Come pionieri

Pierrot, un detenuto della sezione Prometeo, ha raccolto nel cortile del carcere il gatto Ciccio, ha scoperto che sa parlare e ha deciso di raccontare a lui quello che non ha mai raccontato a nessuno, la storia della sua vita.

Si Ciccio, bravo hai già capito, superato l’imbarazzo cominciammo a baciarci sul serio, come facevano i grandi, l’unica cosa che entrambi provavamo oltre il piacere di quella splendida sensazione che sembrava avvolgerci in un calore indescrivibile era la paura di essere scoperti… E ogni volta che le nostre famiglie si incontravano noi cercavamo dei nascondigli dove affinare la tecnica, raccontandoci come baciavano i rispettivi partner. Le risate erano tante, ma ci sentivamo nelle compagnie come i pionieri del vero bacio.
“Come pionieri?”
Nel senso che eravamo tra i primi a saper baciare, e credimi, almeno per me era un vantaggio, perché molte ragazze mi chiedevano di provare con me.
“Ti divertivi?”
Ero al settimo cielo… Io non so come possa essere, ma quando sei felice, troppo felice, qualcosa è in agguato dietro l’angolo.
“Cosa vuol dire?”
Ora ti spiego. Sapendo baciare avevo tante ragazze, e sai a quell’età era un vanto, ma voleva anche dire avere tante invidie, ed essendo impegnato con questo non pensavo più a ciò che mi era accaduto…
Le sorelle e uno dei fratelli di mio padre abitavano tutti vicino, e spesso andavamo a trovarli, quasi ogni settimana mio zio mi trattava sempre bene, mi dava i soldi per andare al bar e giocare ai videogiochi, gli volevo bene, lo sentivo vicino come un padre…
“Perché ti fermi?”
Scusa Ciccio, ho bisogno di fumare una sigaretta.
“Hai la faccia uguale a quando…”
Ti prego Ciccio, dammi spazio. Un attimo in silenzio….
“Stai piangendo.”
Ciccio ti prego, non è un buon momento…
“Capisco, alcune volte è più utile il silenzio.”
Scusa…

(22. Continua….)

2 thoughts on “Come pionieri”

  1. Caro Pierrot,
    le inviamo un articolo tratto dal nostro giornalino “La casa dei Fiori e dei Colori” con l’augurio che lei possa passare una buona estate!

    LA STORIA DI PINKI

    Nel mese di giugno del 1957 a Moncalieri, in piazza del municipio, mio cugino Eros, vide un cagnolino piccolo, grigio-marron e il musetto nero, un piccolo pastore tedesco, sperduto; Eros non sapeva se lasciarlo lì oppure portarlo dai vigili.
    Decise di andare dai vigili e mentre parlava è arrivato l’autista del Cardinale che andava a denunciare che aveva perso un cagnolino.
    Mentre parlavano, scese dallo scalone del municipio il Cardinale con i suoi collaboratori. Il Cardinale vide l’autista dai vigli e gli domandò il motivo.
    L’autista gli spiegò tutta la storia e il cardinale rivolgendosi a mio cugino disse: “ Ti piacciono tanto questi cagnolini?”
    “Si ma costano troppo per comperarli”
    “Se tu lo tieni bene e non gli fai mancare nulla, te lo lascio”.
    Così lo portò a casa e Pinky visse 14 anni insieme alla nostra famiglia.
    Quando mancò mia sorella Pinky non mangiò per tre giorni e uscì dalla cuccia solo quando il carro funebre partì verso il cimitero.

    La signora Ellia Bonetti, ospite della casa di Riposo Trisoglio

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio: Fiorentina, Antonia, Rosaria,Gina, Francesca,Giuseppina,Rosa, Carlo, Piero,Valeria, Ellia,Caterina, Ulisse,Verina, Angiolina, Margherita, Giaele, Irma, SuorAnna, Lidia, Olga, Margherita, Giuseppina, Carolina, Rita,
    Giulia,Teresa,Celeste,Maria, Michele, Giovanna.

  2. Ciao Pierrot,
    il tuo nick mi ha colpito…(mi ricorda il mio vestito da carnevale e ricordo che piangevo perchè non volevo farmi fotografare)…si ero in tema con la maschera…ma ricordo benissimo la mia sensazione di bimba, non piangevo di per se per qualcosa di assolutamente triste..è che non mi andava di farmi fotografare mascherata..
    sarà che io non riesco a mscherare i miei sentimenti…
    Scrivo in un blog di un altro detenuto….gli porterò questo tuo racconto , aspetto di leggere gli altri…
    una carezza a Ciccio e un saluto a te.
    Tina
    p.s.=ho due gatte femmine :Stellina e Patty

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