Per chi è incompleto, come me
Martedì 16 Settembre 2008I soldi non fanno la felicità; ma aiutano a rendere le cose più facili.
Possono essere il motivo perché un rapporto si frantumi, o solo una scusante per lo stesso motivo. E si finisce per valutare la propria felicità in base al conto corrente.
Per amore o per quieto vivere si arriva ad ammazzarsi di lavoro, ma comunque i soldi non bastano mai. Allora si trovano altre vie per procurarsi il denaro… non tutte legali, certo… Ma rimane il fatto che ci si pulisce l’anima con la scusante di averlo fatto per un buon motivo, anche se poi le notti diventano insonni nella mancanza di serenità, per poi giungere alla conclusione di trovare un buon rimedio per i danni fatti, appena spunterà l’alba.
Ma i rimedi non sono così facili da trovare, e l’indomani si ricomincia daccapo, finché i nervi cedono e per riparare ad un guaio se ne combina uno peggiore. Dare altro, a livello umano, è quasi impossibile in queste situazioni. E salvare una nave ormai affondata è impossibile, perché a questo punto si scatenano una serie di accuse, ce le se si scaglia a vicenda, e viene spontaneo chiedersi: perché ci si è uniti, se all’infuori dei beni materiali non esiste nulla?
Creare rapporti stabili in cui viva quel qualcosa di più di un buon reddito o un tenore di vita medio-alto è difficile, l’affinità tra due persone è una cosa rara, e riuscire a dare incondizionatamente amore senza aspettarsi nulla in cambio è frutto di un legame, forse, che le difficoltà non riescono a spazzare. Di qualunque natura siano.
Io personalmente non sono riuscita a crearlo, bisogna essere in due per questo, ma conosco persone che ce l’hanno fatta, e le ammiro profondamente. Alla fine, forse si tratta solo di trovare la nostra metà mancante.
A tutte le persone “incomplete”, come me, auguro di trovarla, e concludo con un vecchio detto che amo molto.
“Non cercare altrove quello che ha accanto, finiresti per perderlo”.
Un bacione, Laura (alias Alina)

