Che cosa posso indossare?

Ho cominciato a scrivere per dentro e fuori già da alcuni mesi, ma non credevo ci fossero persone così sensibili al problema del carcere e questo mi spinge ancor di più a parlare di questa esperienza, anche se negativa, che è pur sempre esperienza e mi seguirà e servirà per il futuro.
La vita detentiva è quasi impossibile descriverla. Le giornate uguali una all’altra. Le ore e i minuti sono uguali. O cerchi di trovarti uno spazio tuo, o è l’alienazione mentale. Ti aggrappi a qualsiasi cosa pur di uscire dalla cella, parlare con i vari psicologi o volontari, anche se non ne hai bisogno ed è un modo come un altro per parlare con uno di fuori. Ci si sente animali in gabbia. Il colloquio con i propri famigliari poi è avvenimento mondano. Se ne parla giorni prima e giorni dopo. Ci si chiede: “Che cosa posso indossare? Come mi pettino? Come mi trucco?” senza pensare che ai nostri cari basta il vederci e parlare con noi, neanche badano a come siamo vestite o truccate. Ma per cercare di spezzare la monotonia ci si invente, si fantastica su tutto. Anche solo guardare dalla finestra della cella, l’andirivieni degli agenti, delle persone che vanno al colloquio, è un modo come un altro di spezzare quella catena che ci rinchiude. Si cerca di indovinare il parente di una o l’altra detenuta. Persino il fatto di andare ad una visita medica al di fuori delle mura carcerarie è avvenimento. Sicuramente chi è più forte sopravvive all’abbrutimento della pena detentiva.

6 thoughts on “Che cosa posso indossare?”

  1. ciao liana!!……è la prima volta sce scrivo!!! e non so perchè l’ho fatto proprio a te!!….
    scrivo su questo sito perchè da pochi giorni è tornato mio fratello…..carcerato per un reato inventato! che non aveva a che fare con la sua vita reale!!! è stato pochi giorni dentro! ma non poterlo vedere non ponterlo sentire mi ha ferita tanto…..sono un’adolescente e questa cosa me la porterò dietro per tutta la vita!! tanti problemi ho dovuto affrontare e sono cresciuta in un batter d’occhio! mi sento matura in confronto a tutte le “bambine” della mia stessa età!! e lo dimostra il fatto che non sono in giro a fare la paperella intorno ai maschietti…ma sono in un sito a scrivere!…..parlando con mio fratello ho capito che la vita in carcere non è affatto semplice!! ma ti dico di farti forza!!! io non so il perhè sei li! non so la tua età! se vorrai potremo parlare!!! baci…..stellina

  2. Ho trovato i tuoi link da OKNotizie, complimenti per il modo in cui scrivi e per la sensibilità che dimostri visto l’argomento che tratti. Non ho ancora avuto modo di leggere tutto ma pian piano lo farò, per ora ti ho inserito nei miei feed.

    Bye

  3. ciao liana..ti dicessi ti capisco, mentirei..premesso chè in generale, per capire una situazione bisogna, esserci, ti posso solo dire, chè sono felice di darti serenità con le mie lettere, di solito scrivo molto, mà oggi non riesco a trovare argomenti, e non vorrei rattristarti, ci sono molte sbarre, e molti tipi di sbarre, io già lo sapevo, mà ora , con la crisi chè c’è, bè veramente uno si rende conto, quanto la società. hà smarrito i valori, ovvero..meno denaro..tutti come uno a cui tolgono la sedia di sotto, io dico..ok..il momento è duro..mà dovrebbe unire, e non fare dividere, dovrebbe stimolare l’inventiva, invece sono tutti imbambolati…ci sono molti tipi di sbarre..purtroppo. cerchiamo di tenere sempre libero il cuore, sù quello si può contare sempre. un forte abbraccio. maurizio.

  4. Cara Liana,
    siamo gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio, siamo un’ottantina con un’età media di 80 anni. Tutte le settimane ci ritroviamo insieme e scriviamo i nostri pensieri sul vostro blog, sperando di essere utili.
    Le consigliamo di cercare di ammazzare il tempo con qualche lavoro manuale femminile o un buon libro
    se è possibile, e cerchi di stare tranquilla e non pensi a quello che è stato ma a quello che sarà.

    Saluti, gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio: Beatrice, Rosaria, Gina, Vincenza, Rosa, Francesca,Giuseppina,Rosa, Carlo, Antonietta, Cornelia, Piero,Valeria ,Caterina, Ulisse, Rosalia, Angiolina, Margherita, Giaele, Irma, Beatrice,Lidia, Margherita, Riccardo, Giuseppina, Carolina, Maria,Celeste, Maria, Giaele, Giuseppe, Luigi, Osvalda, Michele, Mariola, Assunta, Margherita, Caterina, Giovanni e Giovanna.

  5. buongiorno a tutte,mi sono trovata qua per caso,quest’anno sono di maturità e ho deciso di portare all’esame come argomento “il carcere e la società”, io personalmete non amo la parola carcere mi sà di parola un pò costruita.trovo che questo tipo di esperienza sia x ciascuno di voi sia un annullamento dei sentimenti e delle emozioni, xkè li dentro il tempo è infinito nn passa mai.mi sto documentando e ho trovato questo splendido blog.volevo complimentarmi con le persone che lo portano avanti giorno dopo giorno e anche se sembrerà banale salutare tutte le persone che sono li dentro e rincuorarle,in particolare a liana ho letto i tuoi commenti e mi sembri una persona molto simpatica e con tanto coraggio.ti volevo dare un consiglio: mettiti tutto ciò che ti piace, tutto ciò che ti fare stare bene con te stessa e a tuo agio senza sfarzare8IL TROPPO STORPIA RICORDA…IN OGNI CASO TI APPREZZERANNO X CIò CHE SEI E DIVENTERAI…un bacio grande a tutti….

  6. ciao Liana
    ciò che rende ancore più animali in gabbia, secondo me è la gabbia interiore, le sbarre che noi abbiamo dentro che non ci permettono di uscire fuori con i propri sentimenti e con il vero amore. Ci tengono chiusi dentro e non ci permettono di essere semore noi stessi. Quindi il vero problema siamo noi, non l’esterno che ci trastulla e ci svaga.
    Dovremmo avere il coraggio di incominciare a lavorare su di noi perchè la vita dentro fuori di noi sia piena di gioia
    antonio

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