragazzini problematici, figli di quel degrado culturale che miete vittime… a volte mi chiedo: e se fossi nata in quel quartiere anzichè in quello dove vivo? se avessi visto mio padre drogarsi, spacciare, vivere di espedienti??? da piccoli secondo voi è così facile discernere il bene dal male? è facile uscire da un contesto provante per entrare in un altro dove magari vieni etichettato come diverso? bhe si è pur vero che c’è gente che ci riesce, ma nn siamo tutti uguali e per uno che ce la fa, un altro non ci riesce… e allora mi viene spontaneo dire che è facile uscirsene cn la frase “potevate pensarci prima”… è facile attribuire colpe a qualcuno ed è difficile ammettere che quando qualcosa non va la colpa non è mai di quella persona… c’è in gioco un sistema… un sistema che non sa giocare…
    un abbraccio Lorenzo!
    Grazia

  12. Buongiorno ragazzi!
    Oggi anche io, leggendo, ho deciso di dire la mia…di lasciare una piccola traccia della mia presenza!
    in quanto alle parole di Lorenzo, nulla da dire,PERFETTE..purtroppo, e ribadisco PURTROPPO, oggi come oggi ci impegnamo sempre di + a colpevolizzare, come se ci fossero sempre e comunque delle colpe da attribuire, a sputare sentenze e pochissimo a capire che in fondo in fondo nulla è dato fin dall’inizio; come vivere questa vita non è poi una nostra precisa scelta, anche se apparentemente sentiamo di averla in pugno e di essere liberi di decidere il corso da darle. In realtà, come molti di voi hanno ribadito, sono l’educazione che riceviamo fin dalla nascita, l’ambiente familiare e sociale in cui cresciamo, le esperienze che ci è dato di vivere, il rapportro più o meno sano, più o meno affettivo che chi si prende cura di noi instaura, a decidere per noi, a dare un senso giusto o sbagliato alla nostra esistenza, modellare fin dai primi passi la nostra personalità, il nostro comportamento presente e futuro…a decidere per noi chi e quello che saremo, anche se tutto avviene in un lungo processo a tratti inconscio. Lungi da me, con questo, il voler dire che è tutto perso e che non esiste alcuna speranza di cambiare il corso degli eventi…Capita a volte, quando si prendono cattive strade, di imbattersi nelle persone giuste al momento giusto….in grado di dare forza e coraggio, di ridare speranza…e ben venga!!!Non sempre però è così e nessuno ne è il colpevole…
    detto questo, che ovviamente è SOLO il mio piccolo parere, un commento mi ha colpito più di tutti:cara RONDINE65, credo che tu non sia l’esempio eclatante che a volte si finisce in cattive strade per SCELTA…spesso è solo questione di debolezza, di fragilità…io leggo, piuttosto, la tua esperienza i un’ottica diversa: la riprova che sempre più di frequente, “Buona famiglia, alto borghesi, studi compiuti, amicizie…” non è l’equivalenza di BENESSERE E AMBIENTE FAMILIARE SANO!!!!…ecco perchè emerge il senso di RIBELLIONE che tu stessa hai provato e che ti ha spinta a prendere delle cattive strade…In ogni caso, sono contenta che tu abbia incontrato le persone giuste e soprattutto abbia avuto la forza per rialzarti..e spero che la tua esperienza possa essere di aiuto e di esempio per tante altre persone !!!!

    E’ la prima volta che inserisco un mio commento, ma passo da queste parti molto spesso…mi piace leggere queste pagine…mi fa sentire partecipe di un mondo che ancora troppe persone si ostnano a far rimnere distante e sconosciuto e per questo è temuto!
    UN ABBRACCIO FORTE FORTE A TUTTI!!!
    Giulia

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