Equilibri difficili

Un ciao a tutte le persone che stanno gentilmente prestando la loro attenzione alla mia lettera.
Io sono Alina, ho quarantatre anni e da cinque sono chiusa in questo carcere. Non so ancora come affrontare questo sistema di contatto con l’esterno e non nascondo di avere parecchi dubbi sull’effettivo aiuto morale che ne può derivare ma voglio provarci; al massimo lo considererò come un’esperienza tra le tante effettuate durante questa carcerazione e sono sempre stata del parere che, buono o cattivo, c’è sempre qualcosa da imparare.
Vorrei in questa prima lettera sottolineare che noi detenuti non siamo animaletti da osservare come se fossimo in uno zoo e che abbiamo cuore e sentimenti, qualunque sia la causa che ci ha condotti qua dentro. La curiosità e la morbosità non dovrebbero valicare i cancelli ed arrivare a farci ulteriore male oltre a quello che già siamo stati in grado di farci a noi stessi. Purtroppo però esistono persone che mancando del più comune senso morale si intrufolano nei nostri cuori illudendoci di aver trovato un’amica, un amico su cui contare e con mani viscide e meschine si appropriano dei nostri segreti più intimi… Una volta soddisfatta la curiosità, la persona sparisce senza avere nemmeno il buon gusto di inviare un cenno di risposta alle nostre lettere.
Questo mondo è a sé, non fa parte di nulla e l’equilibrio che ci si costruisce in queste mura è delicato come un cristallo prezioso, incrinarlo equivale a distruggere un lavoro eseguito durante molti mesi ed a volte anche anni.
In questo contesto si cerca di migliorare e di recuperare capendo quanto c’è di sbagliato in noi e prenderci in giro è come buttare in un cestino la nostra anima… e questo, per quanto possiamo aver sbagliato, non è giusto.
Mi fermo per questa puntata aspettando le eventuali risposte che avrete desiderio di inviarmi.

Un saluto, con simpatia
Alina

9 thoughts on “Equilibri difficili

  • Alina ho letto con molta attenzione le tue riflessioni, e concordo con le tue perplessità, dato vi è una notevole “curiosità morbosa” diffusa, come possiamo accertare dai programmi propinati giornalmente dalla TV.

    Ma ciò accade per tutte le umane vicende! Le altrui disgrazie fanno più audience delle altrui gioie…tutto stà lì, numeri, indici di ascolto e via…

    Come dici, c’è sempre qualcosa da imparare da tutte le esperienze. Non so perchè sei in carcere e neppure mi interessa di saperlo, stai già pagando tu di persona…quindi ne hai già abbstanza!

    Per il blog, se anni fa mi avessero detto che iniziavo a scrivere (sono un informatico per cui per me esiste solo 0 e 1), ci avrei riso sopra e avrei risposto impossibile, è un mezzo tecnologico per scambiare le proprie idee o riflessioni, e spesso è più facile confidare i propri pensieri allo schermo di un PC…

    Non so se diventeremo amici seppur virtuali, una cosa è certa, le tue parole mi hanno colpito molto!

    Un abbraccio ed un caro saluto!

  • spero che il cristallo presiozo non si incrini mai, non si rompa mai.. almeno che questo non accada con lo scambio di queste lettere.
    hai detto una cosa molto importante: non siete animaletti da osservare con malizia e morbosità e quando raccontate un pezzo della vostra storia è come se regalaste un pezzettino della vostra anima. è vero. e spero che tutti lo tengano sempre a mente.
    così come è vero, però, che per noi che scriviamo è difficile rapportarci con un mondo del quale sappiamo poco, dove ci sono equilibri e meccanismi che magari non conosciamo.. per cui, magari, dopo averci spiegato quanto sia delicata l’interazione tra “noi” e “voi”, aiutaci a non sbagliare.
    dicci che cosa accetti e che cosa rifiuti, che cosa ti fa stare male, cosa ricerchi dallo scambio con noi.
    tutto questo per evitare che quell’equilibrio si spezzi, che il crstallo vada in mille pezzi e per evitare di fare del male a voi così come a noi.
    un abbraccio e a presto

  • Ciao Alina come non concordare con questa tua analisi lucida e precisa? Hai ragione, anch’io credo che nelle persone esista questa curiosità morbosa. Lo vediamo anche qua fuori nella vita di tutti i giorni.. pensa, ad un processo come quello per la strage di Erba, la gente fa la coda per entrare in aula a seguire il processo.. che cosa si prova in tutto questo ? Può servire a qualcosa ? Francamente lo trovo addirittura disgustoso. E credo quindi che spesso che persone vogliano entrare nei segreti dell’anima altrui semplicemente per indagare scoprire chissà che .. io credo che tu ti debba raccontare qui come meglio credi, come ti senti..aprendoti se ti va, parlando di quello che provi, solo se ne avrai voglia. Mi auguro altresì che il buon senso prevalga nelle persone che lasciano commenti, che siano sempre leciti e non urtino la tua sensibilità, immagino già molto provata per la tua condizione. Un caro saluto. Stella

  • ciao Alina, capisco molto la tua acredine, semplicemente perchè anch’io sono un ex detenuto, quindi potrai immaginare che non posso pensare quanto tu affermi, che comunque è vero, perchè l’ho passato io sulla mia pelle. Ho 57 anni, sono 2 anni che ho finito e solo da due mesi sono rientrato in un progetto che durerà solo fino a luglio dopodichè non ho idea cosa succederà. Spero di averti fatto piacere scrivendoti e scusa se ti ho tediato un pò anche con i miei problemi ma era solo per farti capire che nonostante tutto, non tutti i problemi finiscono dopo la detenzione, specie per chi non vuole più delinquere, perchè questa società non si fida più di noi. IN BOCCA AL LUPO e cerca di passartela nel miglior modo possibile, anche se sò quanto è difficile. CIAO.

  • Ciao Alina,
    sono Francesca. Prima di scrivere ho riflettuto molto su ciò che ho letto, e se ora sono qui a parlarti (per me è come se lo stessi facendo in questo momento) è perchè non sento che ciò che mi spinge a farlo sia quella curiosità morbosa di cui ho letto nel tuo post.
    Ti scrivo perchè io, caratterialmente, sono affascinata da chi ha qualcosa da racontarmi, qualcosa da cui io possa imparare, e da chi usa anche le parole giuste per farlo.
    Come vedi il motivo che mi spinge a commentare il tuo post è qualcosa che prescinde completamente dalla curiosità, o la voglia di sapere. Voglia di ascoltare e di leggere. E’ più giusto definirlo così.
    Spero che tu abbia colto ciò che ti ho voluto dire. Continua a scrivere…
    Un caro saluto, Francesca.

  • ciao..alina…lo ammetto…leggendo sulla stampa..la possibilità di estendere il dialogo..a tutti…cosa fondamentale..e giusta…mi è venuto lo stesso dubbio espresso dà tè…tutte le lettere mi son piaciute…mà la tua…di più…..si….concordo con tè….odio l ipocrisia..purtroppo…in generale….a volte…basta un momento nò..una scelta sbagliata…e tantissime persone..o sfruttano l attimo di bisogno…o ti guardan come animaletto da laboratorio….mà per fortuna….ci son persone..chè parlano col cuore….io…e non per vanto..credimi….son trà queste….sapessi ..quante sofferenze…a esser cosi…mà non voglio cambiare….è la prima lettera chè scrivo ..su questo sito….e son emozionato e felice..spero di far cosa gradita a scrivere…scusate solo ..magari per errori…è da poco chè uso il compiuter….ò 39 anni….e ora mi ritrovo..chè senza saper usar un pochino internet…tutta la mia esperienza lavorativa….viene dimezzata…..và bè….non son convinto sia giusto….mà faccio di necessità virtù…..siamo tutti sotto lo stesso cielo….cosa chè dovrebbe far riflettere molti….grazie per leggere le mie parole….e spero di trovar il tempo per scrivere più spesso….saluti a tutti..e tutte….dal cuore…maurizio.

  • x la Signora Alina
    mi chiamo maurizio ho 45 anni e neppure sò come son arrivato alla veloce e neppure ripetuta lettura della tua lettera maqualcosa è rimasto e poi l’idea delle mura di cristallo mi ha colpito. colpito no è dire poco e tanto troppo vorrei dirti sui miei di equilibri precari. difficili. instabili, io che le ho vissute le vere mura invisibili della profonda zervò .sitrovainaspromonte .
    ho un amico s’è preso l’ergastolo da oramai talmente tanti anni che ora dopo tante esperienze teatrali vignettistiche e vattelapesca cos’altro ha imparato a fare ma ora lui vive la sua vita da uomo semi-libero capace di fare qualcosa mentre io rimasto libero in questa mia vita di dissipazione ed autodistruzione continuo ad andare avanti con la sola certezza che finirà. boh vomito questo solo perchè leggendoti ho pensato vorrei esser al suo posto per imparare dentro a fare qualcosa per poter viver in pace quel che mi resta da vivere ed invece sono quì fuori libero come il vento con la possibilità di andare dove mi pare senza alcun legame ed invece mi guardo allo specchio consapevole della mia autodistruzione.
    maurizio

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