Dormiamo, Ciccio

Pierrot parla dell’amicizia al suo gatto Ciccio, conta quattro dita in una mano, e si addormenta con un cuscino di pelo sulla pancia.

“Allora non hai mai avuto amici.”
No, caro Ciccio, di amici ne ho avuti, ma da quando ero bambino a oggi li conto su quattro dita.
“Io ho sempre sentito dire su una mano!”
E’ troppo Ciccio, bastano quattro dita, contando che avevo cinque anni e oggi ne ho quaranta. Però ho milioni di conoscenti…
“Perché guardi fuori?”
Sto piangendo, Ciccio, ma queste lacrime si vedono poiché è in questo tempo che rivedo il passato. Ho usato parole che mi toccano il cuore… parole di solitudine.
“Ma hai detto che hai milioni di conoscenti…”
Sì, Ciccio, ma vedi, è come in questa mia galera, pur essendo obbligato ad essere assieme ad altri, pur buttandomi di mio in mezzo ad altri… Io mi sento solo. Non vuol dire, caro Ciccio, che perché hai tanti intorno tu sia in compagnia, certo ci rido, ci scherzo, e ci gioco insieme, ma credimi, io mi sento in compagnia solo quando sono chiuso nella mia cella e ti accarezzo, raccontandoti di me.
“Allora io sono un tuo amico?”
Sì, Ciccio, tu sei una delle quattro dita, e qui sei il mio unico amico. Ora ho sonno Ciccio, andiamo a dormire.
“No, ti prego, andiamo avanti.”
No, Ciccio, anche se il mio racconto va alla rinfusa, ora ho sonno.
“Capisco, tu stai piangendo tanto…”
Dormiamo, per favore.
“Posso stringermi a te?”
Sì, Ciccio, grazie. Sono contento di avere te vicino a me in questo periodo, e sono contento che tu mi abbia spronato a raccontarmi. Buonanotte.

(9. Continua…)

3 thoughts on “Dormiamo, Ciccio”

  1. Questo post è molto molto triste. E’ vero peccato che posso leggerti ogni 3 giorni, vorrei capire molte più cose di te. Ma da un lato è meglio, mi riporta un pò indietro nel tempo a quando ero piccola e non esistevano i pc, e rincorrevo il postino per sapere se aveva qualcosa per me.Se qualche amico mi aveva scritto, e poi divoravo le lettere e rispondevo subito, e poi restavo in attesa della lettera successiva. Ci sono cose che ho dimenticato, ed è bello invece ricordare, anche quando i ricordi non sono sempre rosa, ma è pur sempre roba nostra e dobbiamo esserne custodi.
    A presto.

  2. Caro Ciccio,
    siamo contenti di sentire che Pierrot ti vuole davvero bene, nutre un grande affetto per te ed è contento di averti accanto.
    La signora Teresa in questo scritto nota un dialogo tra un uomo solo e un animale che, se anche non può capire le parole, percepisce i sentimenti.
    Non tutti hanno un gatto, e chi ce l’ha a volte non lo sopporta, invece tra te è Pierrot sembra che ci sia una buona intesa. Sei proprio un gatto fortunato!
    La signora Giuseppina afferma che questo dialogo tra te Ciccio e Pierrot è da ricordare perchè ricco di sentimento.

    La signora Angiolina, dato l’inizio del mese di maggio, si è ricordata che quando aveva sette anni a Marmorito insieme a un gruppo di bambini si presentava davanti alle porte della case e recitava questa filastrocca:

    “Maggio il mese dei fiori,
    che hanno buon odore,
    se non credete signori,
    uscite fuori”

    Le persone uscivano dalle case e trovavano davanti a loro un alberello fiorito con delle bambole appese che rappresentavano lo sposino e la sposina, il padrino e la madrina. A questo punto i bambini ricevevano un soldo oppure qualche uovo ed erano contenti!
    Allora ci si accontentava di poco! Con le uova raccolte si faceva una bella frittata da mangiare tutti insieme in allegria.

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio: Fiorentina, Antonia, Rosaria
    Gina, Francesca, Giuseppina, Rosa, Carlo, Piero,Valeria, Margherita, Caterina, Ulisse, Teresa, Nicolina, Angiolina, Margherita, Giaele, Irma, Suor Anna, Lidia, Olga, Margherita, Giuseppina, Carolina, Rita, Giulia, Nicolina, Teresa, Celeste, Maria, Edy.

  3. ciao a voi due, Pierrot e Ciccio,
    da qualche giorno ho “scoperto” questo sito e da subito ho desiderato entrare a far parte di questa bellissima idea, però ho cercato prima di leggere un pò qua e là, per non rispondere a caso…non so, cercavo qualcosa che mi emozionasse in modo particolare..e soprattutto cercavo dentro di me qualcosa di non banale da dire…
    oggi sono arrivata a te, Pierrot e non ho potuto aspettare oltre..forse non riuscirò a dirti parole non banali, ma certo ho sentito l’emozione particolare leggendo i tuoi scritti
    trovo che il tuo modo di raccontarti attraverso i dialoghi con il tuo micio è molto tenero e coinvolgente…
    vorrei che ti sentissi meno solo nel momento in cui leggerai queste righe, vorrei trasmetterti calore anche se non è facile attraverso uno scritto, vorrei che sapessi che è piuttosto facile sentirsi soli in mezzo a tanta gente quando non c’è sintonia e affinità e quando hai un animo sensibile che cerca qualcosa che vada oltre le banalità, ma non per questo bisogna disperare di trovare, così all’improvviso, un raggio di sole a cui aggrapparsi
    a questo proposito di cito un proverbio indiano che mi piace molto e dice “ci sono sempre mille soli oltre le nuvole”
    è un augurio e una certezza
    spero a presto, una coccola ad entrambi
    (anch’io ho una gatta, Tea)

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