Sono coraggioso, ho molta paura

Quanto posso essere coraggioso nel riempire questo foglio bianco che mi fissa immobile e mandarvelo per il blog? Alla fine cosa rischio? Nel sicuro della mia cella, con una porta blindata di oltre duecento chilogrammi ed un cancello in ferro pieno, con mandate ad entrambi i lati sopra e sotto.
Perchè vengo anche elogiato da persone che dopo aver letto ciò che io penso e scrivo hanno un’opinione favorevole di me? Sono io che devo elogiare queste magnifiche persone, che pur sapendo dove mi trovo non ci pensano un attimo e mi trattano come un cittadino qualunque.
Oggi non lo sono.
Vivere senza la propria libertà, e qui mi rivolgo a Laura, è a volte umiliante e sempre disarmante anche se noi siamo sotto una campana di vetro. E’ molto più duro vivere la normalità, affrontare i problemi di tutti i giorni, con coraggio e determinazione senza venire meno ai propri doveri.
Sono le persone che sgobbano e che non evitano gli ostacoli ma li superano quelli che hanno veramente le palle.
E’ vero, sono molteplici e intricati i motivi che spingono un uomo a commettere reati. L’avidità di denaro, sentirsi più furbi degli altri. E poi ci sono i poveri disgraziati che lo fanno per necessità. Ma, lo sottolineo, io non giustifico nessuno. Perché qua prendo coscienza di ciò che oggi sono, e con le uniche armi di cui dispongo, cioé criterio e pazienza, vivo le mie giornate.
Dopo quasi un anno di attesa, ho cominciato a lavorare. Frequento dei corsi interni, di inglese e di informatica. Sono volontario attore per una rappresentazione teatrale che si svolgerà ad aprile e a cui verranno a vederci 2000 persone.
Tutto questo mi fa sentire più utile, vivo e, perché no, forte. Affronto con equilibrio la mia quotidianità, aggrappandomi alla realtà vera e non a quella distorta che invece il carcere ci fa vivere. Riesco anche a trasmettere qualcosa, ed è estremamente importante per me, oltre che bello ed esaltante.
Sto pagando con serenità ciò che ho commesso, e questo ha un valore che non riesco a scrivereo a spiegare.
Avevo deciso che non l’avrei mai scritto, ma solo gli stolti non tornano indietro nelle proprie decisioni. Voglio dire che io ho commesso un reato amministrativo, per i più profani non ho né rubato, né estorto, né rapinato. Ora medito, mi capita spesso e quando lo faccio non sono più me stesso, ma una piccola particella dell’anima del mondo. E poi c’è la mia vita e la vita di tante altre persone di cui io sono parte integrante, che mi amano e che io amo a mia volta, e non esiste nulla che possa non farmela rivivere giorno per giorno, e che non mi permetta di urlare che vale sempre la pena, e in ogni caso, viverla.
Buona pasqua a tutti. Francesco

10 thoughts on “Sono coraggioso, ho molta paura

  • Caro Francesco,

    Una volta hai parlato di incontri…

    Ti stupisci che apprezziamo ciò che scrivi…

    Ma non c’è niente di strano…

    Parli di te, della tua vita…

    E ci sono persone che amano le storie…

    Buona Pasqua

    Carla

  • Buona Pasqua anche a te Francesco. Mi ha sorpresa che tu abbia avuto il coraggio di dirci per quale motivo sei dentro e mi sorprende anche, soprattutto, che tu consideri noi che ti scriviamo delle magnifiche persone. Penso, e spero di dirlo a nome di tutti noi che scriviamo qua dentro, che siamo solo persone normali perche’, a costo di apparire retorica, sbagliare e’ umano e la comprensione per noi umani dovrebbe essere un dovere di vita. Noi tutti sbagliamo; senz’altro noi fuori non abbiamo fatto sbagli contro la legge come voi dentro, ma abbiamo il nostro bel bagaglio di errori e nel nostro cuore lo sentiamo tutto. Vivendo del mio lavoro da una vita mi sento gratificata non poco dalle parole che hai scritto. Vorrei davvero, ma penso sia impossibile, che dai nostri scritti tu riuscissi a capire quanto sia vicina la normalita’ del fuori alla realta’ distorta del carcere. In fondo tutti noi la mattina beviamo un caffe’ e ci fumiamo una sigaretta. Mi rendo conto di essere di una banalita’ impressionante. Ti rinnovo gli auguri.

  • ciao caro Francesco, sono Daniele il romano che era alla 22 ti ricordi?
    spero di si, sono uscito 20 giorni fa dopo una tirata di cinque lunghi anni, volevano annientarmi,distruggermi,ma come vedi non ci sono riusciti, il SUTRA DEL LOTO HA VINTO ANCORA!
    Ora sono qui più forte di prima e anche più preparato psicologicamente niente e nessuno può scalfirmi con la pratica si arriva lontano e tu lo sai bene,stai praticando? se si continua così amico mio,sei un puro come tuo fratello e sei un vicitore.
    a presto, un forte abbraccio e NAM MIOHO RENGE KIO per sempre!

  • Leggo ciò che scrivi perchè le parole ora per me hanno un significato diverso da quello che avevano tempo fa…ora le parole delle mie lettere sono tutto quello che ho per stare vicino alla parte di me che si trova nella tua stessa condizione. Ogni reato (o quasi) è probabilmente evitabile, ma chi siamo noi per giudicare? Chi siamo noi per punire gli uomini nostri simili facendoli abbassare a vivere in situazioni disumane, animalesche? Non è da molto che ho rapporti con il mondo carcerario, ma il poco che ho visto mi ha fatto riflettere. La situazione è terribile non solo per i detenuti stessi, ma anche per coloro che decidono di intraprendere il difficile percorso di stare vicino a un uomo o donna che nella vita ha “sbagliato” e ora si trova a pagare probabilmente più di quanto meritasse. Continue umiliazioni, giudizi dati senza pensare, sacrifici sono ormai parte integrante della mia vita…Tutto ciò non mi spaventa pur essendo io giovanissima perchè sono certa che in ogni cosa ci sia un pò di positività, io ho trovato la mia forza nella persona che da una cella ogni giorno mi spinge ad andare avanti, a lottare contro tutti coloro che vorrebbero convincermi a mollare. Io vado avanti sperando in un futuro migliore, cercando di far vedere attraverso i miei occhi il mondo e quanto sia splendida la vita a una persona che lo può ammirare solo da dietro fitte sbarre…perchè la libertà sta nella mente, nel cuore e nell’anima. TUTTO PASSA…

  • Beh che scrivere? è il mio primo commento in questo sito e non so ancora come muovermi.
    Intanto ti posso dire che noi fuori non siamo poi così coraggiosi e retti, purtroppo si possono fare sbagli enormi anche senza cadere nel reato puro e semplice… spesso si viene meno ai propri doveri, di cittadini e di uomini. Tu scrivi “non giustifico nessuno”, io ultimamente penso “non giudico nessuno” perchè non spetta a me. A me spetta imparare dai miei errori e magari anche da quelli altrui, ma non giudicare, odiare, disprezzare e condannare. Ti ammiro per come riesci a tirar fuori il tuo errore. Grazie.
    “e con le uniche armi di cui dispongo, cioé criterio e pazienza, vivo le mie giornate” spero che ci sia anche la speranza, anche se immagino che lì dentro sia dura.
    Dalle tue parole sembra che tu senta di ricevere una stima immeritata… non ti conosco ma credo che sia meritata e che sei tu stesso che puoi renderla ancora più meritata… parlandoci, raccontandoci quello che sai e quello che hai imparato, condividendo…
    penso che abbiamo tutti bisogno di un po’ più di condivisione….
    grazie alllora
    grazie a te e grazie al destino che mi ha fatto trovare come primo post il tuo.
    un abbraccio

  • Caro Francesco,
    Angiolina pensa che il carcere non è tanto un disonore se una persona sconta la sua pena con tranquillità, si comporta bene, e poi ritorna a casa. Certo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e il mare è grande e pieno di acqua…
    Il mondo è pieno di truffe, per le strade e per le vie ti puoi imbattere in una banda di giovani che ti possono fare qualcosa di brutto e quindi non si può mai stare tranquilli; non tutti i giovani sono disonesti, alcuni sono bravi ma si fanno trascinare dal gruppo e poi finiscono nei guai.
    Teresa invece sostiene che lei forse abbia ragione a dire che è molto più duro vivere la normalità perchè fuori dal carcere c’è tanta cattiveria e non si può più andare avanti così.
    Carlo ricorda che lui ha vissuto un periodo di prigionia nei campi di concentramento perchè i tedeschi, durante la guerra, lo aveano internato. Gli davano da mangiare pane e acqua e doveva lavorare tutto il giorno senza fermarsi mai. Il solo ricordo di quei momenti gli fa venire fisicamente il vomito…tutto questo senza aver commesso alcun reato.

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio Fiorentina, Antonia,Rosaria
    Gina, Francesca,Giuseppina, Rosa, Carlo, Piero,Valeria, Margherita, Caterina,Ulisse,Teresa, Nicolina, Angiolina,Margherita, Giaele, Irma, Suor Anna, Lidia,Olga, Margherita, Giuseppina,Carolina,Rita, Giulia,Nicolina,Teresa, Celeste,Maria

  • Francesco,
    ho scoperto oggi questo sito per caso. Ho un blog mio ..(copio e incollo una cosa che ho pubblicato )spero ti tenga compagnia!!

    Sono una che scappa. Ho bisogno spesso di fuggire, di lasciarmi alle spalle per qualche giorno cose e persone. Questo si traduce nel comprare biglietti: di aereo, di treno, non ha importanza. L’importante è staccarmi da una situazione in cui annaspo e ritrovarmi tra visi che non conosco, meglio se non parlano la mia lingua, e luoghi non abituali.

    Adoro gli aeroporti. Adoro l’energia che emanano, il movimento, le espressioni delle persone, gli esempi di varia umanità, le situazioni che prendono vita di fronte ai miei occhi. Adoro la luce fredda ad ogni ora e le grandi vetrate da cui lo sguardo spazia. Adoro il senso di precarietà, tutti sono di passaggio in un aeroporto, nessuno è lì per fermarsi. Forse riconosco la mia vita in questo e trovo confortante sapere che tutto quanto lì accade è in continua evoluzione e mai uguale a se stesso. Basta scegliere una destinazione, una qualunque per cominciare tutto daccapo.

    Parto quando sono infelice, parto quando sono confusa, quando non trovo altro modo per ricordarmi chi sono e cosa voglio. Quando ho bisogno di difendermi e di raccogliere le forze. E’ così da quando ero bambina. C’è stato un lungo periodo della mia vita in cui non mi è stato possibile viaggiare. Per anni, notte dopo notte, ho sognato di prendere aerei da cui vedevo New York dall’alto o l’oceano sotto di me. Sono sogni che non mi hanno mai abbandonato, neppure dopo, che tanti aerei li ho presi davvero.
    Mi basta prendere un treno. Una città diversa dalla mia, strade nuove da percorrere con passo deciso, anche il sole così sembra differente. Mi piace perdermi, sedere a un tavolino e ascoltare suoni e rumori, sbirciare i passanti, fare schizzi dei disegni che farò. Mi piace mescolarmi alla gente e parlare con le persone, dire loro: io non sono di qui. Mi vedo seduta su dei gradini, con le gambe distese al sole, tra i turisti.

    Può sembrare poco onorevole questo desiderio di fuga, una specie di rigurgito dell’infanzia nel voler scansare le mie responsabilità. Non è così. E’ invece una sorta di meditazione allargata che coinvolge anche lo spazio geografico. Parto per tornare. Parto per riguadagnare la giusta prospettiva, per tenere il mondo di nuovo a distanza di sicurezza, per esserci ancora.

  • caro Francesco quello che voglio dirti è che le persone che hanno le palle sono quelli come te che vogliono cambiare per errori commessi e sbagliare è umano, te l’ho dico io che sono la moglie di un ex detenuto e sono orgogliosa da morire di lui perchè dopo tutto quello che abbiamo passato a distanza di due anni che è uscito si è rialzato da solo è oggi ha aperto anche una ditta approfitto della tua lettera per dire a lui che è una persona speciale e ne vado fiera e a te dico Coraggio non demordere mai e nessuno può permettersi di giudicare mentre sarebbe giusto far conoscere alle persone cosa vuol dire stare in carcere io non conoscavo questo mondo oscuro e ti dico che ne sono sconvolta per ciò che si passa……un abbraccio Debora

  • Grazie Francesco di avermi reso possibile leggere le tue parole, “solo gli stolti non tornano indietro nelle proprie decisioni” questa è la frase che mi accompagna da tutta la vita e mi piace scoprire che io la condivido con te.
    Livio

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