Idealismo o Saggezza?

Ciao a tutti,
alcuni di voi mi chiedono se in passato avrei assunto uno come me, un emarginato. Si. E non perché oggi lo sono, ma perché sono sempre stato un’idealista e un altruista.
Alcuni di voi sono sempre presenti, mi leggetge spesso. Vero Carla, Perdamasco, Stella, Ilaria, Virginia (e molti altri)? Sto diffondendo nel blog le mie varie anime, e a qualucuno che mi ha chiesto che lavoro io sappia fare, dico che non sono nato drogato e delinquente.
Se avessi continuato i miei studi classici, non starei qui però…
Voglio regalarvi una perla di saggezza, un aneddoto divertente e istruttivo.

I 7 filosofi più importanti di Grecia si diedero appuntamento a Delfi presso l’oracolo di Apollo. A riceverli c’era il più vecchio dei Sacerdoti che avendo davanti a sé il meglio della saggezza greca chiese loro di scrivere a tutti una massima all’intereno del tempio.

CHILONE DI SPARTA scrisse: Conosci te stesso.
CLEOBULO scrisse: Ottima è la misura
PERIANDRO scrisse: La cosa più bella del mondo è la tranquillità.
SOLONE scrisse: Impara ad ubbidire e imparerai a comandare.
TALETE scrisse: Restituisci il debito.
BIANTE DI PIRENE non voleva scrivere nulla, dicendo che era meglio per tutti. I suoi amici però insistevano al punto tale che Biante prese lo scalpellino e il martello e scrisse: La maggioranza degli uomini è cattiva.

Letta così questa massima sembra una frase da nulla, invece è una bomba. Fu il verdetto più drammatico espresso dalla filosofia greca.
Distrugge ogni ideologia. E’ come prendere un uovo alla base di una piramide. Cade la democrazia, il marxismo, il cristianesimo e ogni dottrina basata sull’amore verso il prossimo.
Biante dice una cosa difficile accettare, ma forse non si sbagliava.
Tra i moderni pensatori perde la partita Giangiacomo Rousseau, assertore della teoria dell’uomo buono per natura e vince Tommaso Hobbes, col suo slogan: Homo Homini Lupus. L’unica speranza ci viene da Bergson, il quale dice che l’umanità lentamente ma inesorabilmente diventa sempre più buona.
Per farla breve, amici miei, la saggezza è il buon senso, l’esatta conoscenza delle cose della vita, laddove l’idealismo rappresenta la voglia di credere in un futuro migliore, la saggezza parla degli uomini così come sono. L’idealismo, preferisce immaginare gli uomini così come li vorremmo.
A voi la scelta fra questi due modi di intendere la vita.
I sono idealista e mi associo a Bergson, sperando in un terzo millennio di uomini “inesorabilmente” più buoni e senza guerre.

A tutti voi un caloroso saluto.
Bama

10 thoughts on “Idealismo o Saggezza?”

  1. Anch’io mi associo a Bergson perché sono un uomo di speranza.

    C’è del vero nella frase di Biante, ma non è tutto vero quello che dice.

    Infatti, se è vero che la maggioranza degli uomini e cattiva, è anche vero che non sempre è cosciente di esserlo.

    Non per questo cambia il risultato finale, ( l’atto della cattiveria ) per questo cambia, però, la misura della colpa.

    La misura della colpa, infatti, è direttamente proporzionale alla misura della coscienza su di un dato atto.

    Con altre parole, sono colpevole se voglio far del male, non se mi capita di far del male.

    Se ci capita di far del male, è chiaro che siamo responsabili del dolo, ma pur nella colpa del dolo, “giustificati” nella colpa morale.

  2. Ciao Bama, ti scrivo perchè ho trovato queste tue parole molto profonde.
    Mi hanno ispirato questa piccola poesia, spero che ti piaccia e che non sia troppo ermetica

    Se cerco un muro
    troverò un senso di vuoto
    ma il futuro si riflette sul mio viso

    Se trovo un sostegno
    mi staccherò d’incanto
    dal bivvhiere dissetante del passato

    Il muro di questa poesia per me rappresenta l’idealismo, impossibile da superare ma che permette al futuro di “riflettersi su di noi”.

    Nonostante ciò mi sento più idealista che saggio

    Ciao,
    Toni

    p.s. scrivendo questo post mi è venuto in mente che la risposta al tuo indovinello potrebbe essere il presente, che è l’unica cosa che esiste veramente.

  3. Caro Bama: considera lo scritto ( che ho postato anche da me ) collegato al commento che ti ho lasciato prima.

    L’errore, il dolo, l’esilio, il recupero.

    L’odierno concepire la carcerazione non è disgiunta dall’opera di recupero sociale, e non per ultimo, il personale.

    Natura insegna, che è possibile recuperare la piega negli alberi giovani, più che negli sviluppati al loro massimo. Cultura insegna, però, che il Coltivatore, regge, il ramo che non può più raddrizzare perché definitivamente cresciuto, e che comunque accetta i frutti che ne ricava.

    Difficile, ricondizionare delle adulte personalità. Non tanto perché queste non capiscono l’errore che ha deviato il loro vivere ( dal sociale, all’asociale ) quanto, perché, ancora fortemente dipendenti dal “campo” di crescita; invaso asociale, tra l’altro, che la galera può contribuire a mantenere attivo, vuoi dentro la persona, quando non manifesto per “l’impossibilità! data dalla contenzione.

    Colpa, è il giudizio che diamo su di un dolo: può essere dolo verso una morale altrui e/o collettiva; può essere dolo verso un altro vivere; può essere un dolo verso il complessivo esistere che chiamiamo società.

    La colpa, è proporzionale al dolo. Con altre parole, siamo colpevoli tanto quanto perseguiamo, in piena coscienza, un dato errore, e/o delinquere.

    L’opera di recupero di un esiliato dal sociale, quindi, non può non partire dall’analisi del soggettivo “campo”, del soggettivo “invaso”, dei soggettivi “frutti” attuati dall’esiliato.

    Questo, non di certo per caricarlo di ulteriori croci, ma per portarlo a ben distinguere, la croce che è nella fatica di vivere ( e questa la portiamo tutti ) dalla croce che l’esiliato ha caricato sulle spalle altrui, e/o su quelle della società.

    Direi che senza un’analisi senza vie di fuga ( senza giustificazioni, ma non per questo senza attenuanti ) non può esservi inizio di recupero, e quindi, di possibile “travaso” dal campo con pietre e gramigna, ( quello asociale ) al campo che non dobbiamo mai finir di sarchiare, che è quello sociale.

    E’ ben vero che anche quell’analisi, può apparire un secondo processo; in particolare modo, morale, direi. Ed è ben vero, che per tale venatura, può essere respinto dall’esiliato, che pur accettando il fatto di aver compiuto un dolo, non per questo accetta l’idea della colpa.

    Non l’accetta, perché anche l’esiliato, è stato, dentro un colpevole campo ( vuoi contestuale, vuoi collettivo ) un seme innocente.

    Sa bene, l’esiliato, che tutti siamo stati semi innocenti, come non tutti siamo diventati dei rami fortemente storti.

    Cosa abbia impedito ai rami relativamente storti di non piegarsi di più, quando non definitivamente, lo sa il cielo, da tanto pare legato al caso, o quanto meno, al “caso” che m’ha formato, giusto per non tirarmi fuori da questo post, e dalle mie responsabilità!

    Ho conosciuto di tanto e di tutto. Vi risparmio la lista. E’ facile immaginarla. Come mai, mi domando, allora, non sei diventato di tanto e di tutto, Vitaliano?

    Non certo per virtù: che non voglio far ridere nessuno! :DD

    Forse, per via – via maggiorata, lucidità. Non ho mai saputo coprirmi quanto basta, davanti a me stesso.

    Ecco! Recuperarsi, è anche spogliarsi davanti a sé stessi.

    Lo si può fare senza paura, però, se senti che lo stai facendo impunito, perché ti spogli, davanti a chi si sa “spogliare”, tanto quanto chi si spoglia.

    Tutti nudi alla meta, mi dirà qualche bello spirito? 😀

    Dipende! Dipende dalla meta. Dipende da quanto c’è da spogliare.

    L’importante, è che la stanza non sia fredda!

  4. ogni uomo, anche il peggiore, ha in se del buono. e’ solo questione di tempi e di occasioni. anche se spesso ci costera’ caro dobbiamo essere fiduciosi, dobbiamo dare agli altri la possibilita’ di mostrarci la loro parte migliore e, anche se non troppo spesso, ci verra’ offerta la possibilita’ di vedere cose che straziano il cuore, per amore, per gioia o per dolore. comunque cose. ho visto uomini duri, delinquenti incalliti incapaci di provare paura, piangere guardando una foto. ho visto gente con vent’anni di galera sulle spalle correre in soccorso di un ragazzo sieropositivo che perdeva sangue da tutte le parti, senza curarsi dei rischi di infezione.
    qual’e’ l’uomo cattivo? aiutatemi a fare uno schema tecnico, una sorta di scheda conoscitiva di chi puo’ definirsi cattivo.
    caro bama, sono completamente con te.

    ciao vitaliano, leggerti e’ sempre estremamente piacevole.

  5. E’ vero, Bama, ti leggo sempre e mi piace quello che scrivi e come lo scrivi.
    Sono stata lontana dal pc per 5 giorni…Fuori dal mondo in un paese di montagna dove sono stata una bambina spensierata, felice…Ho lavorato la semola e la farina per preparare la pasta fresca, tagliatelle, malloreddus, ravioli, sebadas…Sono stata bene.
    Oggi di nuovo la quotidianità…Ma non si può scappare dalla vita.
    Io sono un’idealista, mi piace pensare che gli uomini non siano cattivi e cerco di vedere sempre il loro lato positivo…
    Ma anche io mi considero a volte “cattiva”…Quando non rispetto la dignità degli altri…

    A presto
    Carla

  6. Caro Bama, personalmente non mi trovo del tutto d’accordo con ciò che dici. La frase di Biante non mi piace, nè mi sembra vera. Non esiste questa maggioranza per il semplice motivo che non esiste una definizione di bontà (come Lorenzo saggiamente dice e rappresenta), e di conseguenza non esiste neppure una quantificazione di chi lo sia o meno. Ciascuno, a modo suo, ragiona correttamente; quindi anche il buon senso è discutibile e non oggettivo (“Dio ci salvi dal buon senso”, diceva Majakovskij). E anche l’idealismo può avere diverse forme, non necessariamente scontatamente positive, dal momento che ad esempio comunismo, nazismo e altro, sono nati come modi sinceri di migliorare il mondo (dico “sinceri” nel senso che le persone ci credevano davvero, di migliorarlo a seconda delle proprie convinzioni), utopie/eutopie che sono sfociate in distopie. A Bergson non credo affatto: è una visione teleologica della storia, quasi religiosa, che secondo me non ha nessun fondamento reale; credo che invece l’uomo sia lo stesso di milioni di anni fa, da quando è comparso, come un qualunque elemento naturale universale che sottostà a leggi naturali; e la legge naturale è distinta e ben più immutabile della legge morale, e quindi della possibilità di capire cosa è Bene e cosa è Male; rispetto ai primi uomini sono cambiati i mezzi con cui l’uomo rivela la propria essenza, che è fondata principalmente sulla necessità di autoconservarsi e sulla necessità di completarsi (con una qualche attività, fisica o mentale – sanare l’insufficienza a sé stesso), o per dirla alla Freud su una pulsione di vita e una pulsione di morte. Tutto questo non esclude, caro Bama, che pure io mi abbandoni spesso alla tua stessa Speranza.
    un abbraccio forte
    Marco

  7. Donna di speranza anch’io…^__^ spero in un mondo migliore, soprattutto dove regni la giustizia, l’equità, dove vengano rispettati i diritti umani. Mi discosto un attimo dalla tua riflessione Bama, per raccontarti quello che sto facendo da circa due mesi : sto diffondendo a più non posso la storia di Carlo Parlanti. ne avreste sentito parlare anche Voi probabilmente, è un nostro connazionale rinchiuso in un carcere degli Usa ormai da tre anni, detenuto in condizioni a dir poco disumane, gli sono stati negati tanti diritti, è ammalato e non viene curato, ed è oltrettutto vittima di un processo manovrato.. ebbene giorno dopo giorno… stiamo accanto a Katia, la sua compagna : l’abbiamo aiutata a preparare la conferenza stampa tenutasi a Montecitorio il 24 ottobre ( indetta dall’onorevole Zaccara) scriviamo fiumi di mail ai giornali, al consolato, alle più alte cariche dello stato… lo sai Bama…nemmeno un riscontro..solo qualche risposta automatica, come se a nessuno interessasse la storia di Carlo, e forse è proprio così perchè Carlo è un uomo qualunque. Ti saluto con affetto, Stella

  8. caro bama, il tuo commento mi ha costretto ad una intera giornata di riflessione e di rimenbranze.
    saggezza, senso della giustizia, considerazione del contesto, tendenza al peccato. siamo esseri straordinari, capaci di imprese incredibili e di azioni ignobili con eguale semplicità.
    biante di pirene disse ” LA MAGGIOR PARTE DEGLI UOMINI SI LASCIA DISTRARRE DALLA CATTIVERIA “. intendendo (credo) che durante un cammino può capitare di perdere di vista l’obiettivo più nobile per qualcosa di peggio. fortunatamente disse anche ” L’UOMO GIUSTO E’ COLUI CHE TROVA IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA BONTA’ E CATTIVERIA “.
    quì entra in gioco la SAGGEZZA, diamoci da fare quindi.
    ti abbraccio forte…Lorenzo

  9. Caro Bama,
    riunendoci tutti assieme attorno ad un tavolo, dopo aver letto la sua lettera, abbiamo riflettuto sul concetto di saggezza.
    Questa parola ha fatto venire in mente molte cose tra cui la pace, la vecchiaia. Per Maria di 99 anni la saggezza è il buon volere e l’uomo saggio è colui che vuole il bene per gli altri.
    Sicuramente il concetto importante legato allo status di anziano può essere riassunto con questa frase: gli uomini, quando arrivano ad una certa età hanno l’intelligenza di capire quello che può succedere e di scegliere la situazione migliore.
    La signora Giuseppina ci ricorda che la saggezza può anche essere vista come l’intelligenza!
    Mentre Gina dall’alto della sua esperienza dice che la saggezza è il silenzio!
    A volte la saggezza è semplicità e riflessione….insomma la saggezza racchiude un insieme di concetti legati alle varie storie di vita di ogni persona e ai suoi sentimenti.
    Il simpaticissimo signor Ulisse ricorda un vecchio proverbio piemontese: la saggezza è pensare bene e non per oggi, ma per il futuro.
    Suor Anna ci da un messaggio quasi religioso in cui dice che la saggezza è amore e carità.
    La signora Giovanna ricorda una parabola e precisamente la parabola delle 5 vergini stolte e delle 5 vergini prudenti: le cinque vergini prudenti e le cinque vergini stolte dovevano partecipare ad uno sposalizio e dovevano essere scelte dallo sposo, il quale le aveva detto di procurarsi tutto il necessario.
    Purtroppo però le 5 vergini stolte non si portarono dietro abbastanza olio per tenere accese le lampade e si persero alla sera lungo il tragitto per andare allo sposalizio e non vi poterono partecipare. Si può notare come in questo caso la saggezza venga intesa nel suo significato più profondo sia a livello materiale(bisogna organizzarsi), sia a livello spirituale(metafora religiosa che ci dice che dobbiamo sempre essere pronti alle chiamate del Signore).

    Riguardo ai filosofi e alle teorie sulle persone e sul fatto che queste possano essere per la maggior parte cattive gli ospiti si sono divisi in due pensieri : il primo pensiero ipotizza che esistono anche tante persone brave e non sono poche. Alcuni invece sostengono che è vero che nel nostro mondo ci sono tante persone cattive. Molto bello il pensiero del signor Ulisse che dice a riguardo che le persone sono cattive oppure brave a seconda di come hanno conosciuto il mondo.

    Un abbraccio da un gruppo di ospiti della casa di riposo
    Maria,Valeria,Mariola,Margherita,Olga,Carlo,Maria, Nicolina,Caterina, Gina, Irma, Cati, Giaele,Suor Anna, Angiolina, Lidia, Piero, Giuseppina, Giovanna,Celeste

    Riportiamo qui la biografia della Sig.na Carolina Morello ospite della casa di riposo, la quale purtroppo è mancata il giorno dopo che ha risposto ad una sua lettera sul blog:

    Carolina Morello nata a Torino il 12/03/1913 e vissuta a Torino in barriera di Milano sino a tutto il 1995.
    Dal gennaio del 1996 ospite della Casa di Riposo F. Trisoglio di Trofarello.
    Iscritta sin dalla giovinezza all’Azione Cattolica, partecipando a tutte le attività e contribuendo a fondare l’Associazione Guide Cattoliche.
    Trascorso il periodo bellico dal 1940 al 1945 partecipò all’attività clandestina per organizzare e fondare la DC con Alcide De Gasperi e molti altri (Sibille, Bovetti, Guglielminetti, Fusi, Sagna, Geuna) e contemporaneamente svolse attività politica in preparazione delle elezioni democratiche del 1946 “La Costituente”.
    Il magnifico risultato della Democrazia Cristiana del 1948 premiò l’attivismo di tutti i sostenitori.
    Segretaria di Sezione della Democrazia Cristiana, delegata femminile cittadina della DC dal 1951 al 1972, amministratrice dell’E.C.A. dal 1961 al 1971, dirigente del Movimento Federalista Europeo sin dal 1948.
    Dalla scuola di De Gasperi Ella maturò la devozione, il dialogo, il desiderio di lavorare in favore dei più deboli.
    – Commendatore della Repubblica Italiana nel 1971
    – Candidata alla Camera nel 1972
    – Presidente dell’Opera Pia Rayneri (asilo nido e scuola materna)
    – Co-fondatrice del Radar Club nel gennaio del 1956 prima Associazione Femminile in Italia.
    – Vice Presidente Onoraria dell’Associazione Culturale e Ricreativa “Ca Nostra”.
    In questi anni trascorsi alla Casa di Riposo Trisoglio ha cercato di rendersi utile partecipando attivamente a tutte le iniziative, come insito nel suo modo d’essere, riuscì egregiamente e diede lustro alla Casa.L’elogio di S.E. Cardinale Severino Poletto e dell’Onorevole Livia Turco ne è la testimonianza.
    Carolina Morello non c’è più fisicamente, ma Ella rimarrà sempre nei nostri cuori, più viva che mai ricordando sempre il suo pensiero:
    “E’ indispensabile vivere ogni giorno con gioia e serenità. Un aiuto indispensabile nel cammino del nostro epilogo è la preghiera a Dio Creatore. Lui solo può aiutarci ad accettare ogni giorno con il suo pane e la sua battaglia a mantenere sempre la speranza che è balsamo d’amore”.

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