Parliamo di carcere

Non c’è giorno che sul giornale non appaia questo o quell’articolo in cui si parli di carcere, sovraffollamento, dell’inutilità dell’indulto, come è vero che sono ritornati in carcere ma in ogni caso ci sarebbero ritornati. Ma c’è chi in carcere c’è stato una prima volta. Per quelli l’indulto è servito.
Molti di noi sono in carcere perché non hanno potuto pagare un legale per una difesa adeguata, poiché i legali del gratuito patrocinio (che ho provato io stessa) non s’impegnano effettivamente, vuoi per scarsa esperienza che li porta a sottovalutare il caso affidatogli, vuoi perché il pagamento dell’onorario avviene in là negli anni. Comunque, molti detenuti, se avessero avuto una difesa valida, non si ritroverebbero rinchiusi in carcere.
In questi anni passati da un carcere all’altro, parlando con i vari detenuti, ho visto che ciò che dico corrisponde a verità. Mi ricordo una frase detta dall’Onorevole Pannella, “in carcere ci sono i poveracci e gli imbecilli”: disgraziatamente ciò è vero. Ci sono detenuti che sono alla disperata ricerca del lavoro in carcere, perché non possono comprarsi nemmeno le sigarette, ma non solo quelle, nemmeno un francobollo, e sono costretti a riciclarli. La famiglia, se ne hanno una, non può aiutarli, se non ci fossero i vari cappellani o le suore o i vari volontari che mettono sul loro conto corrente pochi euro, non sarebbero in grado di comprarsi neanche le cose più banali.
La vita carceraria, oltre a farmi assaporare la libertà, mi ha insegnato ad apprezzare anche le piccole cose, a cui prima non davo nessuna importanza. Tutto ciò mi ha profondamente cambiata, le cose che prima per me erano senza valore, come un ago, un po’ di filo o un francobollo, un piccolo pezzetto di stoffa o di carta colorata per cercare di fare qualcosa in cella, tutto ha un valore inestimabile. Abbiamo imparato ad usare i pacchetti vuoti per farci delle scatole, portacenere, mensole, portaritratti, cose di cui prima avrei riso, ma ora non più. Un sorriso, una voce amica, sono tesori incalcolabili. La nostra inventiva, la nostra fantasia sono stupefacenti, e so che questo non lo dimenticherò mai.

5 thoughts on “Parliamo di carcere

  • Cara Liana, il carcere è un luogo di scambio che non riguarda solo i francobolli o le limette da unghie di carta. In carcere ci si scambiano sorrisi, idee, sensazioni. O anche solo saluti. Ci si saluta sempre in carcere, se anche incontri qualcuno 10 volte nel giro di un’ora, lo saluti sempre, e sempre come se fosse la prima volta, che sia un civile, un detenuto, un agente. Io credo che funzioni così perché in carcere ci si sente persi: lunghi corridoi che non finiscono mai, eterne attese per fare qualsiasi cosa. Non è così solo per i detenuti, anche chi ci lavora vive le stesse angosce nelle ore in cui passa rinchiuso. Per questo quando mi capita di percorrere un corridoio lunghissimo (per gli intimi corso Francia) sono grata a quel detenuto che incrociandomi abbozza un discorso e un sorriso: 2 parole, senza quasi fermarsi, ma la meta è più vicina ed io mi sento un po’ meno sola. Anche voi ci date tanto, ci insegnate che quando usciamo nel mondo “normale” forse un sorriso può cambiare la giornata di qualcuno, ci rendete meno egoisti è più disponibili, forse un po’ più uomini…

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  • Proprio oggi sono stata in una cittadina del Cremonese e ho avuto modo di visitare le antiche mura e le carceri: tornando a casa, pensavo alla condizione di privazione di libertà, di limitazione, di impossibilità di accesso a risorse comuni, come scrivi tu “ago e filo, ad esempio”.

    Mi è entrato il freddo nelle ossa.

    e, per svariati motivi, ho associato le mie emozioni agganciandomi al film “Changelling” e all’esperienza della repressione che passa anche attraverso i manicomi.

    Gli istituti totalitari, muovono sempre grandi contraddizioni.

    Un caro saluto.

  • io..son del idea….e senza falsi buonismi..mà chè in generale..ci rimettono..sempre le fasce deboli….in tutto…piove sempre sul bagnato..io non sono mai stato in carcere…mà..conosco..persone chè ci son state..e..sì..come giustamente dici…cè..un…modo diverso..di comportarsi…cè…calore…un semplice ciao..oppure..come và…prendiam un caffè..bè hà un senso…però…io..penso..e ora non parlo del carcere..mà di..chiamiamolo..il fuori…bè..chè..pur a malinquore..devo dire chè..sè continua..così…o saltano fuori..i veri valori..o è un caos…davano tutto..per scontato..si sentivan potenti..e superiori..solo..per il troppo benessere…bè ora chè..le cose..non vanno troppo bene..molta gente..capirà..chè..il bene non hà prezzo..il denaro..non può comperare il cuore del prossimo..cosa chè invece..i valori..fanno..e non comprano..mà donano…si..chiama..umanità…ti capisco..approvo tutto..e ti abbraccio forte..e delego tè..per dare un grosso abbraccio..dà parte mia..a tutti..quelli..o quelle chè..ora son in carcere…non perchè siete carcerati..mà perchè..siete persone…come mè..e..allora..io..dò..ciò..chè mi piacerebbe ricevere..ovvero…dignità..e valori veri….maurizio

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