Agosto

C’è da pensare che da fuori si giri con occhi bendati oppure che le cose della vita non ci facciano più partecipi delle disgrazie altrui. Oppure che noi non avendo nientre altro da fare che stare attaccati alla televisione o che dicano qualcosa sulla situazione penitenziaria si stia più attenti ai telegiornali o ai giornali radio.Solo che a volte rimango allibita su quanto poco valga la vita umana.Guardando la televisione mi sembra di assistere ad una guerra che coinvolge l’intera umanità con un bollettino di morte pesantissimo: giovani morti per droga, per sfide impossibili, uccisi in maniera crudele per poco: una sigaretta, un paio di biscotti, anche se sei un tifoso di un altro colore, o mentre aspetti l’autobus o giri su uno scooter o moto, o semplicemente perchè esisti.Il fatto è che a nessuno importa, sei un numero su un giornale, un anonimo a cui hannom tolto la vita, per non parlare dei suicidi, cosa che in questi giorni va per la maggiore è il suicidio in carcere anche lì un numero su per giù intorno ai 60, ma 60 che cosa? Non 60 persone disperate che non vedendo una via d’uscita si sono uccise, solo un 60 molto anonimo.Si parla di cosa succede in carcere, il continuo via vai di persone che entrano ed escono dal carcere e mi sovviene il pensiero di chiedere dove sono finiti i valori di una volta, dov’è finito il rispetto per le vita umana, tutto ciò che i genitori di una volta insegnavano, senz’altro con qualche schiaffo in più. Ma quanto vorrei fare qualche passo indietro, ricevere insieme agli schiaffi anche gli insegnamenti inculcati nel rispetto sia della vita che delle cose altrui.Sembrerebbe questo mio discorso fuori luogo per una persona che sta in carcere, ma è proprio a causa di questo che sono rinchiusa, io non colpevolizzo nessuno ma quanto vorrei quegli schiaffi ora

2 thoughts on “Agosto

  • liana, allora inizia a non colpevolizzare tè, il carcere non centra nulla in quello chè hai scritto, io la penso ESATTAMENTE come tè, e ò paura, veramente ò paura, vedo l’umanità sgretolarsi, purtroppo, ( è una mia ipotesi), penso chè tutto ciò sia dovuto all’ipocrisia, ovvero, certo possono accadere fatti spiacevoli, persone con problemi, persone con l’animo cattivo, persone sfortunate e non capite, mà.. appunto dovrebbero essere solo casi isolati, dà aiutare oppure dà pinire, pero insomma cercare di risolvere, per il bene comune e dell’individuo, oggi purtroppo non sono casi isolati, è la società chè è malata, però in un periodo dove conta solo la perfezione, tutti mettono la testa sotto la sabbia, e sai perchè? perchè..l’errore non’è mai dà una parte sola, allora la società dovrebbe ammettere i propri errori e farsi un’esame di coscenza, mà questo per molte persone è impossibile, oggi vive il perfezionismo, mi fà paura perchè mi ricorda cos’era già successo, ovvero l’orrore… i non perfetti eliminati, per quanto ti riguarda, mi sembra chè di schiaffi nè hai presi pure troppi dalla vita, ora ti meriti e ti auguro di avere solo carezze. con amicizia. maurizio.

  • Cara Liana, mi sono fermata in tempo fortunatamente. Stavo per inviarti una lunga e- mail: piena di troppe parole! Il senso era questo: non rimpiangere mai gli schiaffi che non hai ricevuto o che non ti hanno dato, chiediti invece che cosa hai fatto tu e cosa stai ancora facendo per te stessa. La detenzione non va’ vista come un momento di stand- bye quanto come un momento di riflessione. Il mio compagno ha alle spalle una lunghissima detenzione e ti posso assicurare che e’ un uomo meraviglioso. Sai perche’? Non pensava a quello che aveva lasciato ma, bensi’, a quello che avrebbe trovato. Auguri per tutto

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