Vietato sorridere

Ciccio: “E con le ragazze?”
Come ti ho detto, erano uno scudo per sopportare le maschere che in ogni occasione indossavo.
“E loro ti volevano bene?”
Non so dirtelo, in quel tempo era tutto così veloce, ma io soffrivo ugualmente, e credo anche loro. Anche se i comportamenti erano ancora infantili: ci si mandava bigliettini, venivano le amiche a chiedere e a riferire. A pensarci ora era tutto molto bello, emozionante e allo stesso tempo triste… ma chi conosceva tutto questo… ciò che sentivo era la rabbia, la ribellione verso un qualcosa che mi faceva male, e di contro utilizzavo il divertimento per spegnere tutto ciò che avevo alle spalle.
“E funzionava?”
Solo in parte, Ciccio, solo in parte… Arrivarono le giostre, e in quel periodo appena uscivo da scuola correvo subito al parco. Conobbi un ragazzo, che aveva una giostra con macchinine per bambini, una pista a gettoni, gli chiesi se aveva bisogno di una mano e subito mi disse di sì. Alcuni giorni saltavo anche la scuola per andare a dargli una mano, e per pranzo mi portava alla roulotte della madre a mangiare, ma erano strani come madre e figlio…
“Come mai?”
Perché lui era straniero, lei italiana, forse era adottato… Ma non è questo che è importante, bensì quello che avvenne. Credo che in quel tempo ero una calamita per certe cose, tutto filava liscio, mi divertivo, avevo le ragazze, qualche compagno, ma nemmeno a farlo apposta era come se un demone fosse in agguato. Forse, un po’ di sorrisi non mi erano permessi… Mi trattavano una meraviglia, mi facevano sentire come se fossi a casa mia, e per un mese lo divenne, da mattina a sera.
“Perché ti fermi?”
(…)
“Non ci credo, ti prego, dimmi che non è così”
Come dicevo, con loro stavo bene ed ero contento. In quel periodo si doveva andare in gita con tutta la classe, ma io ne approfittai per stare tutto il giorno con quelli alla giostra, che ormai era completa…

(31. Continua…)

3 thoughts on “Vietato sorridere”

  1. Carissimo Pierrot,
    Le inviamo un articolo tratto dal nostro giornalino di Natale “La Casa dei Fiori e dei Colori” in occasione delle feste.
    A risentirci dopo l’ Epifania.
    Gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio:

    UN GIRO SUL PULMINO

    Mercoledì 10 settembre, alle ore 15.30, siamo andati in gita col pulmino all’agrigelateria di Poirino, insieme a Suor Valeria, Roberta, Marco, Edy, Giovanna, Olga, e altri ospiti.
    Quando siamo partiti dalla Casa di Riposo Suor Valeria mi ha fatto sedere nei posti davanti per aiutarla a guidare il pulmino per andare a mangiare il gelato. Arrivati alla gelateria ci siamo seduti sulle panche e suor Valeria ci ha portato il gelato da mangiare, il tempo era bello e c’era un bel sole, e dopo aver mangiato il gelato abbiamo fatto la foto con la macchina fotografica della Edy.
    Dopo aver mangiato abbiamo chiacchierato un po’ e dopo la Roberta è andata a pagare il gelato e quando è tornata indietro aveva in mano dei depliant con le figure dei pesci che si chiamavano le Tinche. Siamo saliti sul pulmino per tornare a casa e io mi sono seduto sempre davanti con Suor Valeria per guidare il pulmino e siamo arrivati a casa. E’ stato un bel pomeriggio. Per finire in bellezza il giorno dopo Marco mi ha fatto vedere la foto di una tinca con il computer.

    Riccardo

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio Anna, Rosaria,Anna,Gina, Francesca,Giuseppina,Rosa, Carlo, Piero,Valeria,Caterina, Ulisse,Rosalia, Angiolina, Margherita, Giaele, SuorAnna,Lidia,Margherita, Giuseppina, Carolina, Maria,Giulia,Celeste,Maria, Michele, Giovanna,Mariola,Assunta,Margherita,Caterina.

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