Perché non arriva nessuno

Proseguono le conversazioni nella cella tra Pierrot e il suo gatto Ciccio.

Allora, eravamo rimasti a quel ragazzo che mio padre aveva ospitato e che uccise un uomo quando ancora era un bambino e voleva solo volare, sognare, giocare ed essere amato.
“A proposito dell’amore, non credo di dover aspettare, comincio a capire cosa sia”.
Sì, Ciccio, ma esistono molte sfumature, e non so se sarò capace di dartele. Ora però ti prego, lascia che ti dica di quell’orrido episodio.
“D’accordo, sono pronto.”
Stavo dicendo, io ero nel mio letto che provavo a dormire, quando sentii alle mie spalle una presenza. Ho sentito un brivido freddo avvolgermi, ero così spaventato che non riuscivo nemmeno a voltarmi. D’un tratto sentii la coperta muoversi e due mani che mi toccavano. Non erano carezze, erano fredde e mi raggelavano, scorrevano su e giù per il mio fianco, poi sul petto, ora sulla faccia, e io sempre immobile, sempre più spaventato, anzi il mio era vero e proprio terrore. Nel frattempo una voce mi sussurrava all’orecchio: «Ti piace, è bello, non avere paura, vedrai che ti piacerà». Non capivo, mentre quelle mani mi toccavano io urlavo a squarciagola, mi dimenavo, mi difendevo, ma in realtà tutto questo avveniva solo nella mia mente, il mio corpo era immobile. La stanza era divenuta buia, o forse erano i miei occhi che si erano chiusi. Poi, di colpo, quelle mani si infilarono nelle mie mutandine e il tocco divenne più frenetico, sentii un peso entrare nel mio letto, un corpo attaccato alla mia schiena, e ancora quel bisbiglio. «Dai, girati, toccami anche tu, vedi che è bello, non aver paura, facciamo in fretta…». Perché non arriva nessuno, pensavo, perché sto così male. Ma lui continuava…

(12. Continua)

4 thoughts on “Perché non arriva nessuno”

  1. il freddo di quelle mani ha il potere di raggelare anche me, a distanza di tutto
    difficile parlare, qualsiasi cosa detta può essere banale o poco opportuna o non sufficiente ad esprimere quello vorrei ti arrivasse
    però trovo che il silenzio da parte nostra, in questa circostanza, sarebbe ugualmente freddo
    ci starebbe un abbraccio qui e una spalla su cui appoggiare la testa…
    o il dono di un sogno, chiudi gli occhi e immagina un treno,
    sta andando lontano verso luoghi sereni, dal finestrino passano veloci immagini di vita quotidiana…bambini che corrono in bicicletta, trattori che preparano i campi, cani che si inseguono, camini che fumano…e fiori, tanti fiori rossi, sono papaveri che colorano i campi di grano e si muovono delicati…e laggiù c’è il mare che si confonde con l’orizzonte…qui ed ora non c’è spazio per paure o tristezza…solo tanta pace
    è un sogno ma ci si può aggrappare..
    “Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un’ape,
    Un trifoglio ed un’ape
    E il sogno.
    Il sogno può bastare
    Se le api sono poche.”
    a presto, Pierrot..

  2. caro pierrot pensa a quanto la tua risata, proprio la tua, dico, può essere coinvolgente quando nasce da lì dietro il petto e pensa a come sia una vittoria quotidiana contro quel male da lasciare indietro,
    un abbraccio
    ali

  3. Caro Ciccio, le parole di Pierrot ci hanno sconvolto letteralmente perchè trapelata tanta soffrenza, amarezza e angoscia. Purtroppo nell’animo di ciascuno di noi, sono impressi fatti piccoli o grandi che segnano la vita. Cancellarli non è possibile ma andare avanti e voltare pagina si’.
    Un’antico scritto diceva:
    “Osserva l’oggi, perchè ieri non è che un sogno e domani solo una visione. Ma l’oggi se ben vissuto fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza. Quindi guarda bene all’oggi. ”

    Un forte abbraccio a Pierrot e una carezza a te Ciccio!

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio Fiorentina, Antonia,Rosaria
    Gina, Francesca,Giuseppina,,Rosa, Carlo, Piero,Valeria, Margherita,Caterina,Ulisse,Teresa,Nicolina, Angiolina,Margherita,Giaele,Irma,Suor Anna,Lidia,Olga,Margherita,Giuseppina,Carolina,Rita,Giulia,Nicolina,Teresa,Celeste,Maria.

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