Quattro visioni. Parte I: Flector et frangor

Si diceva: Mi piego ma non mi spezzo. Oggi invece va il contrario.
Flector, non frangor. Anche i proverbi si piegano alla spinta del tempo.
E flettere, adattarsi, non restare rigidi sono i codici di accesso giusti non per entrare nel meraviglioso mondo del futuro, ma per restare a galla nel presente. Tra mode travolgenti o passeggere, tendenze, gusti, vezzi correnti, suggestioni, sempre troppo avanti o appena indietro.
Cerchiamo domande, risposte, o almeno visioni.
Sono stato attratto dalla conoscenza e dalla sperimentazione, come un argonauta ho vagato di stella in stella, ho catturato informazioni…. La vita, che cosa meravigliosa. Per questo a me mancano la disciplina. L’ordinarietà delle persone comuni, a me manca.
Vorrei lasciarmi alle spalle le paure del passato, pensando che quei fantasmi siano di cartone, ma la mia inquietudine alla vita è forte e le cose non sono mai come vorremmo che fossero. Non rinnego nulla di me. Ciò che è fatto è stato.
In questo modo di esprimermi, di comunicare, troverete nei prossimi scritti molte contraddizioni e anche il finale sarà a pochi comprensibile, o quantomeno discutibile nella scelta che voglio fare, ma “la vita, questa cosa meravigliosa” è una contraddizione in essere, se si pensa che tutti nasciamo nudi e liberi.
Quello che mi interesserebbe scoprire forse non lo saprò mai, ma una cosa è certa. Ogni scelta comporta delle rinunce.

4 thoughts on “Quattro visioni. Parte I: Flector et frangor

  • Ti leggo in un momento di pausa in uno scenario di cartoni. Trasloco dell’ufficio, della ditta. Dopo aver traslocato troppe volte la mia vita negli ultimi anni. Ora mi tocca lo stesso rituale anche sul lavoro.
    Odio inscatolare quello che mi circonda e fa parte del quotidiano.
    Forse anche perchè significa fare il punto della situazione, scegliere cosa tenere e cosa buttare, cosa lasciarsi indietro…
    Curiosando tra gli uffici lasciati vuoti da altri vedo le loro scie, a volte si abbandonano cose che non si credeva nemmeno di avere.
    Non so cosa c’entri tutto ciò col tuo scritto, Bama.
    Forse nulla.

    Sul fascino della contraddizione ti lascio questa citazione che sento molto affine:
    “Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself. I am large. I contain multitudes.” (Walt Whitman)

    in attesa delle prossimi visioni…
    grazie per questa
    chiara

  • ….dopo una navigazione lunghissima sono approdato a questo sito….sono arrivato perchè ogni volta che ad un collega arriva una lettera dal carcere invidio la loro corrispondenza…alla mia curiosità mi viene opposto che la maggior parte dei mittenti non hanno nessuno…e mentre me lo dicono sorridono e ripongono la busta chiusa sulla pila della corrispondenza inevasa.
    Appartengo ad una categoria con cui avete avuto a che fare….
    mi fletto ma non mi spezzo
    essere fuori dallo schema, sentirsi un diverso a volte è veramente pesante, ma resisto…
    E quindi sono qui….ho letto il tuo pezzo, mi è piaciuto.
    Non so se cerco risposte. Non mi faccio domande.
    Non so cosa cerco. Non ho perso nulla.
    Non credo di essere ordinario.
    Ma non credo a chi si complica la vita solo perchè confonde la semplicità con la banalità…
    Le mode essere avanti o indietro quello che hai scritto è splendido.
    Come medea, sono salito sul carro del sole dopo aver punito chi amavo, uccidendo me stesso
    Aspetto di leggere ancora le tue

  • Non sappiamo mai quali strade dobbiamo percorrere nella nostra vita, nè perchè le nostre vite si incontrano, nè dove approderemo…
    Perchè il futuro, un album di pagine bianche, lo dipingiamo noi, giorno dopo giorno, scegliendo di augurare il buongiorno ad una persona piuttosto che ad un’altra, di abbracciarla, perdonando, anzichè portarle rancore, di affidare tutto all’amore, che considero l’energia, l’unica, capace di muovere il mondo.
    Le etichette non mi piacciono…
    Le persone si…
    Gli uomini non si riconoscono da un titolo di laurea, dalla bella grafia, da una cravatta…Neanche dai reati che commettono…

    Ma da quello che trasmettono e sanno dare agli altri

    Buona giornata
    Carla

  • ” L’ordinarietà delle persone comuni, a me manca. ”

    Bene! Non ti resta, allora, che cercare l’ordinarietà delle persone non comuni, visto che hai già constatato di aver risolto il 50% della tua ricerca.

    🙂

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