Il mio stato

Leggo nei quotidiani di questi giorni, con una certa insistenza, la volontà della Russia e soprattutto del suo leader Putin di una reale intenzione ad un riarmo ed una rincorsa per mettersi al pari con gli altri Paesi dell’occidente, prima tra tutti la Nato. Sì, la Nato di cui noi (Italia) facciamo orgogliosamente parte. L’Occidente che professa a gran voce Pace, Democrazia, Libertà, quell’Occidente che in nome di questi slogan continua a spendere non so quanti soldi, non ne ho proprio idea, per ricerche su armi sempre più sofisticate e su gas o batteri capaci ormai di colpire solo i comunisti, o i single, o solo i divorziati o gli ex preti, dipende… quell’Occidente che va in Iraq a destabilizzare il suo dittatore o a Kabul a portare la democrazia, non capisco, gli Afgani devono per forza essere democratici? Non possono scegliere cosa essere?
Ah… ho capito, la democrazia attuale è come il cristianesimo nel medioevo; se non eri cristiano la chiesa ti insegnava ad esserlo con un bel falò…!!! Poi uno si sentiva proprio come ardere e si convertiva!
Che stupido a non esserci arrivato prima.
Ma torniamo a noi, destabilizzare un dittatore è proprio un atto di libertà, perché si libera un intero popolo da una dittatura e da una privazione di democrazia e libertà, se poi questo dittatore non ci vende più il suo petrolio, neanche l’Onu lo può più salvare. Putin sembra abbia ben chiara la piega da far prendere alla Russia e anche se il 2 marzo ci saranno le presidenziali e cambierà il vertice, il suo erede, che tra l’altro è il candidato delfino Medvedev, continuerà la linea già intrapresa da Putin che lamenta una “reale” paura di un eventuale attacco esterno. Con l’indipendenza del Kossovo e i
progetti di difesa antimissilistica in Polonia la Russia è costretta a prendere adeguate misure di sicurezza. Io… speriamo che me la cavo.

Francesco

3 thoughts on “Il mio stato”

  1. Buongiorno Francesco. Mi è piaciuto il finale del tuo post: io speriamo che me la cavo. Mi è venuto in mente quante volte anch’io l’ho pensato negli ultimi anni. Non so se hai letto il libro o se hai visto all’epoca il film, bellissimo. Mi è piaciuto anche il finale di un tuo post precedente: la quotidianità è la vera libertà. Verità profonda che di solito impariamo quando ci viene a mancare il nostro quotidiano. Hai un modo di scrivere discorsivo, affronti gli argomenti come se tu fossi al bar con gli amici e questo rende simpatica questa specie di conversazione. Condivido in gran parte le tue riflessioni; non ho mai capito come mai ci si voglia sempre fare del male, si vogliano creare sempre più problemi di quelli che inevitabilmente ci sono. Viviamo in un mondo violento in cui sembra importante avere la supremazia e il controllo di tutto. Hai fatto un bel paragone: i tempi di oggi con il medioevo. E’ una riflessione che ho fatto spesso. Oggi abbiamo la possibilità del confronto, internet ha eliminato barriere che sembravano insormontabili; eppure ci arrocchiamo sempre più sulle nostre posizioni e ci rinchiudiamo dentro ai nostri pregiudizi. Ma quanta paura abbiamo dentro di noi? Perchè secondo me si tratta solo di paura: paura del nuovo, del diverso, di quel qualcosa che ci scombina le idee. Viviamo spesso di preconcetti che mascheriamo da ideali; ho notato che diamo valore a cose a gesti a parole togliendoli dal contesto generale e facendoli diventare assoluti. Non so tu, io in questo mondo a volte mi ci sento un po’ stretta. Sono curiosa per natura e mi piace la gente; sono anche un po’ cogliona (scusa il termine) e mi fido delle persone. Finora ho preso talmente tante pedate a causa di sbagli in buona parte stupidi che mi sento come un pallone da calcio alla finale della coppa uefa. Eppure ancora cerco il confronto convinta che i miei numero tre principi secondo cui cerco di vivere (solidarietà comprensione amore) siano importanti. Ma sarò scema?

  2. E’ piaciuto molto anche a me questo post, Francesco.
    Forse perchè dici cose affilate, ma con un modo ironico che apprezzo sempre. Mi sembra una piccola oasi in questo deserto di idee e di parole per esprimerle che sta invadendo giornali e tv più del solito, in vista delle elezioni a casa nostra. Ieri ho sentito per la prima volta in bocca ad un forse prossimo primo ministro l’espressione “produrre decisioni”. Mah…
    Speriamo proprio di cavarcela

  3. Caro Francesco,
    le inviamo cinque versi della lirica “Anch’io” di Giorgio Caproni, il poeta livornese-romano morto nel 1989: “Ho provato anch’io. / E’ stata una guerra / d’unghie. Ma ora so. / Nessuno/ potrà mai perforare / il muro della terra”. E’ possibile passare oltre “il muro della terra” e scoprire il mistero, il senso della vita, l’oltremorte?.
    Vi chiediamo e ci chiediamo: Caproni è convinto che “nessuno potrà mai perforare” quel muro. E’ proprio così? Restiamo e resteremo sempre nel dubbio e nel sospetto.

    Un caro saluto dagli ospiti della casa di Riposo F. Trisoglio : Carolina, Anna, Gina, Giuseppina, Margherita, Suor Anna, Giuseppina, Teresa, Angiolina, Irma, Giulia, Ulisse, Piero, Rosa, Francesca, Maria, Assunta,Lidia, Giovanna , Riccardo, Margherita, Valeria, Olga, Giaele, Celeste, Nicolina.

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