Lettera al giudice

Signor giudice,

mi rendo conto dei reati che ho commesso, le conseguenze e i problemi che ho causato a tutta la società e alla mia famiglia, specialmente alla piccola Deborah, che a causa mia non ha potuto crescere con i suoi fratellini e sorelline. So anche che la piccola ha un solo diritto, quello di fare una vita di piena serenità e di scoprire il mondo, e che a causa mia non le è stato possibile. Questo non riuscirò mai a perdonarmelo. Io vorrei dire che ho riflettuto moltissimo in queto tempo e a distanza di un anno, io vi posso dire sinceramente e decisamente che sono cambiata in meglio e che mi dispiace tantissimo. Sono veramente pentita e chiedo scusa. Con queste parole non voglio indimidirvi, signor giudice, ma vorrei solo dire il peso che ho nel cuore. Infine voglio dire che se anche voi voleste darmi il differimento o la libertà, io la rifiuterei, perché non voglio la libertà, ma solo stare vicino ai miei figli per recuperare quello che ho perso. Mi riferisco all’affetto e alla educazione che avrei dovuto dare ai miei figli. Accetterei anche di essere controllata ventiquattro ore su ventiquattro, così potrei darvi modo di fidarvi un po’ di me, facendovi conoscere il mio lato positivo.

7 thoughts on “Lettera al giudice

  • Ciao Jagoda, hai dei figli è questo è una gioia, una grande gioia..Anche io ho fatto molti errori, molti ancora li pago..Ma ogni gioro lotto e ricomincio e cerco intorno a me persone che so che possono aiutarmi ad essere migliore e non le persone con cui avevo rapporti complici e distruttivi..Bacio

  • Prima di tutto mi complimento con la Redazione per aver aperto questa sezione del blog al femminile.. a Jagoda vorrei dire che tutti nella vita abbiamo commesso errori più o meno gravi ma credo che ci debba essere data sempre un’altra possibilità.Spero che tu ti possa ricongiungere al più presto con i tuoi figli e recuperare tutto il tempo perso..donando loro tutto l’amore che hai nel cuore. Un abbraccio Stella.

  • Cara Jagoda,
    siamo gli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio di Trofarello,
    siamo circa un’ottantina di persone con varie origini e culture.
    leggendo il suo scritto ci è venuta in mente una poesia di Nino Costa(Poeta Piemontese) che le inviamo:

    PREGHIERA

    Signore che siete nel cielo e tutto vedete
    il bene e il male, le azioni buone e i peccati;
    che avete compassione degli sfortunati
    e a chi vi prega di cuore gli date aiuto
    Signore che fate il sole e la rugiada,
    che mandate le ore belle e i momenti brutti,
    questa sera, con la voce piena di singhiozzo,
    io vi prego di tornare una bambina.
    Non per me, che ormai sono rassegnata
    e che non spero più niente dall’avvenire…
    vi chiedo solo una grazia per la mia bambina:
    fatela crescere robusta e sveglia
    e datele un’anima bella, e che nella vita
    sia un pò meno sfortunata di me.

    Ci auguriamo di continuare il nostro dialogo telematico e nel frattempo le inviamo i nostri più cari saluti.

    Gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio
    Gina, Francesca,Giuseppina,Elvira, Erminia,Rosetta, Carletto,Piero,Verina,Margherita,Caterina,Ulisse,Ellia, Teresa,Nicolina,Angiolina,
    Margherita,Giaele,Irma, Suor Anna,Lidia, Olga,Cati,Rosa,Margherita, Giuseppina,Carolina, Rita,Giulia, Nicolina,Teresa,Celeste,Maggiorina, Maria,Rosaria.

  • cmiaiao jagoda…..ho 2 bambine e anke io sono stata li………. ricordati kese vogliamo la vita ce la dà un altra possibilita io ho ripreso la mia vita in mano, le mie figlie sotto braccio enn mi ferma piu nessuno……so cosa stai soffrendo x l horo ti eni duro un bacioerika

  • ciao
    Jacoda
    mi sento di dirti che la cosa più importante l’hai già fatta, quella di riflettere su te stessa e di aver capito che hai sbagliato e hai chiesto scusa
    ciao
    antonio

  • La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti. Il linguaggio testuale è accessibile a tutti, dovuto ad un rigoroso utilizzo di vocaboli non complessi.
    http://static.lulu.com/product/copertina-rigida/la-femmina-in-trappola/14852388/thumbnail/320

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