“Lettera a un bambino mai nato”

In effetti questo è il titolo di un libro della ormai scomparsa Oriana Fallaci, libro molto bello come tutti i libri scritti dalla Fallaci, tra l’altro. Ho voluto copiare questo titolo perché è proprio di bambini mai nati che voglio parlare, iniziando dall’iniziativa politica di Giuliano Ferrara e dal nuovo partito da lui fondato e presente nelle liste delle prossime elezioni: “Pro life”. Ora, io ho paura, anzi, terrore dei giudizi, perché qualunque cosa si dica fa arrabbiare uno schieramente tra donne, chiesa, vescovi, laici e uomini… Si perché anche noi uomini siamo schierati convintamente su questo grande problema: aborto si, aborto no. Io non ricordo bene che cosa successe negli anni ’80 quando ci fu il referendum sull’aborto, so però che in quegli anni la politica in Italia era calda, molto calda. Tutti ricordiamo gli eventi tristi di quegli anni. Devo però dire, senza paura di fare arrabbiare chicchessia, che una volta tanto votare per dei valori piuttosto che per dei contenitori potrebbe essere soddisfacente!
Ma il problema è molto più vasto. Mi chiedevo perché Berlusconi e Fini con tanta, e sottolineo tanta, insistenza, consigliano a Ferrara di ritirarsi dalle liste elettorali? Scrupolo di coscienza, cioé non mischiare politica e valori cristiani, o temono di perdere elettori del centro destra laici? Non lo sapremo mai. E’ vero che l’aborto oggi non è più un problema per le donne (solo per le italiane), però le straniere continuano ad abortire con uncinetti e ferri da lana, e morire. Si stima che oggi muoiano dieci donne all’anno per aborti clandestini, le più a rischio sono le cinesi, che poco più che bambine devono abortire per essere sfruttate, e le donne dell’est Europa hanno la stessa sorte. Mentre ci sono 13.000 interruzioni volontarie di gravidanza nelle strutture sanitarie ogni anno (ora capisco perché siamo a crescita zero). A iniziare dai contraccettivi, ormai evitare una gravidanza oggi non è più un problema, arrivando fino all’ormai famosissima RU486 che sembra la marca di una potente auto sportiva, più che di una pillola di un giorno dopo, che ora i dottori decantano come una grande vittoria… Ma di che? Ci sono molte donne che possono avere figli, ma preferiscono adottarli, anzi, tra i Vip è quasi una moda, molto utile e saggia, se non altro.
Io, in ogni caso, sono per la vita, ma totalmente contrario alla lista e a G. Ferrara, ecco, l’ho detto.
Qui con me in sezione Prometeo, c’è un ragazzo che non ha mai conosciuto i suoi genitori. Un giorno in cortile, parlando, mi disse: “Io sono grato e amo mia madre”. Allora io gli dico: “Ma se sei stato abbandonato in fasce e neanche sai chi è, come puoi dire che le sei grato e che l’ami?”
La risposta?
“Pensa se mia madre, invece di abbandonarmi, avesse abortito.”

10 thoughts on ““Lettera a un bambino mai nato”

  • il mio non vuole essere un giudizio. lo premetto perchè a volte rischio di essere fraintesa e presa per la solita polemica.. e dal momento che le parole hanno un peso e che quelle scritte questo peso ce l’hanno ancora più marcato, mi limito a porti e porci delle domande.
    meglio che un bambino nasca e viva in una famiglia felice o meglio che nasca e viva chissà dove e chissà con chi, portandosi dietro un bagaglio di problemi inimmaginabili?
    non tutti i bambini adottati stanno male e per fortuna ci sono tantissimi controlli sulle famiglie adottive, ma perchè non dare la possibilità ad un uomo e a una donna di scegliere se assumersi o meno una responsabilità enorme crescendo e allevando un figlio?
    e poi mi chiedo ancora, un bambino – che sa nel suo intimo e profondo di non essere stato voluto dalla madre naturale – non sta malissimo?
    inutile dire che pillole o non pillole, divieti o non divieti, ci saranno sempre tantissime donne che per fame, disperazione, cattiveria o chissà cosa continueranno ad abortire, volontariamente o costrette a farlo.. sottoponendosi a dei rischi elevatissimi qualora questo non avvenga in ospedale, ma in stanzette di mammane e infermiere clandestine. questo per quelli che non si possono permettere le supercliniche in giro per il mondo.. perchè non è del diritto dei ricchi che si sta parlando. o sbaglio?

  • caro francesco
    seguo molto la politica e l’attualità, è un imperativo, per rimanere svegli, e ti sto tenendo da parte un po’ di articoli che in qualche modo proverò a darti, perchè, nonostante i tempi difficilissimi da trovare ed equilibrare (se poi una non è ancora entrata del tutto nel secolo XXI, tra computer etc, si fa ancora più dura) lo scambio è fondamentale. al bar dentroefuori, davanti ad un immaginario caffè corretto sambuca, oggi provo a mandarti questo articolo…
    (anch’io sono per la vita, ma non ad oltranza, e, se non suonasse troppo veltroniano, direi: “sì, la vita, MA ANCHE”… )

    E c’è chi fa la festa alla donna
    Norma Rangeri

    Per favorire un baby-boom in Turkmenistan, il presidente della repubblica offre incentivi economici a tutte le donne che faranno almeno otto figli. Nonostante il Turkmenistan sia tra i paesi con un elevato tasso di disoccupazione, il capo di questo stato, Kurbanguly Berdymukhamedov, pensa di favorirne lo sviluppo incrementando il tasso di natalità. Offre 250 dollari, una tantum (più o meno uno stipendio di chi lavora in città), e soprattutto servizi primari gratis (luce, acqua, gas, trasporti). Anche cure odontoiatriche gratuite, particolarmente preziose per madri che, dopo nove o dieci figli, dei propri denti probabilmente avranno solo un pallido ricordo. E intanto, come segno di benevolenza, il governo ha già approvato uno stanziamento di dieci dollari per ogni donna. Naturalmente per festeggiare con generosità l’8 marzo turkmeno, paese con una capitale intolata all’amore (Ashgabat significa città dell’amore). La notizia (fonte Bbc) sembra inverosimile. Ma sarebbe inutile alzare il sopracciglio per tanta misogina arretratezza (già nostra nel Ventennio), quando proprio l’8 marzo italiano fa arrossire lo specchio delle statistiche per il ruolo di fanalino di coda del nostro Belpaese in tutte le classifiche sull’emancipazione femminile. Se otto figli vi sembrano troppi, e anche tre potrebbero bastare (dalle nostre parti), il principio della donna prolifica è comune denominatore, ben visto a destra (contro l’invasione degli infedeli) e a sinistra (perché un paese senza figli è una società senza futuro). Del resto la recente campagna politica contro la legge sull’aborto, mimetizzata con l’aureola della libertà di scelta sulla maternità, insiste sullo stesso perimetro femminile, concentra l’attenzione sulla funzione riproduttiva. Con l’aggravante che mentre nel resto d’Europa, la maternità torna a essere una scelta perché sostenuta da interventi sociali importanti, da noi è stata e continua a essere solo un dovere”

  • Ho avuto due madri e tre padri. Avrei potuto essere un qualcosa lasciato in un campo. Sono contro l’aborto ma ho votato a favore.
    La Donna ha imparato a capire cosa significa essere Uomo, ma non credo vi sia Uomo che sappia cosa significa essere Donna. L’ultima parola sulla questione in oggetto, quindi, la lascerei alla Donna.

  • Bellissimo il pensiero e l’atteggiamento del tuo compagno.

    Anche io sono per la vita e sono contro Ferrara (contro lui come persona e contro la sua pomposa battaglia).
    Credo molto nella necessità di dare grandi possibilità: la possibilità di abortire, ma anche la possibilità di essere aiutata, tutelata e seguita, in modo da poter contemplare anche la scelta contraria…
    In teoria la 194 lo fa, ma in pratica non viene applicata (mancanza di soldi? capacità? volontà?).
    Credo che il problema dell’aborto non sia un problema da talk-show, ma molto molto serio per tutti i risolviti psicologici e etici che si porta dietro, ma che nessuno dei nostri politici voglia affrontarlo e che ben pochi siano veramente in grado di capirlo…

  • Caro Francesco, cari tutti, come faccio a non essere d’accordo? Ma guarda che la maggior parte delle donne che abortiscono la pensano come te, come noi. I consultori, la legge (ricordo bene quegli anni) la maggior parte di noi l’ha votata, ma non l’avrebbe mai usata. Io ho rischiato di brutto per avere mio figlio e quando è nato era così piccolo… un kilo. E poi non è stato certo facile, un’avventura che dura ancora, dopo 26 anni. Ma i consultori hanno fatto calare tantissimo gli aborti, hanno dato salute alle donne, cultura della salute… a tutto tondo, prevenzione dei tumori, scelta di gravidanza consapevole. Un bimbo non è “altro” dal corpo di noi donne, è il nostro cuore, e molte di noi non ce la fanno, come Oriana Fallaci e poi ne soffrono tuttala vita. Abbiamo già la nostra fatica di vivere come esseri umani, perché “imporci” con leggi la vità.
    E’ sempre una sfida accettare l’essere umano, la differenza, le contraddizioni… è la vita, qualche volta non ce la facciamo, abortiamo per troppa fatica di vivere, paura… perché anche la vita a volte diventa un problema e quando un essere umano diventa un problema per un altro le soluzioni possono diventare crudeli, anche sbagliate… ma come pensare di giudicare una donna che scappa, o che si allontana… oggi… per poi rifletterci tutta la vita.
    Queste cose non si risolvono con le leggi, una legge tutt’al più può aiutare una donna a non morire di aborto, con la legge, dove funzionano i consultori, gli aborti sono calati ed i bimbi sono seguiti.
    La scommessa “di vita” è non lasciare sole le donne, non strappare loro i figli (molti sono strappati alle madri, non sono abbandonati) perché devono andare a lavorare e non c’è nessuno che le aiuti, o ci sono difficoltà quotidiane che potrebbero essere risolte solo con i vicini di casa amorevoli, la vicinanza, amministrazioni “vicine” anziché giudicanti, leguleie, assistenti sociali che confondono il loro lavoro con i moduli da compilare e politici… che non capiscono niente.
    Sono importanti le battaglie per la vita, anche quelle contro l’eutanasia, i farmaci ai bimbi… che ingrassano le case farmaceutiche… tutte le battaglie “con” e “per” le persone… ma che non le lasciano sole, in mano “alle autorità”, ai farmaci, ai solo giudici… senza un mondo attorno. Ciao Francesco, non è una musica dissonante la mia, è solo una strofa in più, come nei canti popolari paesani, come nel rap… Leda

  • Ciao
    Vorrei dire solo una cosa e una esperienza terribile, io mi sento morire, perche a volte non te ne rendi conto de quello che fai, e un dolore que ti fa morire dentro, non fatelo maii

  • Caro Francesco , chi non ha sicurezze ma intuizioni da sviluppare e da mettere a confronto è sulla strada della verità . Siamo tutti stanchi della polemica dei politici , ma anch’ essa serve a sucitare problemi . Ci saranno le soluzioni ? Discutere , progettare e guardare al futuro , ma alla fine si arriva . Complimenti per la spontaneità . Scusa per il poco tempo .

  • Nel De Rerum Natura Lucrezio pensava che non bisogna sciupare tutto intero ciò che c’ è nel vaso . (Njanmischinov).
    Ci sono tante cose buone qui dentro .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *