Liana
Giovedì 1 Ottobre 2009Un po’ di tempo fa avevo descritto come ci si sente a non poter essere vicino ai propri cari in certi momenti difficili, il senso di frustazione che ti coglie a non poter consolare e accudire chi amiamo con tutti noi stessi.
Questa volta voglio parlare di una persona che ha poco più di un anno di detenzione e sta soffrendo atrocemente perchè fra poco suo marito sarà operato ad un organo interno di ben tre tumori: due asportabili e uno no. Lei non può stargli accanto se non per pochissimi giorni dati dai permessi.
La vedo distruggersi per questa impotenza e mi dico fortunata perchè pur essendo in carcere e vedere la mia famiglia solo una volta al mese visto che sono distante da loro. Loro sono sani, stanno bene, solo che mi sento quasi più in colpa per questa mia fortuna e ringrazio il signore di questa mia benedizione. Io alla fine delle mie pene li vedrò tutti. Lei forse no, perchè i criminali escono, lei no con poco ancora da scontare. Perchè questa ingiustizia? Perchè è una poveraccia o una straniera. Vorrei che qualcuno mi spiegasse il perchè di tutto questo.

