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Desiderio

Mercoledì 27 Gennaio 2010

Predicono la fine del mondo nel 2012, se fosse vero e mi chiedessero di esprimere un desiderio non chiederei né libertà né soldi, amore no, chiederei semplicemente di capire se per la costituzione italiana ogni cittadino è uguale all’altro, se tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri perchè ho l’impressione, no, veramente ho certezza, che non sia vero. Fanno bene a riscrivere la costituzione, forse la faranno più veritiera nel senso che i più ricchi e potenti hanno tutti i diritti e i poveracci non hanno assolutamente nulla. Sembra un paradosso ciò che dico, però dovevo venire in carcere per capire veramente la vita e per vedere la disparità fra un essere umano e l’altro, il carcere mi è servito innanzitutto a vedere le durissime realtà nella vita carceraria.
L’ Italia è fortemente penalizzata dalla Corte di Strasburgo per violazione dei diritti umani. Sono anni che sento dire che i detenuti vivono in condizioni inumane, ogni tanto per sfoltire danno un indulto o amnistia però di concreto per ovviare a questi trattamenti non fanno niente.
Dicono, ed è vero, che i detenuti conoscono il codice penale a memoria e corrisponde a verità, infatti me lo sono letto tutto come fosse un libro di avventure perchè di questo tratta l’ordinamento penitenziario che è stato scritto tantissimo tempo fa, infatti si parla ancora di divise per detenuti, prescrive sia le misure delle celle che i diritti e doveri dei detenuti eppure le carceri che sono state costruite dopo hanno continuato a farle sullo schema delle precedenti.
Hanno aperto le frontiere a tutti senza pensare che entravano anche potenziali delinquenti, non hanno pensato che  lavoro sufficiente per tutti non c’era. E la fame fa fare delle brutte cose ed ecco che scatta l’arresto e la detenzione poi tuonano sul sovraffollamento, promettono e mantengono solo per chi è un pezzo grosso.
Ma allora a cosa serve il codice penale se non vale per chi di soldi non ne ha? Se poi gli altri non vengono perseguiti dalla legge?
Ecco cosa vorrei capire, perchè non siamo tutti eguali; che si tratti anche di questo razzismo, non per il colore di pelle o per la nazionalità ma tra chi ha soldi e chi non ne ha.
Ecco il mio desiderio.

Gennaio

Giovedì 14 Gennaio 2010

Grazie a Dio le feste natalizie sono finite. Perchè si dice buone feste ancora non so, visto i tempi che viviamo, che un buon Natale significhi dare il via alle violenze? Sembra quasi che queste feste istighino alla crudeltà, sopraffazione, malvagità. Durante queste solennità non si sente altro che un continuo stillicidio di furore, dove sono finiti i Natali di una volta in cui si girava con un bel sorriso stampato sulla faccia e dove l’augurio del buon Natale lo era, siamo diventati tanti Mister Scrubbs? Solo che se vedessimo i fantasmi dei Natali come minimo gli rubiamo il lenzuolo.

Una volta si stava vicino alle persone anziane e ascoltavamo le loro storie, adesso devono girare con il poratfoglio ben stretto al petto, nemmeno in casa possono stare tranquilli perchè li derubiamo pure lì. I bambini non credono nemmeno più a Babbo Natale anche se durante le festività trasmettono film su Babbo Natale di continuo, tutti presi dall’ultimo gioco elettronico, così come gli anziani anche loro vengono messi in disparte, si corre al consumismo per l’albero più bello, finto naturalmente.

Le corone di pop-corn, le palle di vetro, i regali fatti alla sera mentre i bambini dormono, sfido a trovareun padre o una madre che lo faccia ancora, ancorandosi alle scuse che “lavoriamo” ma i nostri genitori, nonni, non lavoravano forse? e anche più duramente di ora! I valori insegnatici dai nostri genitori dove sono stati scaricati? Probabilmente in qualche file e poi si dice perchè mio figlio è finito in carcere.
Sembra un paradosso sentirlo dire da una detenuta ma è proprio per questo che ci penso, se avessi ascoltato e preso esempio non sarei qui, se solo…

Ma con il senno del poi non si conclude molto, posso dire questo: che cercherò di ricordare questi Natali in carcere, non dimenticherò la solitudine,, l’amarezza di essere lontano dai tuoi, e nel prossimo futuro che si avvicina farò tesoro delle emozionalità sentite qui dentro e cambierò. Questo augurio lo faccio a tutti, pensate più al significato del Natale e non al prezzo di quel regalo o al costo del pranzo di natalizio.
A volte è più meritevole offrire un panino ad un mendicante che spendere euro su euro in regali inutili.

Rieducazione?

Venerdì 11 Dicembre 2009

Vorrei poter capire perchè noi come popolazione detenuta veniamo considerati da tutti come cittadini non di serie B ma di serie Z, come fossimo il rifiuto di una società che stando alle notizie che ci vengono date è corrotta piu’ che mai. Noi poveracci, in carcere per avere magari rubato pochi euro in beni materiali per fame o semplicemente per cercare di sopravvivere, certamente tra noi ci sono personaggi che del trasgredire la legge hanno fatto il loro credo, ma grazie a Dio non siamo tutti uguali. Viene fatta di tutta l’erba un fascio. Mentre al governo si litiga sul processo breve per salvare il capo di qualcuno, la riforma della giustizia e carceraria slitta all’infinito. Che importa loro se per avere una condanna definitiva occorrono 7-8-10 anni?
Abbiamo commesso un errore e siamo ben consapevoli di questo. Cerchiamo di intraprendere una vita retta, ce la ricostruiamo onestamente. Ma la mano pesante della giustizia è implacabile (per noi). Arriva sstrappandoci a questa vita ricostruita con fatica dopo quell’unico sbaglio.
Una volta un avvocato mi disse: “si ricordi che non conta niente ciò che ha fatto per non ripetere l’errore commesso, conta solo il reato. La mettono in carcere, contano solo l’inizio e la fine della pena. Ciò che c’è in mezzo a nessuno interessa.”
Allora l’opera di rieducazione a che serve?
Che poi, chiamarla “rieducazione” mi sembra un sottile eufemismo visto il risultato. Mettono in libertà chi per fame o altri motivi tornerà a prostituirsi, a rubare, a spacciare. Chi invece ha una famiglia in grado di aiutarli o una vita retta da riprendere, quelli vengono lasciati in carcere
Non dico che sia giusto riprendere a delinquere, anzi è sbagliatissimo. Ma, a parte che di lavoro non ce n’è nemmeno per chi non ha commesso reati o non si è fatto scoprire nel commetterl, per un ex detenuto proprio il lavoro non esiste. Cosa fare se sei costretto? Ci sono pensionati che per non morire di fame rubano alimentari e poi piangendo confessano e restituiscono il mal tolt, dicendo: “avevamo fame”.
Questa sarebbe la societàpreposta alla nostra rieducazione? Che esempio abbiamo davanti agli occhi? Potenti che rubano, sottraggono miliardi. Loro non pagano. Noi sì.

carcere

Giovedì 3 Dicembre 2009

Che l’attenzione rivolta alle carceri sia solo quando succedono fatti di cronaca è risaputo. Gli agenti di custodia e detenuti si dovrebbero orientare verso un unico obiettivo, la vivibilità di un’istituzione in cui sarebbe doverosa l’opera di rieducazione. La qual cosa non succede sia perchè il personale è insufficiente sia perchè la popolazione detenuta è mischiata: si mettono insieme i cosiddetti delinquenti abituali a quelli di reato.

Risulta logico quindi che uno una volta fuori, con il marchio di detenuto ben stampato in faccia e non trovando lavoro, volga il pensiero verso ciò che si è imparato in carcere: “colpisci prima di essere colpito” ed ecco che scatta il primo, ilsecondo, il terzo  reato e così via. Poi si urla contro l’indulto e l’amnistia perchè si è fatto uscire persone con pesanti precedentipenali, ma se è il carcere stesso una fucina per la crazione di nuovi delinquenti.

Chi non ha alle spalle una famiglia solida e comprensiva è evidente il suo ritorno in carcere, allora che si dia veramente inizio a opere di rieducazione effettiva trovando alternative al carcere, facendo lavorare i detenuti nei posti in cui si ha più bisogno come ospedali, ospizi, dove c’è più bisogno d i calore umano, che assicuro non perso. L’abbiamo solo lasciato nell’ufficio matricola quando siamo entrati. Andiamo a riprenderlo e facciamone buon uso.

Vento di tempesta

Venerdì 13 Novembre 2009

Ho visto sul tuo viso
il riflesso del mio tormento
già mi tieni nelle tue mani
rannicchiata nel tuo palmo
come un sospiro del cuore.
Ho sentito nella tua voce
come un eco sconosciuto
in questo modo
cercavo solo te
strappavo promesse
al vento di tempesta
presto saresti giunto a me.
Spazzavo via le nubi
della tempesta che alberga in me
ho letto nell’oscuro degli occhi tuoi
il mistero più profondo della notte
Temo ancora il buio eppure
mi abbandono per sempre a te.