4 thoughts on “Lo spirito della libertà negata”

  1. Ciao ragazzi della Prometeo.Sono Sara,una ragazza di ventitreanni,che ha preso contatti con la realtà carceraria dalla notte del 3 aprile di quest’anno.E’ un mondo “nuovo”,per me,che avevo visto il carcere solo in tv.Eppure,mi ci sono trovata capultata dentro come nei peggiori incubi..il mio ragazzo è stato arrestato,ed ora si trova a Monza.Ieri è stato spostato in sezione,dopo più di due settimane di osservazione,e la paura e il dolore sono tanti.Io non sono sicura di riuscire ad andare avanti.Non lo lascerò,questo no,lo amo troppo per lasciarlo in questo momento,ma ho paura di non essere abbastanza forte per sopportare tutto questo.E’ un’agonia.Ha fatto una cazzata,ma grazie a Dio non ha ammazzato nessuno nè puntato armi addosso a chicchessia.E’ stato “solo” trovato con un quantitativo superiore al limite di hashish.Eppure me lo vogliono far passare per tossicodipendente,quando in realtà non lo è.Eppure me lo vogliono far passare come spacciatore,quando in realtà non lo è.Eppure me lo continuano a tenere li,ed io non ce la faccio più,perchè lui è l’unico appiglio che mi è rimasto.E’ una cosa straziante.E’ una Scuola dell’Attesa,come qualcuno di voi l’ha definita,anche per noi che siamo fuori.Vivo da più di due settimane l’attesa di una notizia,l’attesa delle sue lettere,l’attesa di una chiamata che mi dica che quest’incubo è finito..ma questa chiamata non finisce mai.L’attesa per un colloquio con lui,avuto sabato questo,dopo due settimane in cui non lo vedevo.L’attesa del prossimo colloquio che sarà fra due settimane,se tutto va bene..Perchè nonostante io sia la sua ragazza,ha due genitori ed un fratello,e più di tre persone alla volta non fanno entrare,così io riesco solo a vederlo nelle due settimane al mese in cui c’è anche il sabato di colloquio.E questo è snervante.Lo scontrarsi con la burocrazia,che rallenta e distrugge tutto..una lunga Scuola d’Attesa.
    Spero che anche per voi,come per il mio fidanzato,quest’errore serva per riprendere in mano la vostra vita.Lui è al suo primo errore,ed io non permetterò che ne faccia degli altri..
    Un saluto a tutti voi della Prometeo.
    Sara

  2. Ciao Sara, il tuo sfogo mi ha molto colpito. penso che ci siano parecchie persone purtroppo nella tua stessa situazione e,anche se adesso ti sembra di non essere in grado di farcela, la tua esperienza potrebbe essere di aiuto a tanti di loro. fatti forza, la vita a volte ti sorprende e non sempre in modo negativo. A volte le cose negative doventano positive perchè si impara dalle difficoltà, a volte invece la vita troppo facile ci rende insicuri. Il discorso è lungo. Se vuoi parlare puoi scrivermi, mi farebbe piacere.
    alicettina3@yahoo.it

  3. ciao francesco! lo conosco questo disegno…me l’avevi fatto vedere insieme ad altri. ti ricordi?
    spero tu stia bene. io tutto ok, ma l’aquilone non l’ho ancora fatto volare….un saluto e un bacio, claudia

  4. Caro Francesco,
    le inviamo i nostri commenti al suo disegno.
    Vincenza: “ E’ un disegno significativo! Disegnare fa bene perché distrae dalla sua vita di carcerato.”
    Margherita, Gina e Caterina: “ Ben fatto! Parlapà è proprio bello, mi piace!”
    Valeria: “ Le auguro di uscire presto dalla prigione così potrà vivere in pace ”.
    Giuseppina: “ C’è stato un periodo in cui la libertà è stata negata anche a noi quando c’è stato il fascismo è stato un periodo molto brutto, persino il pane era negato e per acquistarlo serviva la tessera.”

    Rosa aggiunge : “ Io ero una ragazzina e mi ricordo i fascisti con la camicia nera e il berretto nero. Anche i bambini dovevano vestirsi tutti di nero. Noi gridavamo mai più il fascismo ma in realtà se ne sente ancora parlare.”

    Francesca: “ Anche qui a Trofarello c’erano i fascisti e ricordo di una bambina che vide il suo papà mentre veniva picchiato dai fascisti. Anche io sono stata picchiata in piazza perché non ero vestita di nero.”

    Assunta: “ Il 25 aprile del 1945 è stato il giorno della liberazione dal fascismo e siamo scesi tutti in piazza a fare festa, speriamo proprio che non torni mai più”.

    Saluti

    gli ospiti della Casa di Riposo Trisoglio: Beatrice, Gina, Vincenza, Rosa, Tommaso, Francesca, Giuseppina, Rosa, Carlo, Antonietta, Cornelia, Piero,Valeria,Caterina, Ulisse, Angiolina, Margherita, Giaele, Brigida, Lidia, Margherita, Riccardo, Giuseppina, Carolina, Maria,Celeste, Maria, Giaele, Giuseppe, Luigi, Osvalda, Michele, Mariola, Assunta, Margherita, Caterina, Giovanni e Giovanna.

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