Una via di frontiera

Sono nato in una via di frontiera,
l’ultima della città,
la prima della campagna.

I prati e i campi di fiori
che sono stati il pavimento della mia vita
sono scomparsi.

Salita Grimaldi è una via qualunque
nemmeno un papavero
a ricordare la mia infanzia.
PS. E’ la prima volta che scrivo, e sono curioso di capire come (e se) funziona la comunicazione attraverso internet.

6 thoughts on “Una via di frontiera”

  1. Certo che funziona Beppe,
    io in certi peridi apro il blog anche più volte al giorno. Mi piace molto leggere le riflessioni anche di persone a me molto lontane, a volte capita di sentirsi così vicini da avere la sensazione di conoscers da sempre.
    Un saluto, Marta.M.

  2. eccoci qua, ciao Beppe
    a riprova che internet funziona…
    e funziona perché la voglia di comunicare ci accomuna
    e, come dice Marta, ci avvicina e ci fa sentire a volte vicini a persone sconosciute e lontane ma che sono in sintonia con noi, inspiegabilmente
    io personalmente lo trovo molto bello e stimolante
    un saluto

  3. scusa….volevo anche dire che la tua poesia è quasi fotografica,
    sì in un’immagine in bianco e nero riesco a vedere bene il posto che tu dici…

  4. Concordo con farfalla. Sono belle immagini; hai uno stile controllato, si vede che non è la prima che scrivi… Scrivi altri versi, e pubblicali qui sul blog: sarà un piacere leggerli.
    Un abbraccio
    Marco

  5. Il come è una questione di capacità: risolvibile con tempo e motivazioni.

    Il se, dipende dalla capacità di comunicazione interiore, prima di quella Internet.

    Questa, ad esempio …. che sono stati il pavimento della mia vita …. mi dice che ci siamo! 🙂

    Ciao

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