Buonanotte

Nel 1972 a Milano ci sono circa 5.000 consumatori di anfetamina.
Nel 1975 l’anfetamina viene inserita nella lista delle droghe, il mercato cambia, si passa al cloridrato di morfina per finire con lo spaccio di eroina.
Io nel 1975 avevo circa dodici anni e fumavo le mie prime sigarette nei bagni di scuola. Quando finii le medie, nel 77/78, già conoscevo il gusto delle mie prime paglie (hashish). In quel periodo, a Milano, si stimavano più o meno 15.000 eroinomani.
Nel 1980 avevo cominciato a farmi i primi buchi. A 19 anni ero un eroinomane incallito, quando partii per la Naia avevo una scimmia che era più grande di King-Kong. La libera uscita era il momento per andare a comprarmi il grammo per non stare male il giorno dopo.
Merda, è notte fonda, siamo nel 2008 ed io mi buco ancora.
Avrei potuto parlarvi di politica, ma è meglio che non m’esprimo, potrebbero arrestarmi per apologia. Avrei potuto parlarvi di temi sociali, dei gay, dei pax, di Zapatero, del lavoro nero e della fame nel mondo, ma non mi basterebbero le trenta righe a mia disposizione.
Vorrei bucare ma non posso, vorrei un’amica per non pensarci ma non c’è (già, siamo tutti maschietti qua), allora penso che il recupero sarà duro. Poi penso: ma che cazzo significa recupero? Scusatemi, è notte, sono confuso. Almeno voi che non avete mai bucato, e non intendo la ruota… Evitate se potete, è peggio che essere sfruttati. E’ una vita di merda, ci si sveglia in riserva se non hai la dose sul comodino. E’ come morire.
Penso che forse i problemi di ieri, del 1972, la casa, il lavoro, il tirare avanti, siano uguali all’oggi.
E la classe politica, persone che considero mediocri oggi come in passato… ma questo è un altro discorso. Oppure no.
Buonanotte. Bama

4 thoughts on “Buonanotte

  • Ciao Bama,
    altre volte ho scritto cose in questo Blog, e ne avrei voglia di scrivere tantissime altre ma ho anche tanta paura. Paura di dire cose banali, di dire cose che possano ferire, di dire cose di quelle che fanno pensare ” tu parli così perchè non hai mai provato questo, perchè non sai quest’altro”.Di dire cose che fanno pensare ” questo lo sò benissimo ma non mi serve”. E allora mi blocco mi immobilizzo, come nella vita di tutti giorni, dove mi esprimo poco e le poche volte che esplodo e dico quel che penso perchè non resisto più, lo dico male. Malissimo.
    Intorno a me stanno tutti male, sono morti di recente un sacco di persone che conoscevo bene. Un sacco di persone che hanno fatto almeno un tratto della loro vita in maniera sbagliata e poi sono morti. Magari quando invece avevano ritrovato la retta via. Io, oltre al dolore della loro scomparsa, mi sento male perchè non ho mai detto fino infondo cosa pensavo di quello che stavano facendo, non mi sono espressa per paura ( di cosa ancora non lo sò). Sicuramente non avrei salvato loro la vita, o forse si questo non si può sapere. Forse ci sono persone che non vogliolo che le venga salvato la vita- C’è una grande confusione nella mia testa, ma una cosa è certa: la forza di cambiare sta dentro di noi, e non ce la può dare la fidanzata, le circosanze favorevoli o altro. Il fiore di loto nasce dal fango e tu lo sai.
    Un abbraccio

  • Bama ciao,
    forse le tue parole chiedono solo di essere lette, ascoltate, accettate…io non mi sento di “commentarle”, certo mi sento impotente nel leggerle…forse come dice Marta alcune persone non vogliono essere aiutate e forse anche se l’avessimo fatto non sarebbe servito, tuttavia il sapere che forse avremmo potuto tentare, che forse il nostro interesse avrebbe potuto risvegliare il loro desiderio di vita mi fa sentire profondamente triste…penso alle persone che ho vicino, mi chiedo se sono abbastanza attenta ai loro bisogni, come posso migliorare il mio modo di rapportarmi con loro, a volte riesco ad aiutare qualcuno offrendo ascolto, altre offrendo una diversa prospettiva, altre ancora offrendo stimoli continui, tuttavia credo che la forza e le motivazioni per cambiare si possano trovare solo dentro di sè, non c’è altra via
    pensieri confusi anche dentro di me…
    a presto, con tutta l’empatia di cui sono capace

  • I “tossici” dicono che non si conosce la droga se non la si ha nelle vene.

    Non è vero. Basta avere un drogato nel cuore.

  • Caro Bama io lavoro con i tossicodipendeti e ciò che dico sempre a loro è: non sentitevi particolarmente diversi perchè moltissime persone sono dipendenti, da un lavoro, da una persona, da una relazione, da cose che sembrano del tutto normali invece hanno intrinseco il meccanismo della dipendenza e forse è ancora più difficile venirne a galla. Recupero vuol dire prima di tutto accettare di essere un tossico (scusa l’espressione), poi fidarsi e affidarsi a persone che in modo del tutto individualizzato ti sosteranno in un percorso che non è di disintossicazione, terapia ecc ,ma semplicemente di crescita! Ci tengo a precisare che nell’ISTANTE in cui hai riconosciuto il tuo problema hai già avviato il tuo recupero. Concetta

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