Nel nostro carcere

Alla redazione di Dentroefuori è arrivata una lettera indirizzata a Lorenzo da un gruppo di detenuti italiani in un carcere tedesco. La pubblichiamo qui di seguito.

Caro Lorenzo,
siamo un gruppo di detenuti italiani di un carcere vicino a Stoccarda. Frequentiamo un corso di lingua e cultura italiana. La nostra insegnante ci ha portato a conoscenza della tua lettera e della possibilità di comunicare con te e con altri detenuti attraverso Internet. Noi purtroppo non godiamo di questo privilegio, ma la nostra insegnante lo fará per noi.
Per prima cosa vorremmo dirti, sperando di consolarti, che nel nostro carcere, le condizioni sono molto peggiori di quelle dei carceri italiani. Abbiamo potuto fare i confronti perché uno di noi ha sperimentato le due realtà.
Ti facciamo alcuni esempi: l’igiene lascia molto a desiderare, l’assistenza medica é molto carente, il cibo é scadente e insufficiente, siamo obbligati a lavorare per un compenso ridicolo di 10 euro al giorno (lordi), abbiamo solo un’ora d’aria al giorno, le visite sono limitate a tre ore al mese, dobbiamo pagarci la TV (16.50 euro al mese), la spesa si può fare una volta al mese e con quello che guadagniamo riusciamo a mala pena a comprarci il tabacco ed il necessario per lavarci.
Questi sono solo alcuni dei disagi che affrontiamo giornalmente. Speriamo che ti sia reso conto che le condizioni dei carceri italiani sono di gran lunga migliori delle nostre e che ciò ti possa aiutare a sopportare meglio la mancanza di libertà.
Caro Lorenzo, cerchiamo di farci coraggio reciprocamente in quanto l’unica cosa certa é che il tempo passa e che presto riavremo la tanto agognata libertà. Quella che stiamo vivendo é un’esperienza che lascerà i suoi segni ma che ci aiuterà anche a non ripetere degli errori che ce la farebbero rivivere nella sua drammaticità.
Tanti auguri ed a presto. Forza e coraggio!
Gennaro, Massimo, Giuseppe, Beppe, Nino, Fernando.

2 thoughts on “Nel nostro carcere

  • amici cari, intanto grazie per la lettera, e’ stata una gran bella sorpresa.
    da quel che leggo siete messi davvero male, le vostre sono condizioni da terzo mondo, manca solo che vi diano qualche frustata ogni tanto. mi dispiace molto, il carcere e’ gia’ disumano di per se, vissuto in quel modo poi……
    dobbiamo comunque pensare che molto spesso sono i detenuti a creare l’ambiente in cui vivono, voi avete un’insegnante che ha capito e vi ha offerto questa opportunita’. avete dimostrato a me e a molti altri di avere capacita’ comunicativa e desiderio di condivisione. io credo che questo sia estremamente importante e vi sono grato per essere stato accolto in questo vostro discorso. in questo momento vi parlo da uomo libero, in quanto scarcerato il 18-10-2007. cio’ non di meno, se vi sara’ ancora possibile, vorrei continuare questo dialogo che servira’(forse) a sentirci tutti un po’ meno soli.
    con simpatia………lorenzo

  • Mi ha colpito questa lettera da “fuori” perchè in germania ho vissuto un po’ di anni, a stretto contatto con bambini italiani e le loro parecchie difficoltà a stare a galla nel ruolo di emigranti o figli di…
    E se il carcere è quello di Stammheim ci sono anche passata vicino un paio di volte.
    Buona sorte e un saluto alla vostra insegnante di italiano!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *