Maledetto male

Mentre racconta la sua vita, Pierrot non vorrebbe essere interrotto continuamente dal curioso gatto Ciccio.

Sto così così, Ciccio, non sono cose che vanno via con una passeggiata in sezione e con l’aver fumato una sigaretta.
“Se vuoi possiamo parlare d’altro e, per ora, lasciare perdere”.
Di cosa vorresti parlare?
“Perché non mi leggi qualcosa che hai scritto, qualche poesia… fai tu”
Beh, fammi cercare… Allora eccomi, ora posso leggerti quello che ho scritto le prime volte che questa persona mi ha concesso di tuffarmi nei suoi occhi. Ma sia ben chiaro Ciccio: oltre alla verità c’è anche la mia capacità di sognare, di volare, nel costruire un qualcosa che esiste solo dentro di me.
“Cosa vuol dire allora, che è reale o no?”
Vuol dire che è reale fin dove non immagino ciò che potrebbe essere ma non sarà mai, sia perché lei non lo sa, sia perché io non lo permetterei.
Ciccio, il perché è in ci che ancora ti devo raccontare.
“Allora aspetto”.
Tranquillo, tutto si ricollegherà a ciò che per ora è solamente raccontarti la mia vita. Ma come in questi casi che ti ho appena accennato, quando sono ancora avanti tutto si ripresenta e diviene un muro difficile da superare.
“Sono certo che tu sai cosa è ma non vuoi ammetterlo”.
Accidenti a te, Ciccio, devi sempre precisare… Con questo scritto capirai qualcosa del mio presente e di ciò che vivo nell’essere sieropositivo. Ascolta e non interrompermi come al solito.
“Accidenti, quando toccano quegli occhi diventi un altro, è come se fossi tu quello offeso”.
Ciccio!??
D’accordo, d’accordo. Io taccio, ma so di aver colpito nel segno, e compreso più di quanto tu non voglia ammettere”.
Senti, cominciamo a leggere, non mi piace la piega che stiamo dando a questo dialogo. Ora ascolta… Comincia così: Vorrei perdere questa mia capacità di sognare, ma è parte di quel bambino che non sono mai stato, un bambino che è prigioniero di un corpo ormai adulto… Vorrei essere capace di spegnere questo cuore che palpita nel cercare amore… Sento tanto dolore, sento un pianto che non ha fine, sento il bisogno di scappare da tutto e tutti.
Come ha potuto guardarmi con quei suoi occhi splendidi, come ho potuto permettere al suo sorriso di sciogliermi come un fiocco di neve al sole? Io non devo. Io non posso permettermi questo.
Maledetto male che ha invado il mio essere, il mio vivere, mi sei entrato dentro punendomi per il mio essere stato stupido, per essere stato un inetto.

(27. Continua…)

One thought on “Maledetto male

  • “Vorrei perdere questa mia capacità di sognare”

    Ricordi la storia di Icaro? Cadde perché si avvicinò troppo al Sole.

    Colpa delle ali, o di una errata valutazione in ciò che diciamo possibile?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *