Ho prenotato un tavolo

Ho prenotato un tavolo per le nove. Non le per le 21, ma proprio per le nove del mattino, al bar all’angolo di casa, non ho detto quanti saremo perciò se qualcuno volesse aggregarsi a me, agli ospiti della Casa di riposo trisoglio, Silvia, Chiara e Leda sarà il benvenuto. Il menu? Naturalmente cappuccino e brioche. Motivo dell’incontro? Tante conversazioni. Ciao a tutti.

9 thoughts on “Ho prenotato un tavolo”

  1. Ciao Francesco,
    peccato non aver letto il post prima :-
    Cappuccino e brioche con questo tempo ci vorrebbero proprio.
    Vi ho scoperti in pausa pranzo, per caso, per un commento espresso al bar dove consumo il mio pasto.
    Penso che questa idea del blog dei detenuti sia veramente un ottimo strumento di re integrazione.
    E adesso mi viene da pensare “se mio cugino avesse avuto questa possibilità, forse ci saremmo potuti scrivere; forse avrei potuto aiutarlo ad uscire dal tunnel; forse avrei potuto salvarlo”

  2. Ciao a tutti cari ex compagni sono contento per voi x questa iniziativa,piena di spirito,gioia e vita…cercherò di seguirvi e starvi più vicino…siete stati dei grandi ad aprire su internet.Io ho un buon lavoro e mi sono integrato bene…vale il motto che se uno vuole ce la può fare…quindi stamattina sarei venuto ben volentieri x un cappuccino con briosh…non mollate mai,un grosso saluto con affetto ciao a tutti…

  3. Grazie Francesco dell’invito!
    Bella l’idea di far colazione con cappuccino, brioche e chiacchiere, al bar alle nove, senza fretta, prendendosi il tempo di non pensare al tempo.
    E te lo dico in un periodo di corse, due settimane senza fermarmi… prima o poi il corpo e la mente si ribellano.

    Bello il messaggio di Gipo, carico di fiducia, per quelli dentro ma anche per quelli fuori. Grazie!

  4. Ottima idea il cappuccino, anche se non bevo latte perche’ non sopporto come vengono trattate le mucche…

    Pero’ una chiacchierata di mattina farebbe bene davvero, sarebbe un viatico per uscire allo scoperto e affrontare la giornata non soli, almeno spiritualmente, anche se poi ciascuno va per la sua strada, verso il lavoro, verso la scuola, verso chissà che, e lascia amici e compagni per affrontare passanti sconosciuti o colleghi antipatici, e spesso “facce appese”.

    Stamattina ho un motivo in piu’ per avere fiducia: ieri sera alla casa Circondariale ho assistito a “Teatro di Guerra”, e nonostante il tema trattato – che puo’ anche sembrare una disarmante dichiarazione di incapacità di combattere – ne sono uscita piena di ottimismo.

    Penso che se quei ragazzi che hanno recitato hanno trasmesso a me la voglia di parlare con me stessa e estrarre da me “il meglio di me”… beh significa che hanno molto da dare, e che possono darlo a sè stessi per rinascere e vivere meglio, e a una come me che sta si’ fuori, ma che di voglia di combattere comincia ad averne molto poca.

    Siamo insieme amici miei, ciascuno con le proprie “armi spuntate da combattimento”, le mie sono l’amore per l’arte, la cultura, Dio e gli esseri umani.
    Le vostre la voglia di raccontarci come state.
    E tutti stiamo cercando una strada da percorrere..dove possibilmente non spari nessuno!

    Tornero’ a trovarvi, se sarete ancora li’ sarà una gioia applaudirvi e uscire dal teatro con il cuore pieno di serenità perche’ esistete, con le vostre armi spuntate, e il desiderio che la guerra NON ci sia piu’, e che un giorno si possa condividere il meglio che riusciremo a trovare a questo mondo!

    Se sarete fuori, si’ allora che ci prenderemo davvero un cappuccino insieme.

    A presto,
    geppi

  5. Caro Francesco,
    è stato molto gentile ad invitarci al bar per una colazione insieme e noi accettiamo l’invito.
    Per molti di noi sarebbe la prima colazione con cappuccino e brioche al bar visto che un tempo non c’erano disponibilità finanziarie e si usava consumare la prima colazione a casa e magari con il latte appena munto delle proprie mucche.
    Allora entusiasti di questa sua idea ci faremo trovare davanti al bar per le ore nove.

    Un abbraccio dagli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio Fiorentina, Antonia,Rosaria
    Gina, Francesca,Giuseppina,,Rosa, Carlo, Piero,Valeria, Margherita, Caterina, Ulisse, Teresa,Nicolina, Angiolina,Margherita,Giaele, Irma, Suor Anna, Lidia, Olga,Margherita, Giuseppina,Carolina, Rita,Giulia, Nicolina,Teresa, Celeste,Maria

  6. Arrivooo!! Seppure un po’ in ritardo. Grazie, adoro un appuntamento al bar al mattino, organizzarsi la giornata con calma, intensamente, con le persone care, quelle con cui ci si siede volentiere al bar. E’ quello che facevo la domenica con mio marito… quand’era ancora.. nel mondo di quà. Ora un confine sottile ci separa, davvero sottile se senso ancora i suoi pensieri, le nostre chiacchere al bar. A volte nel sogno non riesco a distinguere i due mondi. Grazie Francesco di questo invito.
    Ora mi siedo con le amiche, gli amici, per pensare con calma, a volte porto con me Stella e Tobi. Stella la cagnona con le zampe lunghe, dal pelo chiaro, corto… autopulente E’ meticcia, ma molto nobile, sembra una vera signora. Si chiama così perché ha una chiazza chiara in fronte come le mucche delle amiche ed amici della Casa Trisoglio, i nomi erano Bianchina, Nerina, Stella.. e poi? Io non le avevo le mucche, ho avuto solo cani, gatti e uccellini che raccoglievamo in inverno, mettevamo sotto una scodella a riprendere fiato e poi… via, in volo. E se erano piccoli… aspettavamo Pasqua per liberarli.
    E oggi con Stella c’è Tobi, piccolo, riccio, marrone… con gli occhi neri dal sapor mediorientale.
    Eh si, si sta proprio bene al bar… c’è il sole e noi siamo all’ombra, la prossima volta ti.. vi invito a Mestre, in Piazza Ferretto nel bar vicino alla cartolibreria Baessato, alla libreria Moderna, i libri lì all’aperto, su una bancarella, accattivanti.
    L’ultimo libro che ho letto è di Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio. Su in montagna, in Toscana, ha chiamato suo figlio Folco e in mezzo al verde, davanti ad un paesaggio aperto, ha ripercorso col figlio la sua vita di giornalista in Indonesia: Cina, Cambogia, Vietnam (quando finiva la guerra), Birmania… la fine di un sogno a cercare uno stato sociale che fosse capace di difendere l’uomo debole ed insieme le sue radici, la sua cultura, le antiche città. Poi ha scoperto che il suo sogno corrispondeva all’incubo per i cinesi, i cambogiani ecc. Ma ha vissuto, cercato, raccolto, raccontato…
    Terzani alla mattina faceva come te Francesco, come noi, sedeva con sua moglie, quando non era in viaggio, e si organizzava la giornata. Noi oggi lo facciamo al bar, come nei giorni di festa. Buona programmazione di giornata a tutti, Leda

  7. Ciao Francesco la colazione con capuccino e brioches e’ la mia preferita e questa idea e’ molto carina! Non avrei mai immaginato che si potesse parlare con un mondo cosi’ sconosciuto fino a meno di un mese fa….. li c’e’ qualcuno che amo molto e mi auguro che sia lui che tutti voi abbiate il coraggio di credere sempre e comunque che si deve continuare a lottare e che la speranza fa vincere ogni sfida. Grazie per questo viaggio…….

  8. Piacere di conoscerti Francesco, anche se solo tramite blog. Anch’io sono um ex ed è da due anni che sono tornato alla vita esterna e solo da qualche mese stò lavorando con un progetto di reinserimento che scadrà a luglio, dopo si vedrà, io stò facendo del mio meglio ma in passato ho trovato molte difficoltà perchè questa società non fà molto per chi vuole reinserirsi. E’ una triste realtà. Probabile sia dovuto anche alla mia non giovane età. Tornando a noi, mi chiedo come fai ad invitare al bar, scusami è solo una curiosità e anzi sono felicissimo per te, comunque la curiosità rimane.
    Ti auguro il meglio del meglio e spero questa esperienza allevi nel migliore dei modi possibile il tuo stato.
    in bocca al lupo… eugenio.

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