Voi, esseri con due zampe

Mi chiamo Snepy, sono nato a Torino nel luglio del 2006.
Fui strappato dal seno di mia madre che avevo appena due mesi e introdotto dentro all’istituto. Sì, perché prima di questo evento vivevo fuori dallo stesso istituto.
Il tizio con due zampe che mi aveva prelevato dopo una settimana si stancò della mia compagnia. Mi abbandonò in un cartone vicino alla spazzatura. Io ero sconvolto e disperato, piangevo e urlavo a squarciagola, avevo fame e sete. Il sole picchiava forte sulla mia disperazione, sembrava quasi lo facesse per dispetto.
Ma avvenne un fatto che cambiò da lì a poco la mia vita. Un altro tipo con due zampe si avvicinò e mi richiamò dai pianti e dalle urla: mi guardò e iniziò a fischiare, poi mi raccolse da terra e mi abbracciò. Con fare sospetto, si allontanò da quel luogo portandomi con sé. Mi ricordo ancora quel fatidico giorno.
Voi vi chiederete cosa provai… paura, tanta paura, ancora una volta ero caduto nelle mani di questi esseri con due zampe. Questo invece con me fu molto più dolce, mi ricordo che appena arrivai a destinazione mi posò in una culla fatta di cartone e stoffa, prese dell’acqua e la versò in una ciotolina. Io bevvi come mai avevo fatto prima di allora, così con altrettanta foga mi avvicinai alla scodellina dove era messa della carne trita cotta e saporita, e la divorai, la divorai come fossi un lupo famelico.
Il mio nuovo amico, anzi il mio amico, sì, perché già sentivo che lo sarebbe stato per tutta la vita, iniziò a farmi tante di quelle coccole e carezze che mi addormentai come un ghiro. Da allora sono trascorsi due anni e la nostra amicizia, che ora è ancora molto di più, è proprio amore, continua.
Mi chiedo solo una cosa. Come mai io non provo attrazione per le gattine di cui percepisco gli odori? Vorrei tanto chiederlo al mio amico, solo che non trovo le parole per farlo.
Un’altra curiosità sul mio corpo l’ho notata guardando gli altri del mio stesso sesso, ed è che loro hanno due palline che gli pendono, ed io no, invece. Vorrei tanto sapere perché, perché loro le hanno ed io no. Un giorno prima o poi lo capirò.

4 thoughts on “Voi, esseri con due zampe

  • Bel racconto! Snepy è il tuo compagno? Mi è piaciuto quando dice “e lo divorai come un lupo famelico”, la trovo un’idea buffa per un gatto!
    non sapevo che ci fossero i gatti dentro l’istituto. Sono tanti? Dove stanno?

  • il gatto non è un’animale…è un essere speciale che talvolta, a qualche animo altrettanto speciale anche con due sole zampe, concede la sua amicizia…facile identificarsi con lui…mi sto chiedendo tu nella storia che parte abbia…

  • Caro Francesco,
    Spero che Snepy stia bene e che nonostante i tuoi nuovi impegni tu riesca a vederlo comunque spesso e a donargli tutto l’affetto che hai. Non ci vediamo più così spesso, ma spero che questa tua nuova esperienza sia per te arricchente e non faccia che aumentare la grande sensibilità di cui sei già dotato.
    Io come sai ho finito di imbiancare casa e ricomincio con i laboratori… aquiloni finiti!!!!!!!!!!!!!
    Quando hai un momento passa a trovarci, rivederti sarà sempre cosa estremamente gradita. Un abbraccio

  • Caro Francesco,
    abbiamo letto il suo scritto e molti noi sono rimasti dubbiosi sull’identità di Snepy.
    Alcuni pensano che si tratti di una persona, altri no. Mentre ci interrogavamo e discutevamo su questo argomento, Marco, che ci aiuta a scrivere i nostri messaggi sul blog insieme a Roberta, ha detto “Secondo me Snepy è un gatto!”. Sentendo questa frase la maggior parte di noi è rinmasta stupita e rileggendo il testo a iniziato a pensare che il nostro Snepy possa proprio essere un gatto!.
    Nell’attesa che il nostro dubbio si sciolga le inviamo i nostri saluti:

    gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio: Beatrice, Gina, Vincenza, Rosa, Tommaso, Francesca, Giuseppina, Rosa, Carlo, Antonietta, Cornelia, Piero,Valeria,Caterina, Ulisse, Angiolina, Margherita, Giaele, Brigida, Lidia, Margherita, Riccardo, Giuseppina, Carolina, Maria,Celeste, Maria, Giaele, Giuseppe, Luigi, Osvalda, Michele, Mariola, Assunta, Margherita, Caterina, Giovanni e Giovanna.

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