La prima sfortuna

Come ho già scritto, ho incontrato la sfortuna due volte.
La prima è quando mia madre, nel 1976, è stata presa sotto una macchina ed è stata quattro mesi in coma prima di risvegliarsi. Lì è cominciato il suo calvario di ospedale in ospedale. L’ho rivista quando avevo quattordici anni.
Per me è stata un’infanzia un po’ bruttina. Ero coccolata dalla mia nonna, dalle mie zie, ma a me mancava la mia mamma. Quando è tornata a casa, sono stata molto contenta e felice di poter stare finalmente con lei. E’ rimasta paralizzata dalla parte sinistra, cammina con il bastone, ha perso l’olfatto, cioé non sente nessun odore.
Devo solo ringraziare Dio che lei è tra noi. Le voglio molto bene, mi ha aiutato moltissimo quando avevo i bambini piccoli.
Anche il mio povero papà, che adesso non c’è più, ma mi faceva da padre, da nonno, da marito. Mi accompagnava a fare la spesa, le commissioni e nel pomeriggio prendeva la figlia più grande e andava al parco giochi, mentre io mi occupavo delle gemelline, che erano appena nate.
Mia mamma era sempre accanto a me. Tra le gemelle e la più grande passano tre anni. La prima è nata nel 1984, le gemelline nel 1987. C’era molto da fare, credetemi, e io i miei genitori non finirò mai di ringraziarli, perché hanno fatto tanto per me.
Quello che non ho avuto da mio marito, lui non c’era mai.

2 thoughts on “La prima sfortuna

  • Non c’è un amore più grande: dare la vita per chi si ama….
    quello che hanno fatto i tuoi genitori, sembra strano dirlo in questo contesto, ma sei stata molto fortunata a ricevere in dono due genitori così…

    ps: che strano, 1984, 1987 proprio come mio fratello e me 🙂

    un abbraccio grande

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