Una volontaria racconta LiberAzioni, Festival delle arti dentro e fuori dal carcere

Sabato 9 settembre, a Torino, si è conclusa la prima edizione di LiberAzioni, festival nazionale di fotografia, scrittura e cinema, con sezioni di concorso aperte a detenuti e ragazzi liberi sotto i trentacinque anni.

I temi sono stati la reclusione, la pena, la libertà e la relazione dentro/fuori.

"Foo dёkk" di Serena Vittorini Festival LiberAzioni – 7, 8, 9 settembre 2017 Sezione Fotografia – Secondo classificato.

(Foto: "Foo dёkk" di Serena Vittorini, Sezione Fotografia – Secondo classificato.)

Questa doccia si trova nel comune di Marcellina, in provincia di Roma.

È una doccia di “Amahoro”, un centro SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Sotto la doccia c’è lui, che è maliano.

Le pareti della doccia sono bianche, fatta eccezione per una fila di piastrelle grigio-verdi.

Lui è color caffè.

Il soffione della doccia ha un diametro più piccolo rispetto alla circonferenza della testa pelata di lui. Così il getto dell’acqua raggiunge la parte centrale del cranio, prima di rigargli la faccia ai lati.

Gli occhi sono chiusi, la fronte è lievemente corrucciata, nello spazio raggrinzito tra le due sopracciglia. Come se acqua e pianto e sudore fossero una cosa sola.

Gli zigomi sono puliti, le narici sono larghissime e a forma di goccia orizzontale.

Le labbra sono fatte di carne molto spessa.

Si vede un orecchio solo, il destro, e al lobo sembra appeso un pendente d’acqua. Il mento è più scuro, come se portasse l’accenno di una barbetta appena rasata.

L’acqua gli scende, fin lì sotto, come un pizzetto trasparente. Il collo è taurino e il pomo d’Adamo è rigato in mezzo; di quelle righe che di solito stanno sulla mano e segnano la linea della vita (dicono alcuni).

Le spalle sono molto larghe e tutte fatte di rivoli; ché, se quello fosse sangue, lui sarebbe già morto.

Ma non lo è.

La foto è stata scattata da Serena Vittorini, che ha origini aquilane. Fa parte di un progetto dal titolo Foo dёkk, che in lingua wolof vuol dire Dove abiti?

Ho visto questa foto l’8 settembre 2017. Stava appesa in una sala delle “Officine Caos” di Torino ed era in concorso al Festival LiberAzioni per la sezione fotografia.

Accanto ce n’erano altre ma quest’uomo color caffè mi ha violato il cuore.

Ho fatto avanti e indietro molte volte e più lo guardavo, più mi sentivo poca.

Nei tre giorni di LiberAzioni, mi sono sentita poca tante volte.

Ad esempio quando Ascanio Celestini ha raccontato delle mele, e di quante se ne possono rubare prima che uno venga chiamato “ladro”.

Mi sono sentita poca quando ho visto appese in foto decine di bottiglie d’acqua, nascoste sotto il materasso di una brandina, nel carcere “San Michele” di Alessandria (Cose recluse di Daniele Robotti e Mariangela Ciceri).

Mi sono sentita poca quando un giovane detenuto in permesso non si ricordava il titolo del racconto che aveva scritto. Il titolo era Prospettive.

Mi sono sentita poca quando il Prof.re Claudio Sarzotti, presidente di “Antigone Piemonte”, ha parlato di Gramsci e delle sue lettere.

Mi sono sentita poca quando un ragazzetto del minorile ha usato la parola “sunto”, per dire che Salto nel vuoto è una compagnia di ragazzi under 18 – 20 anni.

E mi è tornata in mente quest’altra foto.

«Nel 1865, il giovane Lewis Payne tentò d’assassinare il segretario di Stato W. H. Steward. Alexander Gardner lo fotografò nella sua cella, egli sta aspettando la propria impiccagione. La foto è bella, il giovane anche […]. Il giovane sta aspettando la propria impiccagione. E' morto e sta per morire. Io leggo nello stesso tempo questo sarà e questo è stato; osservo con orrore un futuro anteriore di cui la morte è la posta in gioco».
(Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Einaudi, 1980)

Di nuovo, la fronte è lievemente corrucciata, nello spazio raggrinzito tra le due sopracciglia. Come se questo fosse il tratto distintivo.

E io mi sento poca perché fremo per una catastrofe che è già accaduta.

Sara Micello

Il progetto "LiberAzioni "– l'arte dei giovani tra carcere e quartiere, - ha vinto il bando nazionale Sillumina, Sezione Periferie, promosso da SIAE, e ha per capofila l'Associazione Museo Nazionale del Cinema, in partnership con Stalker Teatro - Officine Caos, Casa di Quartiere Vallette, Antigone Piemonte, Videocommunity, EtaBeta e SaperePlurale.

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