La mia vita tra le sbarre

Ciao a tutti voi del blog. Sono Sonia, alcuni mi conoscono già altri di voi mi conosceranno e spero che mi scriverete, sarò lieta di rispondervi.
Il tempo qui dentro cerco di passarlo scrivendo, disegnando, leggendo. Le giornate sono lunghe e le ore non passano mai. Al mattino mi alzo alle 7,30 faccio colazione, pulisco la cella e poi ci sono i giorni in cui faccio il colloquio con i miei famigliari. Ma quello cui tengo tanto è quando viene il mio convivente, io non l’ho mai lasciato solo e stare lontano da lui è molto triste e soffriamo entrambi. L’amore nostro è troppo forte, ci manchiamo a vicenda e poi un’ora passa veloce, e quando devo lasciarlo piango sempre. Così con la mia famiglia; mi mancano tantissimo, mi faccio coraggio e lotto contro la mia sofferenza.
Purtroppo ho capito solo adesso che c’è gente che può fare del male, perché c’è troppa cattiveria e invidia nel mondo. Io sono una ragazza che ha sempre solo fatto del bene e aiutato sempre chi ne aveva bisogno, adesso ho capito che bisogna stare attenti a dare fiducia e credere nell’amicizia vera, oggi come oggi non esiste più la vera amicizia e questo me lo ha dimostrato sicuramente la ferita del mio cuore che non si rimarginerà più.
La forza di andare avanti me la dà Dio, la mia grande famiglia e tutte le persone che mi conoscono.
Questa mia sofferenza e esperienza mi ha segnato per tutta la vita!

11 thoughts on “La mia vita tra le sbarre

  • Cara Sonia,

    Per quanto tempo devi vivere ancora in carcere?
    Non ci sono solo persone cattive al mondo.
    Hai il tuo compagno.
    Non consederare la lontananza un limite…
    Quando l’amore è forte come il vostro, siete sempre vicini.

    Un abbraccio

    Carla

  • “Pensarci prima” no??
    Certo, come potrei io capire, persona normale, felice, e serena. Però dico solo che ognuno ha, quello che si merita. SCusa la mia crudeltà. Ma a questo punto. Non tollero certe cose.

  • Cara Sonia,

    Ti farebbe piacere ricevere delle lettere?

    Aspetto una tua risposta

    Un abbraccio
    Carla

    P.S. Sara, le tue parole sono davvero infelici…

  • Prima vorrei dire a Sara che la sua affermazione mi sembra un pò presuntuosa. La vita, non è così facile. Talvolta subentrano complicazioni portate da eventi che certamente non ci siano procurati noi.. io auguro che a te non succeda mai..sappi che è un’eventualità. ricorda inoltre che chi ha sbagliato spesso, può rimediare.
    Un abbraccio a Sonia..coraggio!!! Stella

  • cara Sonia la tua lettera mi ha fatto venire i brividi e non nego anche magone perchè certi dolori non si dimenticano mai una cosa che hai detto è vera tra te e il tuo compagno c’è un grande amore che è la forza per superare il dramma che stai affrontando io ti parlo cosi per aver affrontato come persona al di là delle sbarre il tuo dramma ti dico che quando andavo da lui e ritiravo il pacco dei panni sporchi era il mio tesoro più grande correvo a casa e con il suo maglione cercavo il suo profumo per sentirmelo vicino cosi’ per due anni ma quando e arrivato il giorno che sono andato a prenderlo le lacrime che scorgavano dai nostri visi e la gioia non la dimenticheremo mai …..quindi coraggio vai avanti e pensa il giorno che varrà un’abbraccio Debora

  • Ciao Sonia..leggendo le tue tristi righe mi hai fatto ricordare il dispiacere piu’ grande che ho avuto nella mia vita..ho vissuto piu’ o meno la stessa cosa col mio grande amore… lo andavo a trovare in carcere ,è vero,un’ora passa velocissima!e quando è il momento di andarsene..è un inferno…anch’io scoppiavo sempre a piangere..ero l’unica!non riuscivo a lasciarlo…trattenendolo anche!ti capisco benissimo!poi finalmente l’incubo è finito..e cosi’… auguro anche a te.. di ricevere presto la grande gioia di riabbracciare il tuo compagno..e stare per sempre insieme..abbi fede!il Signore mi ha aiutata mo0lto nel sopportare quella tragedia.vedrai..che presto finirà tutto… stai tranquilla!!ti mando un grosso abbraccio !!!e tanta buona fortuna!!!!e non sentirti sola Kiss

  • ciao sonia,leggendo le tue righe ricordo ancora quello ke è successo a me il 24 settembre 2005 alle 3:20 della notte.io e mio marito(allora convivente perchè eravamo andati a vivere insieme da un mese perkè io ero incinta di quasi tre mesi)stavamo dormendo quando io ho sentito bussare la porta:erano i carabinieri.pensavo ke erano venuti per una perquisizione,invece me l’hanno portato via.l’hanno arrestato per spaccio e associazione con altri 35 ragazzi.è inspiegabile quello ke ho provato in quel momento.poi per farmi sentire meglio mi dicevano ke entro un mese doveva essere a casa.nn è stato cosi.ogni lunedi’ andavo a trovarlo e quando andavo via piangevo come una bambina.poi a marzo 2006 ci siamo sposati nella casa circondariale e prima della nascita del mio bambino sono andata dal giudice per kiedergli se quando nasceva il nostro piccolo lui poteva venire per vederlo.dopo una settimana dalla nascita l’hanno portato a casa scortato per due ore.ero felicissima.poi a giugno 2006 lui nn avendo finito il programma in comunita’il giudice ha accettato di fargli continuare il programma.a maggio di quest’anno la batosta:in primo grado è stato condannato a 11 anni e 4 mesi.è stato tremendo però parlando con gli avvocati dicono ke andra bene in appello.spero ke quest’incubo finisca e lo auguro di cuore anke a te.BUONA FORTUNA.PS:SCUSA PER QUESTA LUNGA LETTERA.

  • Nel leggere alcune tue frasi mi sono riconosciuta e mi rendo sempre più conto di quanto la sensazione di prigionia possa esistere anche oltre una struttura fisica, è uno stato emotivo, uno scenario invisibile di cui ogni giorno siamo protagonisti.
    Mi piace la tua lungimiranza e la fede con cui stai affrontando questa situazione e sono certa che quando uscirai da lì, uscirai soprattutto dalle tue carceri interiori, uscirai da quel dolore e quella sensazione di tradimento che per tempo ti ha stretto con catene che parevano indistruttibili ed invece vedrai ogni giorno perdere di sostanza…

  • Cara Sonia,
    sono un pò in la con il tempo vedendo i commenti e il tuo post risalgono a mesi fa… bhè ho scoperto solo ora questo sito… solo ora che anche il mio fidanzato si trova in carcere… tremendo… si tanto… x noi che siamo fuori è un qualcosa di logorante, ovviamente come lo sarà x i tuoi cari, il tuo compagno!! Vivo la mia giornata, vado avanti un pò come lo fai tu, con la unica e grande differenza che io sono fuori… ti sono vicina con tutto il cuore, spero che questo brutto periodo finirà al + presto, x te, x me e x tutti quelli che non si meritano di stare in carcere…
    ciao
    Jessica

  • premesso che chi sbaglia è giusto che paghi, ma la pena deve essere conforme alla colpa,qui non si discute.
    Una cosa deve essere certa che da quel momento deve iniziare l’opera di recupero dell’individuo. iL carcere deve diventare extrema ratio. Oggi negli istituti di pena, viene preclusa ogni speranza di lavoro, di rapporti sociali, di relazioni, di un famiglia. Bisogna pensare in qualche modo a questi fratelli ristretti, che per pagare la loro pena, escono dalla realtà quotidiana delle cose per entrare nel dimenticatoio sociale e civile in modo perenne. Bisognerebbe ridare fiducia ai detenuti per un possibile riscatto, metterli in condizioni di poter lavorare, per essere utili a se stessi e alla società:cosi lavorando, potranno economicamente in parte,ripagare il danno commessO.
    Ricorda amica carissima: l’OZIO in carcere, per moltissime ragioni è sorgente viva del vizio!
    uN ABBRACCIO di vero cuore e… sii serena, dalla parte hai un amico certo, GESU’ :Lui ti vuole veramente bene al di là di quello che hai commesso.
    tI SONO VICINO CON LA PREGHIERA, CIAO, UN BACIO.
    Giancarlo di Verona

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