Preferisco che mi scrivano

Nel 1990 ho avuto un altro figlio, un maschio. Le femmine erano molto contente di un fratellino, però a me mancava il mio papà, che è morto nel 1989 di un male bruttissimo, e ha sofferto molto.
A me e alla bimba più grande ci mancava da morire. Era come se il mondo ci fosse crollato addosso, e da lì in poi il mio matrimonio è andato in fumo e sono cominciati i problemi seri. Ho chiesto a mio marito la separazione, lui è andato da un’assistente sociale e lì le cose si sono complicate. Io non avevo un lavoro, così le mie figlie sono state affidate a a lui.
Le vedevo ogni quindici giorni e così il padre. Per me è stata una grande sofferenza, però non ho mai fatto mancare il mio affetto, per quel poco che li vedevo.
Io so di avere sbagliato, lo ammetto, però oggi come oggi ho buoni rapporti con loro. Sono cresciute bene, sono brave. Sono tutte nel ramo alberghiero, fanno le stagioni estive e le stagioni invernali, sono molto educate, belle e brave, e sono molto fiera di loro.
Sanno chi è la loro mamma, e come sono fatta. Quando mi è successo il fatto, nel 2001, erano molto dispiaciute e arrabbiate. La più grande voleva venire a trovarmi, ma io non ho voluto che venisse in un posto così brutto. Hanno già sofferto abbastanza e non voglio farle più soffrire. Preferisco che mi scrivano.

Un saluto e un grazie alle persone che mi hanno scritto finora.

3 thoughts on “Preferisco che mi scrivano”

  1. un caro saluto a te e alle altre “scrittrici” di questa sezione: non si fa mai abbastanza caso a quanto sia facile per chi è “fuori” ritrovarsi “dentro” senza nemmeno capire che è successo… grazie per avercelo ricordato con le tue parole; a presto rileggerti

  2. Cara Sonia,
    secondo la signora Teresa, lei doveva cercare di non separarsi da suo marito perchè i figli in una separazione soffrono molto. La sua è una brutta storia ma anche la signora Teresa sta male è fa fatica ogni giorno a vivere su di una carrozzina.
    La signora Rosaria dice che Sonia è un bel nome e le consiglia di andare avanti , lentamente, che poco per volta le cose si mettono a posto.
    La signora Margherita di Poirino racconta che anche lei ne ha viste di tutti i colori, avendo perso due figli, uno di 7 anni perchè malato di tetano e l’altro di 38 anni caduto da una scala; la disperazione rimane, ma la fede le ha permesso di andare avanti, senza la fede non c’è l’avrebbe fatta.
    Nella vita bisogna aspettarsi di tutto, più il brutto che il bello e a volte bisogna anche perdonare.
    La signora Giuseppina aggiunge che sono momenti brutti quelli descritti nella lettera, ma ci vuole coraggio.
    Il coraggio è una cosa che ti dà tanta forza e ti fa capire cos’è la vita. La paura non ci vuole mai e quando arriva bisogna combatterla.
    La signora Giuseppina C. sostiene che la forza per andare avanti si trova nella rassegnazione, suo marito è mancato giovane.
    La signora Valeria di Firenze dopo aver ascoltato lo scritto esclama: “Che donna sfortunata! Bisogna sopportare, si faccia tanto coraggio. La vita è brutta e ne combina di tutti i colori. Io, perdendo mia mamma, sono rimasta sola da piccola e la mia matrigna non mi voleva e allora sono andata da mia nonna che mi ha cresciuta benchè fosse vecchia”.
    E mia nonna mi disse: “Vieni da me che ci consoliamo tutte e due”.
    La signora Angiolina rispetto al matrimonio pensa che se due persone possono vivere insieme è meglio per tutta la famiglia, specialmente se si hanno i figli.
    Anche una volta le persone che non andavano d’accordo si separavano ma il matrimonio è una cosa seria perchè si giura davanti a Dio. Non esistono marito e moglie che non bisticciano,oggi si bisticcia domani si fa l’amore!

    Saluti , gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio, Antonia,Rosaria
    Gina, Francesca,Giuseppina,,Rosa,Piero,Valeria, Margherita,Caterina,Ulisse,Teresa,Nicolina, Angiolina,Margherita,Giaele,Irma,Lidia,Olga,Margherita,
    Giuseppina,Carolina,Rita,Giulia, Nicolina,Teresa, Celeste, Maria, Assunta, Michele, Edy.

  3. brutto o non brutto, sbagli o non sbagli…….difficile da esprimere tutto: una mamma in galera è un qualcosa di difficle da mandar giù. Parlo da figlia e da come mi potrei sentire se accadesse a mia mamma. Però so che mia mamma mi vuole bene ed io ne voglio a lei e forse le potrei perdonare alcune cose.
    L’unico modo per amare realmente le tue figlie è quello di far capire loro gli errori che hai fatto e di come li stai pagando. Apri loro le porte del carcere e falle capire che da buona mamma e da buon essere umano hai preso forza in te ed hai deciso di pagare il tuo debito con la legge.

    bacioni valentina

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