La galera

Questo pezzo l’ho scritto mentre ero in attesa di tornare alla Prometeo. Forse.

Carissimi tutti, questa volta vi parlo dalla galera, sì, ma quella che si passa nelle sezioni ordinarie, quelle vera, nuda e cruda, come può essere la carcassa di una carogna dilaniata dal suo predatore.
Convivo con un compagno, condividendo tutto questo nei soliti 9 metro quadrati, le esigenze minime materiali per tenere ordinato e pulito questo buco di cella dovrei averle per regola dall’ordinamento penitenziario. Scopa, paletta, spazzolone, prodotti per la pulizia. Invece neanche la carta igienica. Ho dovuto strappare una T-Shirt per poterla usare come straccio per lavare per terra, un’altra parte per pulire gli stipetti, e invece per pulire il lavandino e il WC mi sono procurato un pezzo di spugna da un vecchio cuscino e con lo Svelto che ho comperato cerco di tenere pulito questo cesso. Questi sono problemi ordinari, quelli peggiori sono ben altra cosa, ancora più difficili da gestire e da risolvere. Le visite mediche rimandate a chissà quando, i farmaci che ci sono e che non ci sono, gli specialisti con liste d’attesa simili a quelle che molti di voi attendono anche fuori.
Sono sul lavandino con in bocca lo spazzolino da denti, sputo dentifricio e veleno sperando che il mio compagno, che ha problemi psichiatrici, non si tagli tutte e due le braccia.
Ecco signori cos’è la galera.
Sangue e lacrime, sopportazione e rassegnazione.

8 thoughts on “La galera”

  1. Sono sempre più indignata e disgustata per l’abbandono e la mala gestione delle carceri, penso frutto di una perversa logica dell’espiazione…
    immagino che ci voglia davvero della forza a non impazzire lì dentro, ti auguro di averne sempre tanta…

    un abbraccio

  2. Ciao 😉 Immagino che sia più facile di quanto ognuno di noi “fuori” pensa finire in galera. E una cosa del tipo “a me non capiterà mai”… e invece poi di botto ti puoi trovare a strappare la t-shirt ed a lavarti da solo il pavimento ed il cesso perchè quegli stronzi che dovrebbero provvedere alle necessarie risorse non lo fanno. Scusate le parole forti, ma capisco che uno debba pagare, ma che si debba umiliare non mi pare sia previsto dalla costituzione…
    PS: un mio amico Marocchino, che è sempre stata una brava persona, e da quello che so lontano da giri “a rischio”, ha litigato di brutto con un poliziotto ed è finito dentro con mille ed una imputazione. Ho solo il nome, Murat (così si pronunciava almeno), 21/22 anni, faceva break-dance davanti al Teatro Regio, mi piacerebbe tanto rintracciarlo per aiutarlo, avvocato, generi di conforto, quello che gli serve, perchè era ed è una brava persona. Chissà se voi dentro potete informarvi? Vi sarei grato a vita!
    Un in bocca al lupo a tutti,
    Luca

  3. terribile. allucinante. noi che stiamo fuori immaginiamo quanto possa essere crudele, brutale, animale la condizione carceraria, ma è tutt’altra cosa leggerlo e capirlo dalle tue parole. sembrerà banale, e giuro che non voglio essere stupidamente retorica, ma grazie per averci aperto un po’ di più gli occhi.
    è davvero triste oltre che orrendo il fatto che non siano garantite le minime condizioni del vivere civile, che dico civile, del vivere umanamente accettabile.
    avrete sbagliato, va bene, ma siete e continuerete ad essere uomini come tutti noi. perchè allora trattarvi così? sono indignata, vorrei potere fare qualcosa.. ma cosa?
    la cosa che mi fa ancora più rabbia è leggere le tue parole e pensare che ci sono dirigenti, signorotti, riccastri che invece stanno in celle più pulite, singole, dove posso avere altri confort che voi neanche vi sognate.. e perchè poi?
    lo sappiamo tutti perchè, ma mi fa schifo questo perchè.
    ti abbraccio

  4. la cosa peggiore è forse il gelo, il gelo nelle ossa dell’incomunicabilità tra chi si trova nelle stesse condizioni ma come circondato da mura individuali, come se tutti fossero isole lontane anni luce l’una dall’altra senza lo spiraglio di una frazione di secondo di contatto umano.
    cosa ne pensi? (hai presente “non chiedere dunque per chi suona la campana: essa suona per te”…)
    ciao bama, che esisti come individuo (e sorridevi, anche giustamente forse, quando ti scrivevo una volta di “ideali comunitari”). che strano ritornare al ciclo di post e commenti. inutile una mia qualsiasi espressione di dolore o dispiacere o qualsiasi altra cosa per la tua situazione. sei sempre stato il primo a biasimare chi si piange addosso, e chi compatisce gli altri.
    vorrei solo non ti sentissi così solo, ma so di pensare ad un mondo ideale (ecco, l’ho fatto un’altra volta)
    un abbraccio
    ali

  5. Ciao bama,è il tuo nome questo? è italiano?originale.io mi chiamo Anna..forse non ho mai comunicato con te.. cmq sono molto vicina a voi.. sopratutto in queste situazioni deprimenti..che vorrei tanto non fosse cosi’..ma poi le tue parole crude,della triste realtà che si vive in queste carceri mi rende molto triste..che mi piacerebbe tanto aiutarvi in qualke modo..standovi vicino..si è sempre persone! non bestie!posso kiederti quanto devi stare?leggevo che ci sarà uno spettacolo di teatro.. purtroppo sto a roma.. e non mi è possibile venire..pero’ quanto mi sarebbe piaciuto!non ti preoccupare.. le cose brutte nella vita,come vengono se ne vanno…è un giro,per la serie” la quiete dopo la tempesta” verranno i giorni ricchi di sole..ke illumineranno per sempre i tuoi occhi.. e amori che riempiranno il tuo cuore…e forse dimenticherai x sempre questo dolore..Un KiSSs

  6. Terrificante vero la vita del carcere?
    Perkè nn provate allora a mettervi nei panni di una mamma che gli hanno ucciso la figlia?
    Bhe poi mi direte qualcosa….La condanna loro finisce la mia durerà tutta la vita.
    Allora finitela con ste stronzate

  7. Ciao sono Giovanni ho 14 anni e sono uno studente.
    Ho letto il blog “dentro e fuori” e mi é piaciuto come hai descritto la galera,in particolare mi e piaciuto la metafora che hai usato per descriverla (nuda e cruda come può essere una carcassa di una carogna dilatata dal sua predatore)perche se io ero al tuo posto avrei usato pure io quell’espressione.
    Come ci sei finito dentro??

  8. Ciao,sono pinco 🙂
    Ho letto il tuo testo ‘la galera’
    Mi è piaciuto molto come la hai descritta,molto dettagliata,
    Secondo me le galere dovrebbero essere più grandi,magari anche fornirci le cose che sono necessarie,almeno questo!!
    Teovo in giusto le condizioni di un carcerato,so che sono punite le persone che compiono dei reati.
    Questo è tutto,ti auguro buona fortuna,e di non tornarci più dentro! XD 🙂

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