Quattro visioni. Parte II: Occhi marroni, occhi blu

“La vita questa cosa meravigliosa”. Eravamo rimasti qui.
Ognuno di noi è esploratore, è argonauta, ma quando è giusto dire basta? Ricordo la mia adolescenza, scoprire la mia virilità fu estremamente piacevole, come il mio primo rapporto. “La vita, questa cosa meravigliosa”. Questo periodo l’ho chiamato: l’età dell’ignoranza.
Ogni cosa cambia il tuo gusto, anche nel cibo, i tuoi sensi, gli odori, i colori, gli affetti (e qui le prime esperienze, gioie e dolori d’ogni adolescente). Ed io come tutti ho giocato con i sentimenti, ma è: “la vita questa cosa meravigliosa”. Come un puledrino appena nato ho corso veloce forse troppo veloce ed ho voluto sperimentare, i primi baci con quel gusto di tabacco sbagliato, il dolc veleno dell’hashish che tanto mi piaceva e molto di me ha reso dentro, col tempo, più amaro. L’ignoranza del periodo e gli impegni del liceo.
Ivana, mia musa, mia insonnia, mia ansia, mio amore, ogni volta ci si dava appuntamento in via San Quintino. Com’era dolce quel tuffo nei suoi occhi blu, un blu così intenso da affogarci dentro, il suo profumo così fresco lo sento ancora qualche volta.
Ero giovane e stupido, quella nebbia nel mio cervello, quella voglia di sperimentare è sempre stata un mio problema, mi hanno fatto abbandonare l’obbiettivo, non lo vedevo più e lei, quel giovane corpo perfetto, liscio e levigato come la Venere di Botticelli hanno fatto il resto. Ma l’estasi di un momento, oggi è la mia pazzia.
Si passeggiava in via Roma, sio era fatto sega a scuola quella mattina. Lei incontrò un’amica a me sconosciuta, niente di che, ma “la vita questa cosa meravigliosa” c’incontrammo sempre più spesso, ero giovane e stupido e mi buttai in gioco pericoloso. Sperimentare è azzardare e l’azzardo prima o poi ti manda il conto. Lei scoprì la tresca e io ogggi mi domando quale fosse la Venere giusta. GLi occhi blu o quelli marroni, questa domanda rimarrà senza risposta in eterno. La cosa sicura è che io per quegli occhi blu avevo perso la testa ma che per stupidità e orgoglio maschile non sono tornato a prendermi ciò che già avewvo trovato, è per quegli occhi marroni caddi su una nuova stella che correva più veloce di quel puledro. E’ stata una meteora, la meteora dell’eroina che cadendomi addosso ha prodotto e continua a provocare danno come la più potente delle bombe atomiche. “La vita, questa cosa meravigliosa”.

Il nome della ragazza è di fantasia, nel rispetto della privacy.

5 thoughts on “Quattro visioni. Parte II: Occhi marroni, occhi blu”

  1. C’é chi affoga in occhi blu, chi in un bicchiere (non sempre d’acqua) e chi in un cucchiaino…
    il naufragare é dolce ma l’affogare meno
    la tua visione me ne ha richiamata alla mente anche una mia
    occhi blu di meteora
    in cui era piacevole immergersi
    ho scoperto fondali nascosti
    con perle e pesci colorati
    ma tanti cocci taglienti sul fondo
    ho scoperto che occhi marroni di cui potere essere gelosa
    non sempre sono occhi di donna
    ho scoperto che la vita é una cosa meravigliosa
    quando la ritrovi
    ho scoperto che la vita é l’unica cosa che abbiamo
    indipendentemente se la nostra é meravigliosa o una schifezza
    quindi tanto vale cercare di farcela calzare
    [pensieri sconnessi, non sempre chiari, o forse sì]
    ‘notte

  2. La vita è meravigliosa… Anche se la gioia delle esperienze non dipende dalle cose in sè, ma da come le viviamo.
    La vita è meravigliosa… Lo leggo nelle parole degli ospiti della casa di riposo Trisoglio, che camminano lungo un viale al tramonto con passi radiosi.
    La vita è meravigliosa…Anche quando le sbarre della gabbia le erigiamo noi…Che viviamo non “liberi”nonostante il nostro corpo non sia confinato tra quattro pareti.
    La vita è meravigliosa…Quando la ritrovi, come scrive Chiara…Anche se la paura ti fa rimanere sulla soglia, indecisa se oltrepassarla o se voltarti indietro.
    Perchè la libertà è coraggio…

    Carla

  3. Quello che scrivi è davvero toccante. Hai un dono, il dono di catturare l’attenzione di un lettore, perchè scrivi benissimo, le tue parole sono fluenti, scorrono veloci, sono profonde. te lo dico col cuore davvero. Sarà per me un piacere da oggi, leggere di te, e di tutto ciò che ti sta intorno.

    Ciao Luciana

  4. la vita, questa meravigliosa.
    in riferimento a discorsi lasciati in sospeso:
    nessun atto d’accusa, caro amico. tutti ci difendiamo con maschere. mi includo a pieno titolo tra quelli che non dormono la notte, e spesso non sono svegli di giorno, tra quelli che si perdono appena si trovano, che hanno paura e che si chiedono “quando mi sveglierò dall’essere sveglio?”. oltre alla tua, c’è un’altra interpretazione alla domanda, consiste nella speranza che l’orrore che si vive a tratti nella realtà sia solo un sogno, il sogno, da cui un giorno ci si possa svegliare, per scoprire stupiti che è passato ed è così impalpabile che la sua esistenza effettiva è indecifrabile, ormai, anche se ha lasciato il segno. forse il vero assurdo è pensare che possiamo capire la totalità di ciò che ci costituisce ed intuirla come qualcosa di coerente – la dialettica può solo ordinare gli armadi nei momenti di calma.
    “in una crisi, quando la realtà precipita e si mostra con tutta la sua forza, la nostra unica maniera di affrontarla consiste nel rinunciare alla dialettica, ed è il momento in cui tiri un pugno a un tipo, salti dal parapetto, ingoi un tubo di gardenale, sciogli la catena al cane.. la ragione ci serve solo per dissezionare la realtà con calma, o analizzare tempeste future, mai per risolvere una crisi istantanea. però queste crisi sono come manifestazioni metafisiche… queste crisi che la maggioranza della gente considera come scandalose, come assurde, personalmente ho l’impressione che servano a mostrare il vero assurdo, cioè quello di un mondo ordinato e calmo. i miracoli non mi sono mai sembrati assurdi; l’assurdo è quello che li precede e li segue”. (julio cortazar, grande surrealista). ciao bama, ali

  5. Si, Bama. La vita è meravigliosa. C’è ne accorgiamo, però, mano a mano riusciamo a vederla, distanziandoci dal nostro particolare.

    Esemplifico, citando un tuo esempio di bellezza: la Venere del Borricelli. Solo guardandola da una certa distanza, ( e, quindi, vedendo l’insieme ) ti rendi pienamente conto del Tutto che dice l’immagine. Così, è per l’immagine della vita.

    Per l’immagine della tua vita, invece, si può dire che sei il pittore che ha dato qualche penellata di troppo, e/o che ha messo un marron al posto del ble. Va bè! Alzi la mano chi non ha mai fatto casino coi colori o col pennello!

    Ed in ogni caso, non mi pare che il tuo “quadro” sia ultimato, quindi, perché dirlo, già da adesso, non riuscito?

    Affermarlo già da adesso, è anche un po’, il negare che la vita sia meravigliosa. Ciao.

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