Giorno da buco

Oggi è un giorno in cui mi sento inutile. Un giorno da buco.
La spazio è angusto, l’ansia mi assale e i miei 9 metri quadri sono zero, le pareti e il cancello mi schiacciano.
Non ho più aria, un rivolo di sudore freddo scorre sulla mia fronte, ho bisogno di spazio.
Con loo sguardo incrocio lo specchio. Mi guardo. Mi disprezzo. E mi sputo addosso. Vorrei fuggire… è un giorno da buco.
Un buco riempirebbe il vuoto che ho dentro, mi darebbe la forza di sopravvivere a questo giorno inutile.
Ancora il sudore. Invade i miei occhi, mi bruciano, ora son chiusi, la mia mente viaggia.
Dejavu.
Sono in piazza. Inizia il rito.
Ho il mio buco, corro in farmacia, eccomi dietro un’auto, chino, la fiala in una mano, nell’altra la spada, con un cesto secco consumato spacco la fiala, con i denti scarto la spada, tolgo l’ago e tiro su l’acqua.
L’odore acre della roba penetra le mie narici e vomito. Sto male. Butto la roba in fiala. Aggiungo l’acqua… Ci siamo quasi.
Ora la scaldo, l’acqua si tinge e l’odore della roba diventa più forte di prima. Mi trattengo per non vomitare ancora e sto ancora male.
Ora prendo una sigaretta e con i denti strappo il filtro e lo butto in fiala, tolgo il cappuccio dell’ago e lo immergo nella fiala facendo attenzione a non spuntarlo. Tiro su. Ecco. Sono pronto. Il laccio stringe il mio braccio… Merda! Non trovo la vena, allora con l’indice e il medio incomincio ad eccitarla dandole dei colpi sopra. Finalmente è fuori.
Appoggio la spada al braccio. Spingo sulla vena. L’ago buca la pelle, fora la vena, premo lo stantuffo… inizia il viaggio.
La roba è ancora calda, il mio sangue s’infiamma, è come ossigeno, il cuore si gonfia, i polmoni si riempiono d’aria e questo fiume caldo sciocca i miei sensi, il mio cervello. Il flash è forte, non sudo più… sto bene e questo giorno inutile non l’ho vissuto, non ha memoria. E’ solo un giorno da buco.

Questa testimonianza è per tutti quelli che vogliono capire perché e per chi vorrebbe provare. NON FATELO MAI. Il meccanismo è contorto. Diabolico.
Ciao.
Bama

11 thoughts on “Giorno da buco”

  1. Si, ad un certo punto non sai più, se sei tu che vuoi la “roba”, o se è la “roba” che vuole te.

    Meccanismo contorto? Meccanismo diabolico? No, direi più semplicemente, meccanismo chimico, che è diventato il meccanismo culturale, che permette la “volontà” del chimico.

    Non c’è nulla di fatato nella “merda”, caro Bama. C’è solo l’illusione di credersi più forti. Lo credeva anche Lucignolo, prima di finire sotto la “stanga”.

    L’eroina, è solamente il sedativo massimo, che diventa idea massima, non perché lo sia, ma perché distrugge ( seda ) ogni altra idea: almeno sino a che dura l’effetto.

    Per altro esempio, l’eroina è il massimo “abbraccio” emotivo. Sino a che dura il massimo effetto, ovviamente.

    In quanto massimo “abbraccio”, è massima madre; massima puttana, però, mano a mano, l’abbraccio, si rivela sempre più illusorio.

    Non dimenticare di scrivere anche su questo, la prossima volta. Ciao.

  2. ciao bama,
    la prima volta che ti ho visto,mi hanno colpita i tuoi occhi tristi….poi me ne sono dimenticanta, forse perchè in un certo senso è vero che spesso indossi delle maschere. ultimamente però ho rivisto gli occhi tristi…il problema è non so cosa dirti, non credo di essere portata per i “messaggi positivi”, quando parli quasi mi viene da darti ragione…però mi spiace, mi spiace perchè credo che tu abbia molto più da dire della maggior parte delle persone che fanno l’artista di mestiere e che vedo in giro, spesso mi sembra che voi abbiate molto più da dire di me…spero di essere in grado di rappresentarlo…tu però sei capace di farlo da solo.

    a presto, claudia

  3. Grazie per avercelo raccontato. Davvero. Dalle tue parole traspare dolore, tanto dolore e non mi rallegro assolutamente di questo, credo però che a volte solo il dolore che sentiamo negli altri possa farci davvero capire l’importanza di fare o non fare certe scelte. Grazie.

  4. Caro Bama, a proposito di saggezza le inviamo questo scritto ideato dalla nostra carissima amica Sig.na Carolina Morello:

    PRO MEMORIA PER LA VITA

    1. Salutare ogni giorno con gioia, con un pensiero al Signore
    2.Programmare un piccolo atto di bontà verso il prossimo(può essere una gentilezza al compagno o una cortesia verso un anziano).
    3.Fare il proposito di mantenere la calma e la pazienza.
    4.Sforzarsi di ascoltare e favorire il dialogo.
    5. Accettare con umiltà l’opinione di altri.
    6.Tenere presente che tutti siamo utili e nessuno indispensabile.
    7.Nei rapporti famigliari vinca sempre l’amore.
    8.Ogni giorno cerchiamo di migliorare il carattere e il comportamento.
    9. La solidarietà sia il nostro impegno.
    Tenere presente la massima:
    “Nella vita si raccoglie ciò che si semina!”
    Non è mai troppo presto per cominciare!.

    Ognuno di noi può contribuire a migliorare il mondo attraverso la crescita personale con l’obiettivo di raggiungere un’umanità giusta , umana, onesta e sincera!

    Carolina Morello anni 90

    Un abbraccio da un gruppo di ospiti della casa di riposo
    Maria,Valeria, Mariola, Margherita,Olga, Carlo,Maria, Nicolina,Caterina, Gina, Irma, Cati, Giaele,Suor Anna, Angiolina, Lidia, Piero, Giuseppina, Giovanna, Celeste

  5. Caro Bama,

    Ho riletto molte volte questa pagina.
    Mi sono ricordata di quando, ancora bambina, mi inculcavano il terrore per il “buco”, per l’eroina. In effetti ne ero terrorizzata, io, che andavo a scuola proprio in una piazza frequentata da drogati.
    Ma non ci sono cascata, nonostante frequentazioni pericolose. Il tuo racconto mi ha fatta tornare indietro negli anni, a quei ragazzi che ora non ci sono più, che sono stati miei compagni, miei amici.
    Ho da poco finito di leggere un bellissimo libro di Robin Norwood, si intitola “Donne che amano troppo”.
    Parla della dipendenza, che per alcuni è la droga, per altri l’alcool, per altri il sentimento…
    Cambia la sostanza, ma per tutti si tratta di colmare un vuoto…che nessuno può riempire, nè un buco, nè una bottiglia, nè un uomo.
    Perchè siamo noi i primi a dover amare la nostra vita, a prenderci cura di noi stessi, a perdonarci, per tutto quello che abbiamo commesso.
    Il vuoto che che abbiamo dentro in realtà è un universo immenso oscurato semplicemente da falsi desideri, da illusioni, da sensi di colpa.
    I giorni sono tutti da “buco”…oppure no…
    Dipende da come li viviamo…

    Ti abbraccio e ti immagino di fronte a quello specchio di cui hai scritto con un sorriso, anche se lieve

    Carla

  6. Leggo d’un fiato
    col desiderio di tornare su tante parole
    e la fatica di farlo
    leggo i commenti e mi sale il bisogno di aggiungerci del mio
    ma poi i denti trattengono frasi che non conosco neppure io
    ripasso
    prima o poi
    in qualche modo, in qualche tempo

  7. Un’illusione vale un’altra,
    perlomeno per chi le prova
    come palliativo alla vita.
    Cambiano gli effetti
    la legalità delle conseguenze
    il senso ufficiale;
    e non è poco.
    Il protocollo della società
    non accetta deroghe,
    mentre l’essere del colpevole
    da solo s’accolla
    il delirio di sentirsi svanire.
    Di questo nessuno di cura,
    non chi è più avvezzo ad allungare l’indice
    che spalancare un abbraccio.

  8. Ciao Bama, le tue parole sono come sassi che penetrano nel cervello, nel cuore e nella pancia, sono sorgenti di un’anima che non soccombe, nonostante tutto. Grazie per questo tuo post, grazie per quello che ci stai insegnando … Un abbraccio

  9. caro bama
    ormai le mie verità le trovo sempre nei cari ospiti della trisoglio (che mi immagino come un errore ortografico- nella mia mente loro -voi!- sono sempre “quelli della trifoglio”. è una bella immagine), ed apporto le mie correzioni personali. e quindi quello che viene da dire a me è che come non è mai troppo presto per cominciare, Non è Mai Troppo Tardi per Ricominciare (che si può interpretare in positivo o in negativo, insomma, è una di quelle massime-trabocchetto utili perchè puoi farle valere in ogni circostanza). applicala, per esempio, all’ossimoro paradossale del buco che riempie. a prima vista suona da invito. ma quella R è maiuscola e fa la differenza. al di là di dejavu e giorni neri, “qual’è la prima cosa che faresti se uscissi domani”? mi sembra che tu abbia la risposta.
    ma forse sei stufo di tutto questo mio esser naif (estremo! hai ragione). di fronte al ghiaccio che il tuo scritto soffia addosso è la mia unica risorsa (di persona che i buchi se li porta dietro e non riesce a riempirli)
    ti abbraccio
    alI

  10. anche a me piacciono le persone, carla, e conoscerle, e sinora ne ho fatto la mia ragione d’essere e di fare (anche se detto così suona davvero da missionaria invasata). anche a me piace quello che scrivi non perchè devo ricambiare l’apprezzamento, ma perchè trovo che tu capisca e conforti.
    sembri una persona che ha imparato dopo tanto a prendersi cura di sè, e vorrei imparare – ci tenevo a dirtelo, ali

  11. Ciao ali, ti leggo oggi, in un momento di…riflessione! Imparo molto da questo blog, dopo tanto sto cominciando a prendermi cura di me, la paura mi fa fare un passo avanti e dieci indietro, perchè, quando sei abituata, da sempre, a capire e soddisfare i bisogni degli altri, pensare a sè suona: Sei cattiva!!!Cosa stai facendo!!!
    Ci riuscirò?
    Dipende solo da me…

    Ciao ali…mi ha fatto piacere leggerti

    Carla

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